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RIFLESSIONI

traduzione automatica

Ciò che stiamo per intraprendere, è una spedizione insieme, un viaggio alla scoperta degli angoli segreti della nostra coscienza. E per una tale avventura, bisogna partire leggeri, non possiamo ingombrarci di opinioni, di pregiudizi, di conclusioni: di tutto quel vecchio mobilio che abbiamo collezionato per più di duemila anni.

Dimenticate tutto ciò che sapete su di voi; dimenticate tutto ciò che avete pensato su voi stessi; partiremo come se non ne sapessimo nulla.

Krishnamurti

Non conosco parole più giuste di queste per introdurre la Dentosofia e l'Antroposofia. Condivido in questa rubrica alcune riflessioni, frutto di un percorso personale e professionale. Queste idee non impegnano che me stesso e sono, certamente, pronto a dialogare riguardo queste, nella convivialità e amicizia.

Michel Montaud


ultima ora: il virus Corniaud


Il fenomeno del Corona virus

Ci troviamo di fronte alle nostre paure che si trasformano in panico.

Per un gran numero di persone questa paura è contagiosa e si diffonde in tutto il pianeta. Questa paura ci mostra quanto abbiamo ancora da fare per, non solo vederla, constatarla, ma soprattutto per iniziare a superarla, a trascenderla, poiché è l'unica via di sopravvivenza dell'umanità.

Ma come superare la paura?

La paura è sempre il sintomo più grande dell'egoismo, del funzionamento egoista dell'uomo. Abbiamo davanti a noi l'esempio, a livello mondiale, che una piccola bestiola, che si chiama Corona virus, può far dimenticare tutto, far crollare tutto perché ciascuno vede solo se stesso. Non esiste più nulla oltre la propria sopravvivenza, la propria paura di contrarre una malattia che, eventualmente, uccide le persone di oltre 80 anni. È spettacolare vedere quanto l'uomo perda ogni senso intellettuale, ogni senso pratico, ogni buon senso, non appena la paura si installa.

E poi, cos'è la paura?

La paura è sinonimo di ignoranza. Abbiamo sempre paura di qualcosa che non conosciamo, che non padroneggiamo. Per contrastarle, per superarle, quindi per crescere grazie alle nostre paure, bisogna accedere alla conoscenza, andare a vedere dove non sappiamo e ci renderemo conto che non abbiamo alcuna idea reale della conoscenza dell'uomo su, ''chi siamo realmente''.

Tutto deve iniziare da lì, cioè rivedere tutta la nostra conoscenza acquisita e soffermarsi veramente sulla reale conoscenza di, chi è l'uomo, verso il suo funzionamento profondo.

È solo a questo prezzo, e solo a questo prezzo, che potremo comprendere realmente le nostre paure e superare l'obiettivo unico dell'evoluzione, l'eccesso di ego, il parossismo dell'ego: l'egoismo.

L'egoismo ci porta verso la contagiosità della paura. Questo fenomeno di epidemia virale, di pseudo epidemia mortale ce lo dimostra. Se facciamo il lavoro sull'egoismo incontreremo automaticamente il suo contrario, l'amore.

Arrivati a questo stadio, la paura non può più esistere.

Il Corona virus ci porta una manciata di morti ma la paura provoca miliardi di vittime. Siamo tra i 7 e gli 8 miliardi di esseri umani sulla Terra e il corona virus ''forse ne ucciderà'' qualche migliaio. L'uomo ha, mi sembra, fatto ''meglio'' durante la ''guerra del 40''.

Non è il virus ad essere contagioso ma è la paura che inocula la virulenza del virus nell'uomo.

La grande domanda che la scienza potrebbe porsi è:

ci troviamo di fronte a miliardi di miliardi di virus e batteri, per tutta la nostra vita, senza alcun problema per la nostra salute, allora perché un virus, un giorno, aggredisce l'uomo?

È la paura del virus che uccide l'uomo.

Non è il virus che uccide l'uomo.

Nessun virus al mondo ha il potere di uccidere l'uomo, se questi non lo vuole.

Può venire da me qualsiasi persona contaminata dal virus; possono starnutire su di me, sputare su di me, rotolare su di me con le mani sporche, non avrei modo di ammalarmi, a meno che per me sia giunto il momento di morire.

Non moriamo di malattia ma una malattia arriva perché è giunto il tempo, per noi, di morire.

Quindi tutti possono guarire da questo virus senza alcun problema, tranne quelli che devono morire per questo virus. Perché è giunto il tempo, per loro, di passare a un altro stato di coscienza.

Già un secolo fa, un essere fuori dal comune, che si chiamava Rudolf Steiner, ha descritto il processo legato al virus e alla paura.

Rudolf Steiner 1917 (‘‘Dietro il velo degli eventi’’ Edizioni Triades)

« Esiste nella nostra epoca una sorta di paura che si potrebbe giustamente paragonare alla paura dei fantasmi che si aveva nel medioevo; è la paura dei microbi. In fondo, questi due stati di paura sono identici, a parità di proporzioni gradate.

La media età aveva una certa fede nel mondo spirituale; e naturalmente ciò che le ispirava timore era di natura spirituale. L’epoca moderna ha perso questa fede nel mondo spirituale e crede solo nel materiale. Ciò che le fa paura sono gli esseri materiali, per piccoli che siano.

Ciò che ci importa in ogni caso per oggi, è notare che i bacilli possono essere veramente pericolosi solo se proliferano. Non bisogna coltivarli; è un’ovvietà sulla quale tutti concordano. Ora, quando esaminiamo dal punto di vista spirituale ciò che stimola la proliferazione dei bacilli, arriviamo a una conclusione sulla quale non concordiamo più con i materialisti. Poiché i microbi trovano un terreno particolarmente favorevole in noi quando nel nostro sonno non portiamo via con noi nient’altro che pensieri materialisti. Il loro miglior terreno di coltura è quando ci addormentiamo solo con idee materialiste.

Non c’è modo migliore di coltivare i microbi in un focolaio epidemico, o in malattie endemiche, che non avere altro in mente che immagini della malattia, essere colmi di terrore nei confronti della malattia. Quando non si trova nulla da opporre di proprio a questa paura delle malattie che si sprigiona da un focolaio epidemico e ci si addormenta la sera con questa idea di paura, si sviluppano nell’anima riflessi inconsci, echi, immaginazioni attraversate dalla paura, ed è un buon modo per nutrire e coltivare i microbi. Se si riesce a calmare la propria ansia con un amore attivo, ad esempio con le cure ai malati che non vi lasciano più tempo per pensare a voi stessi, alla possibile contagiosità, ecc… si diminuisce così fortemente anche la proliferazione dei bacilli.

La scienza spirituale non ci insegna solo queste cose per moralizzare contro l’egoismo umano, ma per descrivere realtà precise del mondo spirituale. Nella vita, incontriamo ovunque il mondo spirituale, poiché noi stessi dispieghiamo positivamente un’attività dei mondi spirituali tra il momento in cui ci addormentiamo e quello in cui ci svegliamo. E meglio di tutti i farmaci o prescrizioni per lottare contro i bacilli, il pensiero umano può agire; se si libera dal materialismo e sente il pungolo di un amore attivo dello spirito, la sua azione è mille volte più feconda di tutti i rimedi. Bisogna che nel corso di questo secolo si diffonda sempre di più la conoscenza che il mondo spirituale ha importanza anche nei confronti del corpo fisico, un’importanza che penetra nell’universo fisico, perché, in realtà, durante il nostro sonno ci immergiamo nel mondo spirituale e agiamo da lì sul corpo fisico rimasto nell’inconscio.

Sebbene questa azione non sia percepibile dai sensi, essa non esiste meno. »

Ciò che stiamo vivendo con il virus Corona è un campanello d’allarme, che ci viene dato dal mondo spirituale, per elevare il nostro livello di coscienza e spingerci gradualmente a passare dall’egoismo all’Amore.

Approfondimento sul confinamento - Marzo 2020

Confinamento ???

Questo periodo di confinamento deve permetterci di interrogarci. Porta alcune persone a constatazioni ancora più marcate sul modo di funzionare dell’uomo. Queste constatazioni sono indispensabili per permettere di mostrare che i meccanismi messi in atto dall’umanità, da ormai diversi secoli, sono obsoleti. Queste constatazioni sono necessarie ma sono inutili, se non ne facciamo nulla, se ci accontentiamo ancora e sempre di semplicemente elencarle. Le constatazioni sono sintomi come lo sono quelli di una malattia. Sono solo conseguenze.

Ma come si possono raggiungere le vere cause, se ci concentriamo solo sulle conseguenze?

Ci troviamo oggi di fronte a qualcosa, che è di una evidenza suprema. Un piccolo “aggeggio”, chiamato virus, che non conosciamo affatto, che non controlliamo affatto, ma di cui la medicina ci fa credere di sapere; questo piccolo “aggeggio” ci rivelerà il funzionamento dell’umanità. Questo piccolo “aggeggio” è capace di fermare tutti gli ingranaggi dei sistemi economico, politico e giuridico, culturale; è capace di mettere l’intera umanità in arresto totale. E nessuno, dico bene nessuno o almeno tra quelli che parlano, è andato a cercare il vero perché.

Perché questo virus è capace di far fermare la macchina infernale dell’umanità?

Questo virus mette in evidenza, in un primo momento, il funzionamento della medicina. Quest’ultima conta i morti, cerca di distribuire, come può su tutto il territorio, i malati che hanno bisogno di rianimazione. È impotente di fronte ai sintomi provocati dal virus e attende il picco dell’epidemia per poi fare un bilancio di questa epidemia, cioè enumerare ancora e soltanto delle constatazioni. Ci dice che il virus è contagioso e che l’unico modo per combatterlo è restare a casa. Ci dirà, alla fine dell’epidemia per giustificare le sue decisioni, che è il confinamento che ha permesso di fermarla più rapidamente.

E la maggior parte dell’umanità gli crederà senza alcuna prova di tutto ciò.

Orbene, risulta che tutte le epidemie si fermano da sole dopo il picco e che ci sono stati pochissimi confinamenti in passato.

La medicina, che sa, ci dice anche, un giorno, che è inutile indossare maschere non conformi perché non servono a nulla. Inoltre le maschere non sono utili al di fuori delle persone ‘’esposte’’. Poi, qualche giorno dopo, che sarebbe forse desiderabile che tutti indossassero una maschera, anche le maschere che erano inefficaci qualche giorno prima… e tutti ‘’inghiottono’’ queste affermazioni senza battere ciglio. La medicina gioca ‘’agli apprendisti stregoni’’ e mostra ancora di non padroneggiare nulla.

Eppure l’umanità rimane totalmente robotizzata.

Ma come è possibile restare muti di fronte a una tale manipolazione mentale?

Ci si dice, altrove, che siamo in guerra e che in una guerra bisogna combattere. Queste parole pronunciate sei volte da un capo di stato sono di una violenza inaudita. Ho pensato molto, durante il discorso di questo signore di una quarantina d’anni che non ha mai conosciuto una guerra, a tutte queste persone che l’hanno vissuta, che hanno perso dei cari, a tutte queste persone che sono state mutilate a vita, o addirittura torturate.

Come hanno potuto reagire aspettando la parola guerra riguardo a un virus?

Queste parole hanno innescato una psicosi indescrivibile che mette in risalto il funzionamento attuale dell’uomo, vale a dire un funzionamento gestito unicamente dalla paura. La parola è lanciata: la PAURA

La paura è uno degli ingredienti più potenti che mantengono il funzionamento egoista dell’uomo. Ogni volta che l’uomo ha paura, pensa solo a se stesso ed è solo dopo, quando è al sicuro, che si volta eventualmente verso gli altri. Ma il riflesso primo della paura è fuggire… o mordere. È il riflesso dell’animale. La paura riflette il funzionamento animale nell’uomo. A questo stadio, l’uomo è un ‘’animale pensante’’ e non ha ancora raggiunto il titolo di essere umano. In entrambi i casi, fuga o morso, sono delle conseguenze, dei sintomi, sono delle constatazioni di paura.

Se vogliamo davvero cercare il perché delle conseguenze di questo piccolo virus, dobbiamo accettare di vedere il vero comportamento dell’uomo, vale a dire la sua modalità di funzionamento egoista. Comprenderemo allora il processo della contagione. La contagione è veicolata dalla paura. È la paura nell’uomo che rende il virus virulento e quindi contagioso. Si propaga come il lampo perché l’uomo ne ha paura.

Ma come si può fare per contrastare le nostre paure?

La paura è sempre sinonimo di ignoranza. L’uomo ha sempre avuto paura di ciò che non sapeva. La paura ci mantiene sempre in un sistema di dipendenza. Quando l’uomo ha paura, è alla mercé di colui che dovrebbe sapere. Colui che dovrebbe sapere utilizzerà tutti i sotterfugi per far credere di sapere.

È in questo modo che la medicina padroneggia gli uomini da diversi secoli.

Per contrastare le nostre paure bisogna andare a cercare la vera conoscenza dell’uomo. Se ci concentriamo sulla reale conoscenza dell’uomo, ritroviamo subito la nozione di spiritualità, questa nozione che è scomparsa totalmente a favore del materialismo.

Per comprendere tutto questo, ci vuole un rapido riassunto di: chi è l’uomo?

Noi arriviamo sulla Terra pieni dell’Amore Universale, un Amore incommensurabile totalmente inconscio, poiché la coscienza non si è ancora rivelata. Rivivremo, durante i primi tre anni della nostra vita, tutta la storia dell’evoluzione dell’uomo. A partire dall’età di tre anni, il bambino inizierà a dire ‘’io’’; è il vero inizio dell’individualizzazione. L’uomo crescerà e diventerà sempre più consapevole della sua individualità, fino a diventare individualista. Questo passaggio all’individualità è un passaggio necessario dell’evoluzione dell’uomo. È accompagnato simultaneamente da una perdita della preponderanza dello spirito a favore di una visione sempre più materialista. L’apogeo del materialismo è stato l’anno 1900.

L’io - o ego - dell’uomo occuperà tutto lo spazio e, inconsciamente, scivolerà verso il suo parossismo, l’egoismo. A questo stadio, l’uomo è andato troppo lontano e veicolerà un egoismo che vivrà, nella maggior parte dei casi, nell’inconscio.

Lo scopo di tutta l’evoluzione dell’umanità è portare la sua realizzazione – l’essere umano – a diventare un essere unico, libero e indipendente. Questo passerà attraverso una fase di egoismo inconscio. Il cammino sarà allora quello di vedere il proprio egoismo, cioè portarlo alla coscienza. Passerà da un egoismo inconscio a un egoismo consapevole. A partire da questo stadio, l’uomo potrà lavorare sul suo egoismo, poiché lo vede. Se l’uomo lavora sul suo ego esasperato, potrà trasformarlo. E quando superiamo l’ego, ci rivolgiamo automaticamente agli altri. In quel momento, accediamo al contrario dell’ego in eccesso, diamo del tu… all’Amore.

L’uomo, alla nascita, è quindi un essere pieno di un Amore puro e, molto rapidamente, sarà confrontato con il sistema di ‘’addomesticamento sociale’’, che ci inculcherà ciò che dobbiamo fare.

A partire da questo istante, non potremo mai pensare da soli. Siamo educati dal pensare degli altri che, a loro volta, sono stati formati dai pensieri dei loro predecessori; ed è un circolo vizioso che ci porta al funzionamento attuale dell’umanità. Usiamo esclusivamente la conoscenza di coloro che ci precedono.

Questo passaggio è un passaggio necessario, obbligatorio. Tutti gli esseri umani passano per questa fase. Fa parte dell’evoluzione. Ma possiamo e, soprattutto, dobbiamo superare questo stadio.

Se non mettiamo mai in discussione questa conoscenza, non potremo accedere alla conoscenza dell’uomo. Accedere alla conoscenza dell’uomo ci obbliga a pensare da noi stessi. Ci accorgeremo allora di essere stati impregnati da una conoscenza che si rivela errata.

Savoir e connaissance non sono sinonimi. Il primo è stato integrato nel nostro subconscio senza il nostro consenso, mentre il secondo ci porta alla reale coscienza, quella che è il frutto delle nostre stesse ricerche.

Allora, comprenderemo veramente il funzionamento interiore dell’uomo e perché può essere soggetto a malattie e a un virus che fermerà tutto.

Siamo costretti a mettere in discussione tutto, a non voler più funzionare con la modalità di pensiero del passato; saremo costretti a cambiare completamente paradigma.

‘’Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso cervello che li ha causati.’’

Questa frase è stata pronunciata da A. Einstein. Ci dice che è impossibile risolvere un problema con la stessa modalità di funzionamento intellettuale che ha provocato il problema.

Perché in realtà sbagliamo cervello. Il cervello che è il padrone dell’uomo è il cervello del cuore. Il cervello della testa, cioè il funzionamento intellettuale, deve essere al suo servizio. Eppure abbiamo instaurato un sistema di società in cui l’uomo usa esclusivamente il cervello della testa e dimentica completamente le informazioni del cervello del cuore. Il cervello del cuore agisce per primo; è quello che sente e lo sappiamo tutti, abbiamo prima un’emozione e solo dopo analizziamo questa emozione con il cervello della testa. Il cervello della testa agisce sempre in secondo, ma, se domina il cervello del cuore, quest’ultimo non può più esprimersi. Troveremo questa analogia con il maschile e il femminile nell’uomo *. Il femminile potrebbe essere assimilato al cervello del cuore e il maschile a quello della testa.

Attualmente, possiamo osservare che abbiamo creato una società totalmente maschile, dove domina solo il cervello della testa, società che annienterà la sua parte femminile e farà tacere il cervello del cuore. È però questa parte femminile che deve nuovamente incontrare la sua parte maschile affinché l’essere umano si equilibri.

Se l’essere umano si equilibra, equilibrerà allora la Terra e i virus non avranno più nulla da dirci.

Sappiamo che la paura è sempre sinonimo di ignoranza e che finché manteniamo le persone nell’ignoranza, alimentiamo la loro paura. Eppure, è mai venuto, anche solo una volta durante questa pandemia, un’« autorità medica » a spiegare al popolo cos’era realmente un virus?

Per la quasi totalità dell’umanità, un virus è un « piccolo aggeggio » minuscolo – poiché invisibile a occhio nudo – che si propaga da esseri viventi a esseri viventi. Possono colpire solo gli animali senza trasmissione all’uomo o possono anche trasmettersi attraverso la specie umana passando per l’animale o meno. La medicina ci parla a questo stadio unicamente della contagione; non spiega nulla, ma d’altra parte ci spaventa con la parola, contagione, perché di fronte alla contagione l’uomo è impotente… e quando l’uomo passa dall’essere ignorante all’essere impotente, percepisce ancora di più la paura e passa all’angoscia che può arrivare fino alla sofferenza… che può allora diventare respiratoria.

Ma in realtà, cos’è un virus?

Il virus è creato dall’uomo stesso; sono le nostre stesse cellule in sofferenza che espellono ciò che la medicina ha chiamato virus. È un « veleno » rigettato dalla cellula che si avvelena, « veleno » che andrà ad attaccarsi alla sua membrana.

Nel caso del coronavirus, colpisce il funzionamento dell’ossigeno nella cellula… l’ossigeno influenza totalmente il ciclo dell’acqua nell’organismo; acqua che è l’essenza della VITA – senza acqua la vita sulla Terra non esisterebbe – e che è il vettore dell’informazione ondulatoria nel corpo umano. L’ossigeno influenza direttamente il sistema cuore-polmoni nell’uomo. E quali sono i sintomi terminali dell’azione del coronavirus? Una sofferenza respiratoria dovuta al danno del sistema cardio-polmonare.

Il virus proviene sempre dall’uomo malato che è solo il frutto delle sue cellule malate; e l’uomo malato è solo la conseguenza del suo funzionamento vitale squilibrato. Questo funzionamento vitale squilibrato che lo ha portato a funzionare in modo egoista e a essere, di conseguenza, continuamente sommerso dalle paure… paura, tra le altre, di un virus che diventerà contagioso, dall’esterno, ma in realtà che è veicolato e mantenuto dalle paure… e la paura è il vettore, in cima a tutto, di tutte le malattie.

Il cerchio è chiuso. Sono le nostre paure ad essere contagiose, non il virus.

Ci troviamo ancora una volta davanti a una constatazione straordinaria; il confinamento ci costringe all’arresto di tutte le attività umane e assistiamo a una pausa nella distruzione della terra. Vediamo scomparire l’inquinamento, vediamo gli animali riprendere il loro territorio, delfini alle porte di Marsiglia, pesci nelle acque di Venezia, ovunque nel mondo la vita riprende i suoi diritti. Vediamo il clima e tutto un ecosistema cercare di riprendere il posto che avevano perso a causa dell’attività degli uomini. Abbiamo l’impressione che la Madre Terra respiri, che riceva una boccata d’ossigeno come per la persona che sta per annegare e che riceve un salvagente. Questo confinamento ci sta mostrando che tutto, dico bene tutto, ciò che l’uomo ha messo in atto non è giusto e che attraverso il suo funzionamento sta per distruggere sé stesso e distruggere il pianeta, perché il pianeta Terra esiste solo perché l’uomo esiste; senza l’uomo non poteva esserci la Terra e senza Terra non ci saranno più uomini.

Non possiamo capire perché siamo arrivati a questo punto, se continuiamo a funzionare con i pensieri che abbiamo acquisito.

Ricordiamo la frase di A. Einstein: “Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso cervello che li ha causati.”

Questo significa che tutto ciò che abbiamo accumulato provenendo dal passato, e che crediamo giusto, è in realtà falso. Abbiamo costruito una società, usando il nostro cervello della testa, su concetti errati che abbiamo considerato giusti e dai quali abbiamo elaborato analisi. Tutto il nostro sistema di pensiero si basa su concetti errati, provenienti dal mondo della materia, e darò un esempio che sarà una vera bomba per alcune persone. Questo esempio dovrebbe colpire la medicina attuale.

Tutte le malattie provengono dall’interno. Non esiste alcuna malattia che provenga dall’esterno.

Tutte le malattie dell’uomo sono provocate dall’uomo stesso, dall’interno.

Possiamo estrapolare questo concetto a tutto il funzionamento dell’umanità, cioè tutti gli eventi che accadono all’uomo sono provocati dall’uomo stesso. Tutto ciò che viene dall’esterno è provocato dall’uomo.

È il funzionamento interiore dell’uomo a creare gli eventi di cui ha bisogno. Passato, presente, futuro non sono separati; agiscono simultaneamente; è l’atto, realizzato nel presente, che si serve del suo funzionamento passato per scegliere il futuro di cui ha bisogno. Non andiamo verso il nostro futuro. Tutti i futuri potenziali sono già lì. Scegliamo il futuro che ci serve nell’istante presente.

Assistiamo da secoli e secoli a constatazioni che sono solo conseguenze, conseguenze che abbiamo trasformato in cause. E da queste conseguenze trasformate in cause, abbiamo elaborato funzionamenti intellettuali.

L’esempio del virus è molto significativo perché ci mostra che alcune persone moriranno, altre saranno malate a gradi diversi e il resto delle persone non avrà alcun sintomo della malattia virale. L’unica domanda che dobbiamo porci è:

Perché questo virus provoca questa epidemia mentre siamo confrontati tutta la nostra vita con i virus?

Le risposte della medicina sono: esistono persone più resistenti di altre, che hanno un’immunità più forte; hanno un terreno migliore.

Ancora una volta la medicina risponde con delle constatazioni. Vede che esistono diverse categorie di persone di fronte alla malattia, ma in nessun momento la medicina cerca di capire il vero perché, non il perché, che consiste nel dire “hanno un terreno migliore”, ma il perché che cerca di capire “perché hanno un terreno migliore?”

E poi questa analisi non risponde ancora alla domanda:

Perché questo virus provoca questa epidemia, mentre siamo confrontati tutta la nostra vita con i virus?

Non potremo mai sperare di arrivare al vero perché continuando a funzionare con un ragionamento che consideriamo scientifico e che è in realtà un ragionamento puramente materialista. Siamo arrivati al culmine del materialismo in tutti i campi della vita e possiamo prendere coscienza, se vogliamo, che questo modo di funzionare materialista non spiega nulla ma sta distruggendo l’intero pianeta. Se vogliamo sperare di accedere al reale perché, saremo costretti a rivolgerci all’autentica conoscenza dell’uomo e non solo al suo sapere scientifico materialista.

Dovremo accettare l’idea che il corpo umano è solo la condensazione dello spirito. Allora potremo sperare di trovare le soluzioni alla nostra situazione.

L’uomo, come tutto ciò che esiste sul pianeta, è solo condensazione dello spirito. Questo significa che l’uomo è un essere totalmente spirituale, e ho ben detto spirituale e non religioso.

Ciò che questo confinamento sta mettendo in evidenza, sono tutte le malattie che l’uomo ha instaurato a livello planetario. Il confinamento ci mostra tutti i sintomi delle malattie che la terra sta vivendo. E, che il fatto di fermare il funzionamento dell’uomo sul pianeta, per alcuni giorni, permette di eliminare alcuni sintomi che ha creato, vale a dire l’inquinamento, la distruzione dell’ecosistema, il problema del riscaldamento climatico ecc…

Le patologie che il pianeta ci mostra sono dello stesso ordine delle patologie che l’uomo accumula da secoli. Le malattie sono dei sintomi per dirci, « il male ha detto », per far prendere coscienza all’uomo che il suo modo di funzionare non è giusto.

La malattia è presente per illuminare l’uomo sul suo modo di funzionare.

Mangiamo e digeriamo, nella maggior parte dei casi, senza alcun problema. Tutto il meccanismo della digestione si svolge in modo inconscio. Poi, un giorno, per una ragione che ci sfugge, non digeriamo più. E lì, appaiono dei sintomi che ci svegliano al fatto che non digeriamo bene. La medicina osserverà questi sintomi, li constaterà poi li catalogherà in malattie e cercherà all’esterno i mezzi per fermare i sintomi, cioè le conseguenze della malattia. In questo caso preciso, la malattia non può spingerci a cercare il reale perché, poiché la medicina ha rimosso l’allarme « che ci dice ». Per analogia, possiamo confrontare questa situazione con la spia rossa di un’auto che ci avverte su un difetto di funzionamento. Possiamo andare a vedere dove si trova il difetto oppure spegnere la spia rossa affinché non ci disturbi più.

La medicina si limiterà a lavorare sulle conseguenze e a far credere, a coloro che non sanno, che conosce le ragioni originarie della malattia.

Se fossimo capaci di arrivare al reale perché della malattia, queste non esisterebbero più. Ora, ai nostri giorni, la medicina vive grazie alle malattie e a un sistema economico che si è messo in posto dal fatto che l’uomo è costantemente malato. Perché, se la medicina guarisse realmente, non dovrebbero più esistere malati! Cerchiamo l’errore. Siamo davanti a un pozzo senza fondo.

Il « male ha detto » è presente per dirci. Il corpo è il nostro migliore amico; è il tempio dell’uomo. Ci avviserà ad ogni istante che il nostro funzionamento interno non è più giusto. Creerà allora dei sintomi per farci prendere coscienza di ciò che rimaneva nell’inconscio, quando digerivamo normalmente.

La definizione di salute è in realtà, « guarire permanentemente ». Provochiamo regolarmente le nostre malattie, ma abbiamo un modo di funzionare interno che ci permette di guarire sistematicamente da queste malattie. Creiamo dei micro tumori ad ogni istante, micro tumori che si guariscono tutti spontaneamente. Questo si chiama, nel linguaggio medico, l’omeostasi o la fisiologia dell’uomo. È la normalità. È il modo di funzionare di tutti gli organismi viventi sulla Terra. E tutto questo meccanismo si basa su un ritmo che è proprio di ogni specie. La pianta perde le sue foglie in autunno e ne ritrova altre in primavera. Tutto è ritmo nella natura e lo ritroviamo nell’uomo a tutti i livelli e in modo evidente con il suo sistema cardio-respiratorio.

Poi, un giorno i sintomi ci mostrano che non guariamo più; sono lì per svegliare la nostra coscienza al fatto, che il nostro modo di funzionare precedentemente non era giusto. Il « male ha detto » è presente per dirci, affinché prendiamo coscienza che è il nostro stesso modo di funzionare che ci porta alla malattia.

Le malattie allora si ripeteranno, si sposteranno, tante volte quanto sarà necessario, per svegliarci al fatto che il nostro modo di funzionare non è giusto. Fino alla malattia suprema che causerà la morte, perché la persona non si è ancora svegliata a un funzionamento giusto.

Le persone, che non funzionano in modo giusto, rappresentano la quasi totalità dell’umanità. Creeranno quindi un modo di funzionare planetario che non è giusto; questo creerà quindi delle malattie della Terra, per farci capire che il modo di funzionare planetario non è giusto; e questo modo di funzionare planetario non giusto esiste perché il modo di funzionare interno dell’uomo non è, anche lui, giusto.

Per comprendere tutto questo processo sarà necessario tornare alla nozione fondamentale della parte spirituale dell’uomo. L’uomo, che vive attualmente, agisce secondo pensieri materialisti, meccanicisti, dove tutto è basato sull’economia, sul denaro.

E questo confinamento, che ci fa tutto fermare e mette tutto in attesa, ci fa vedere, che il modo di funzionare, attraverso l’inquinamento che diminuisce, attraverso tutta una serie di sintomi che scompaiono dalla Madre Terra, che questo modo di funzionare non è giusto.

Dobbiamo ritrovare la nostra parte spirituale smarrita, questa parte spirituale che ci ha portato sulla Terra essendo esseri portati dall’Amore, esseri rivolti verso gli altri. Questa parte spirituale, scomparsa, è stata sostituita progressivamente da un egoismo sempre più potente; questo egoismo che ci permette ora di creare atti che stanno distruggendo l’intera pianeta. Uno degli atti più caratteristici del nostro egoismo materialista è internet e il suo apogeo attuale, il 5G; questa ragnatola elettromagnetica circonda il pianeta di onde letali a breve, medio e lungo termine. Ma poiché queste onde sono invisibili all’occhio, i materialisti, che credono solo ciò che vedono, rifiutano vigorosamente la pericolosità di queste onde. Eppure, nessuno può sfuggirvi. Ed è il terreno ‘’famoso’’ di ciascuno, inesplorato dalla medicina, che farà la differenza tra coloro che saranno colpiti subito e coloro che lo saranno più tardi.

Siamo esseri elettrici; abbiamo 50000 miliardi di cellule che sono polarizzate negativamente all’interno e positivamente alla sua superficie, sulla membrana. Ogni cellula sviluppa 1,4 volt cioè 70000 miliardi di volt in totale nel nostro organismo. Siamo percorsi da tutte le parti da correnti elettriche gigantesche che veicolano le informazioni attraverso onde. Tutte le nostre cellule sono interconnesse da un sistema ondulatorio, da una comunicazione attraverso l’acqua in particolare. E abbiamo visto che questo virus, che sta attaccando gli uomini, è in realtà un processo che colpisce il funzionamento dell’ossigeno nell’acqua dell’uomo. E quando parliamo di ossigeno, parliamo delle funzioni respiratorie delle cellule e dell’uomo intero attraverso il suo cuore e i suoi polmoni.

E cosa fa il virus? Provoca distress cardio-respiratori.

Il virus ci sta mostrando gli organi colpiti dalla sua azione. Sono gli organi del ritmo, cuore-polmone. Gli organi del ritmo, cuore-polmone, sono i primi ad essere affetti quando l’uomo si trova in un cattivo funzionamento psico-affettivo. Sappiamo tutti che un’emozione provoca un’accelerazione del ritmo cardiaco così come un’accelerazione della respirazione.

Ma cos’è il funzionamento psico-affettivo? È l’incontro tra il cervello della testa –psico– e quello del cuore –affettivo– o detto altrimenti tra il maschile e il femminile.

Quindi, se risalgiamo la catena, ma non guardiamo più dal lato materialista, come fa la medicina, se allarghiamo alla parte spirituale dell’uomo, prendiamo coscienza allora che è tutto il nostro sistema psico-affettivo che è responsabile delle nostre malattie. E dietro il sistema psico-affettivo, c’è il funzionamento profondo interiore dell’uomo, cioè il malfunzionamento tra il maschile e il femminile.

Il funzionamento attuale dell’umanità si basa sulla dominazione del cervello della testa e nella testa, la parte sinistra del suo cervello. Questo stato d’essere ha portato l’uomo a diventare unicamente materialista e a sviluppare maggiormente il suo egoismo che, a sua volta, è veicolato dalle paure e che permetteranno al virus di svilupparsi in modo esponenziale.

Se vogliamo uscire da una ‘’pandemia virale’’ l’unico rimedio universale al mondo è il contrario della paura… è la GIOIA. La gioia, non solo distrugge tutti i virus, ma impedisce ai virus di esistere.

Questa Gioia – e intendo proprio la gioia, non il piacere – è il sentimento supremo dell’Amore. Non proviene dal nostro ego ma da altrove; ci viene data senza attendere nulla in cambio, a differenza del piacere che nutre sempre il nostro egoismo.

La Gioia è come un regalo che ci viene dato in ricompensa di una buona condotta nella nostra vita quotidiana. Viene data in regalo a tutte coloro e a tutti coloro che agiscono unicamente con l’obiettivo di aiutare gli altri.

Ma, cos’è questo altrove?

È la nostra parte spirituale smarrita alla nascita e ritrovata attraverso un amore nascente, amore che ci permette di rivolgerci agli altri padroneggiando il nostro ego affinché diventi finalmente al nostro servizio, affinché non sia più manipolato da un funzionamento puramente materialista, che mantiene l’uomo nell’egoismo.

Se l’uomo padroneggia il suo ego, significa che ha compiuto la giunzione fisiologica tra il suo femminile e il suo maschile; i due sono allora equilibrati e ciascuno nutre l’altro grazie alle sue qualità.

Il bene ritrova il suo posto, poiché il male è sempre un bene che non è al suo posto, sia in eccesso, sia in difetto. Il troppo di maschile ci porta a troppo cervello della testa, troppo ‘’psico’’, troppa rigidità e il troppo di femminile nutre troppo il cervello del cuore, cioè troppo ‘’affettivo’’, troppa emotività.

Una volta equilibrato l’ego, sono le nostre stesse decisioni che trasformeremo in atti volontari, basati su una coscienza morale che potranno allora mettere realmente in opera la magnifica triarticolazione, ‘’Libertà – Uguaglianza – Fratellanza’’, triarticolazione che non è mai stata ancora applicata.

Potremo allora aggiungere un aggettivo all’espressione, ‘’diventare un essere unico, libero e indipendente’’… quello di spirituale.

L’uomo sarà allora passato dallo stadio dell’animale pensante a quello di Essere Umano.

La paura sarà allora eradicata dalla superficie del globo… e tutti i virus e altri ‘’cose’’ che vanno con essi.

Con tutto il mio Amore

Michel Montaud

Aprile 2020

Tacere, mentre sappiamo che le parole ascoltate sono errate, è subire e non voglio subire! Subire, è anche il femminile nell’essere umano che non può ancora prendere il suo posto.

Ecco perché, ho deciso di parlare, parlare e parlare ancora a tutte coloro e a tutti coloro che, per il momento, non hanno potuto esprimersi e sentono in che modo queste parole vibrano nel loro cuore.

Ho anche deciso di parlare a tutte coloro e a tutti coloro che avranno la volontà di parlare a loro volta.

I miei scritti possono sembrare ripetitivi in alcuni punti, ma mi vengono dati in questo ordine come se fosse necessario ripetere, ripetere…. ripetere.

Tutte le riflessioni che scrivo da diversi anni possono sembrare corrispondere a molteplici argomenti diversi. Sono in realtà tutte collegate tra loro, e possiamo girarle in ogni senso, si incontrano sempre.

Questo testo fa parte di queste riflessioni che mi sono venute nel periodo che stiamo vivendo attualmente, periodo che deve portarci a … dire.

Collegamenti con il tutto

La scienza medica ha preso il potere creando un’iperspecializzazione per allontanarsi dal tutto. Questa iperspecializzazione ha creato un abisso inaccessibile tra chi sa e chi non sa. Questo abisso le permette di nascondersi dietro la sempiterna frase, ‘’è provato scientificamente’’. Di fronte a questa frase, il mondo profano non può che tacere perché non sa e pensa che la medicina sappia, poiché ciò è provato.

Ma chi è andato a vedere le ‘’prove scientifiche’’? Nessuno si azzarderà, perché il mondo profano crede nella sua medicina.

La medicina ha creato degli specialisti che dovrebbero essere più performanti dei medici generalisti. Ha fatto in modo di isolare ogni organo per una presunta migliore conoscenza. Ora è necessario comprendere che è impossibile comprendere il reale funzionamento dell’uomo dividendolo in pezzi. Usare questo modo di pensare è il miglior modo per mantenere l’uomo nell’ignoranza – e quindi nelle sue paure – perché saremo sempre confrontati alle conseguenze ma mai alle cause.

L’unico modo per accedere alla comprensione dell’uomo è al contrario tornare all’unità originaria e partire dall’infinitamente grande per arrivare all’infinitamente piccolo e poi, partendo dall’infinitamente piccolo (la prima coppia spermatozoo-ovulo), comprendere “l’infinitamente grande”, cioè il corpo umano.

All’inizio, c’è l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo. Questo incontro costituisce la prima cellula dell’uomo. È la rappresentazione dell’unità nell’infinitamente piccolo, come è esistita un’unità primordiale, all’origine di tutto, nell’infinitamente grande. In questa cellula unitaria, esiste già TUTTO il programma dell’uomo.

A partire da questa cellula originaria, assisteremo a una prima moltiplicazione cellulare che la biologia chiama cellule indifferenziate, perché tutte queste cellule sono identiche. Poi le cellule indifferenziate si differenzieranno in cellule specifiche per ogni organo; vedremo apparire cellule del polmone, del rene, del cuore, del cervello ecc. Ogni cellula svolgerà il ruolo per cui è stata programmata… ma programmata da chi?

Chi può dirmi per quale miracolo tale cellula si dirigerà verso il cuore e un’altra verso il rene? Ci si risponderà: è il frutto dell’evoluzione.

Ma si è davvero risposto alla domanda, quando ci si accontenta di dire questo?

E poi, cosa conosce la scienza della reale evoluzione se non dare alcune ipotesi che ha ammesso come verità?

Se scaviamo un po’ più a monte su questa domanda, la scienza diventa impotente a rispondere su questo argomento. Propone solo ipotesi che si sono trasformate in “le sue verità”.

Abbiamo 50000 miliardi di cellule nel corpo umano. Mentre scrivo queste righe, alcuni miliardi di queste cellule funzionano contemporaneamente, si connettono le une alle altre per permettermi semplicemente di scrivere. Tutto questo avviene al di sotto del mio livello di coscienza. Non ho alcuna idea del meccanismo cellulare interno che mi permette di scrivere. Eppure devo arrendermi all’evidenza. Che bellezza della creazione rappresenta l’essere umano.

È un’alchimia gigantesca questo corpo umano in vita. Nessuna macchina, per quanto perfezionata sia, può accedere a questa prestazione.

Ma come spiegare questa alchimia?

Chi può spiegarci il funzionamento magnifico della biologia dell’uomo?

Chi può spiegarci veramente la VITA?

La medicina si è occupata dei pezzi dell’uomo; è andata fino all’infinitamente piccolo ma sempre attraverso constatazioni. Non è capace di “riattaccare” i pezzi per ritrovare il tutto.

La scienza sperimentale ce ne dà la prova.

L’uomo padroneggia totalmente il mondo della materia. È capace di costruire macchine di ogni tipo, smontarle, rimontarle senza alcun problema. È anche capace di “smontare” poi analizzare i componenti di una pianta, di un animale, di un uomo ma è incapace di ricostruirli, perché non padroneggia la VITA.

Non ha ancora il potere di rispondere a:

Chi ha programmato questa alchimia che ha dato la Vita?

Come, da una sola cellula si può arrivare a 50000 miliardi di cellule, che collaborano insieme, mentre ogni cellula ha la sua identità propria? È una solidarietà senza falle che ci propone il corpo umano attraverso il funzionamento autonomo ma altruista delle sue cellule.

E ora volgiamoci verso i 7 o 8 miliardi di esseri umani, unici anche loro per il loro funzionamento proprio, e immaginiamo che siano le cellule dell’organismo Terra, cioè che funzionino anch’essi insieme affinché la Terra viva naturalmente, secondo la sua biologia propria. Otteniamo allora una solidarietà perfetta, unica garante dell’armonia del tutto.

Allora passiamo nuovamente dall’infinito piccolo all’infinito grande.

In tutti i campi l’iperspecializzazione si allontana dal tutto, dall’unità originaria. Ogni disciplina ha adottato questo modo di funzionare e si è sviluppata ciascuna a suo modo allontanandosi dalla globalità. Questa iperspecializzazione permette a tutti i settori di attività di nascondersi dietro il proprio sapere.

Ogni cellula dell’organismo Terra funziona nell’individualità ma si è separata dal tutto.

Il confinamento attuale ci porta a delle constatazioni. Innanzitutto che tutto il nostro sistema umano è realmente basato sull’economia e sul denaro. Che tutto crolla non appena l’economia scompare. Un semplice virus rimette tutto in discussione.

La scienza medica detiene il potere e fa credere al mondo che essa sa, che controlla. E quando non controlla più nulla, come per la pandemia attuale, vuole mostrare ancora di avere il potere di decisione e la potenza. Per questo ha apportato il dogma, il pensiero della ‘’contagione’’. Questo dogma le permette di rimanere la padrona della situazione. Attraverso questo dogma, dà i suoi ordini per contrastare la ‘’contagione’’.

Ma chi può mettere in discussione il principio di questa contagione, restando fissi sulle basi scientifiche che ci portano al dogma della contagione virale?

La scienza medica e la scienza in generale non vogliono sentire altre idee, altre riflessioni che vanno contro le sue ‘’certezze’’. Tutto ciò che esce dalle sue ‘’certezze’’ non può essere udito.

Ma questo falso dogma che è la contagione virale ci permetterà di vivere qualcosa di unico e forse di vedere il funzionamento dell’uomo.

Su cosa è basata la contagione virale? Si basa sulla paura di trasmettere ma soprattutto di contrarre la malattia. All’origine, c’è la paura di ammalarsi. Poi andiamo, ancora una volta, a creare un altro modo di pensare facendo credere che siamo degli altruisti e che non vogliamo trasmettere la malattia agli altri. Questo pensiero diventa nobile agli occhi del mondo ma è un alibi per non mostrare il nostro egoismo, vale a dire la paura di contrarre la malattia per noi o per i nostri cari.

Questo sistema di confinamento ci mostra l’egoismo di ciascuno, quando vediamo la gente correre nei supermercati per accumulare merce, senza preoccuparsi se ne resterà per gli altri. Dove si trova l’altruismo e il ‘’civismo’’ evocati da tutti, mentre siamo ancora di fronte alle nostre paure.

Questo fenomeno di ‘’pseudo contagione’’ ci porta alla constatazione del funzionamento egoista generalizzato dell’uomo attuale.

Siamo partiti dalla scienza medica, dalla scienza in generale. Siamo partiti dall’iperspecializzazione in tutti i settori per arrivare alla constatazione di un funzionamento generalizzato dell’egoismo nell’uomo. Di fronte a questo funzionamento egoista, che è insopportabile ai nostri occhi, useremo tutta una serie di teorie per far credere agli uomini che pensano agli altri, perché è molto più rispettabile, venerabile, avere un funzionamento altruista che un funzionamento egoista. Lo sappiamo tutto; non sopportiamo l’egoismo negli altri ma non vediamo praticamente mai il nostro stesso comportamento egoista.

Vorremmo bene essere altruisti ma ne siamo, attualmente, incapaci.

Se ora evochiamo il pensiero che la contagione di un virus non esiste, ma che è la paura di ‘’prendere’’ - per i più abili - questo virus che è contagiosa, sapendo che la paura è una delle facce dell’egoismo, allora cosa succede?

Tutte le nostre teorie mediche crollano; tutto il nostro potere scientifico si sgretola; il mondo medico, che ha il potere sugli altri, non è più credibile. Ma per questo ci vorrà cambiare paradigma e non accontentarsi più di riflessioni materialiste. Sarà necessario ampliare in modo drastico la conoscenza vera dell’uomo.

Chi siamo realmente?

Se vogliamo veramente far avanzare la scienza medica, non possiamo più

funzionare intellettualmente sulla base della legge di ‘’causa ed effetto’’, che si applica solo al mondo della materia. Dobbiamo prendere coscienza che questa legge non può applicarsi al vivente, che la scienza medica non conosce la vita, non spiega la vita; si accontenta di constatarla e usa le leggi della meccanica che non possono applicarsi alla biologia.

Per spiegare la vita bisognerà uscire dal concetto di cellule, per entrare nella fisica e nella medicina quantistica e parlare di onde ed energia vibratoria. Le onde sono veicolate nel corpo dall’acqua ed è il funzionamento vibratorio dell’acqua nel corpo che può permetterci di iniziare a comprendere diversamente la vita. Questi movimenti ondulatori prendono tutto il loro senso quando constatiamo che abbiamo creato un elettromagnetismo gigantesco che circonda e soffoca l’intera pianeta. Questo fenomeno vibratorio elettromagnetico viene ovviamente a perturbare il funzionamento ondulatorio intracellulare dell’uomo poiché l’uomo è un essere elettrico.

Un semplice magnete è capace di trasformare della limatura di ferro; ciò significa che una piccola corrente magnetica è capace di modificare la struttura molecolare di un metallo; questo lo osserviamo con i nostri occhi fisici. E siamo incapaci di pensare che a livello mondiale, le correnti elettromagnetiche abbiano un effetto sull’uomo, unicamente perché non possiamo osservarle con i nostri occhi!

Tutte le nostre cellule hanno un proprio funzionamento elettromagnetico che permette la circolazione dell’energia vitale. La potenza elettromagnetica ambientale viene a perturbare il funzionamento interno di queste cellule e in particolare la funzione dell’ossigeno nell’acqua.

Questo malfunzionamento dell’ossigeno cellulare andrà ad provocare sintomi a livello degli organi.

E qual è il sistema più colpito in primo luogo? È il sistema cardio respiratorio e gli organi polmoni-cuore, che sono gli “organizzatori” dell’ossigeno nel corpo umano. E quali sono i sintomi provocati dal famoso “coronavirus”? Sono delle difficoltà respiratorie e cardiache.

La città di Wuhan, da cui è partita “l’epidemia”, è la prima città al mondo che è interamente sotto l’influenza della 5G. La 5G moltiplica in modo vertiginoso la velocità di connessione del sistema Internet. Quindi moltiplica in modo vertiginoso le onde elettromagnetiche. Da diversi decenni ormai, esistono studi indipendenti che hanno dimostrato gli effetti distruttivi della comunicazione senza fili e in particolare dei telefoni cellulari. Eppure un pugno di persone continua a mettere in atto la distruzione dell’uomo, aumentando in modo drastico le frequenze delle onde elettromagnetiche… con l’avallo degli uomini che sono diventati tutti dipendenti dal loro telefono cellulare.

Gli uomini sono responsabili “del processo virale”, che è in realtà la conseguenza dell’avvelenamento delle cellule, che progressivamente soccombono all’aggressione incessante dell’elettromagnetismo, aggressione portata al suo parossismo dall’attività totalmente distruttiva della 5G *. Gli uomini più vulnerabili moriranno; quelli un po’ meno colpiti si ammaleranno e gli altri non svilupperanno la malattia per il momento, ma tutta l’umanità è toccata dall’elettromagnetismo e questi episodi “pseudo epidemici” si ripeteranno sempre più frequentemente affinché l’uomo prenda finalmente coscienza (o meno) dell’urgenza di fermare questa corsa folle all’elettromagnetismo… e quindi al funzionamento materialista spinto al suo parossismo.

« I virus sono semplicemente l’escrezione di una cellula avvelenata; i virus sono pezzi di DNA o di RNA, o di alcune altre proteine; vengono espulse dalla cellula. Appaiono quando la cellula è avvelenata. Non sono la causa di nulla.»

R. Steiner lo disse nel 1918.

Alcuni obietteranno, sono delle stupidaggini; altri, più rispettosi, parleranno di ipotesi infondate!

Ma allora, siamo realmente scientifici e soprattutto dei veri ricercatori, cioè delle persone che vogliono trovare a tutti i costi, senza scrupoli, senza voler far aderire la loro ricerca alle loro “certezze di base”. Andiamo a verificare queste ipotesi, piuttosto che rifiutarle sotto pretesto che vanno contro le nostre stesse idee.

Faccio parte di questi ricercatori che sono stati capaci di accettare di mettere in discussione il loro insegnamento acquisito, quando questo mostra i suoi limiti, per praticare il “perché no” di ogni nuova idea, e soprattutto di non giudicarle prima di aver fatto il lavoro necessario per approfondirle.

Ho fatto, faccio e continuerò a fare questo lavoro riguardo all’eredità che ci ha lasciato R. Steiner. Posso dire, al momento attuale, che non ho ancora incontrato un lavoro così coerente, un lavoro che abbraccia tutta l’umanità e il cosmo, e che sono disponibile a dialogare davanti a qualsiasi personalità senza alcuna polemica.

Solo che esiste un piccolo problema. Per poter dialogare con la comunità scientifica, è necessario farne parte.

È lei e lei sola a decidere dei “dati attuali della scienza”.

È lei e lei sola a ripetere ininterrottamente la frase, “è provato scientificamente”. Quindi è un vero circolo vizioso al quale ci confrontiamo, poiché è impossibile portare ipotesi nuove a una struttura che si autoalimenta attraverso ragionamenti che non possono mai essere messi in discussione. Non facendo parte della comunità scientifica, non potrei quindi mai scambiare con essa.

Il secondo problema è che questa comunità scientifica è l’unica a poter comunicare attraverso i media. Le altre non hanno alcun diritto di parola, quindi non possono portare idee nuove, dalle quali potremmo pensare forse in modo diverso.

La comunità scientifica ha quindi un potere dittatoriale, poiché nessuna messa in discussione è possibile. Siamo davanti a una vera manipolazione mentale… e una manipolazione mentale è il sinonimo di setta.

Eppure, se scaviamo davvero arriviamo a una constatazione che mette in discussione tutte le “certezze mediche”:

Nessuna malattia può essere veicolata dall’esterno; tutte le malattie sono create dall’uomo stesso e i virus ne fanno parte.

Non c’è un’epidemia vera e propria. Non esiste una contagiosità dovuta a un’epidemia. Esistono avvertimenti del mondo spirituale, sotto forma di malattie interne a ogni uomo, malattie che non possono essere trasmesse agli altri, se la paura e l’egoismo non dominano, ma che devono permettere di elevare la nostra coscienza. Per questo sarà necessario mettere in discussione tutto il nostro “sapere” medico per andare a cercare la conoscenza vera dell’uomo.

Bisognerà accettare di rivedere “tutti i dati attuali della scienza”, dietro i quali la medicina si nasconde e ci fa credere che sappia.

Ma come mettere in discussione i “dati attuali della scienza” quando sono tra le mani delle stesse persone che ne sono i garanti?

Hanno acquisito un enorme potere e con questo il denaro che va di pari passo. Non vogliono soprattutto perdere questo potere; quindi non accettano le altre vie di ricerca possibili; non accettano nemmeno di ascoltarle e le denigrano senza conoscerle.

Ho la prova di tutto questo. Da più di trenta anni osserviamo cambiamenti profondi fisici e psichici nelle persone che hanno usato la via dell’umano-dentosofia. Non siamo più allo stadio delle ipotesi ma delle certezze. Eppure nessuno conosce l’umano-dentosofia nelle facoltà di medicina, quindi nel grande pubblico.

Da molte decadi (e persino secoli, o millenni, se ci si riferisce alla medicina cinese tradizionale) veri ricercatori di ogni orientamento portano soluzioni alla nostra medicina decadente ma sono totalmente ignorati.

La scienza medica non vuole assolutamente ascoltare altre ipotesi che le sue certezze ma tuttavia, nella situazione attuale, ci mostra la sua incapacità totale di comprendere l’evento. Agisce solo sulle conseguenze e ci fa credere che il confinamento sia l’unica soluzione. Quando l’epidemia sarà finita, ci dirà che questo è dovuto al confinamento, mentre sono esistite molte epidemie nel passato e tutte si sono estinte da sole senza confinamento. Un’“epidemia” appare, raggiunge un picco poi scompare quando tutte le persone che dovevano viverla sono o morte o guarite.

Perché alcune persone non sono toccate dalla ‘’contagione’’, se la contagione è reale? Ci si risponde che sono immunizzate o più resistenti. Ma allora perché sono più resistenti? Se siamo dei veri ricercatori, andiamo a studiare questa resistenza che risparmia dalla ‘’contagione’’.

O forse, non esiste alcuna contagione? E allora questa contagione, proclamata dalla medicina, non sarebbe che un sotterfugio per nascondere l’ignoranza e l’impotenza di questa medicina! Perché, se la contagione non esiste, la medicina deve allora cercare il perché di una tale emorragia di malati e mettere in discussione tutte le certezze che veicola facendoci credere da oltre un secolo che le malattie vengono dall’esterno e che possiamo guarirle grazie ai farmaci e a tutto ciò che essi apportano economicamente.

Le epidemie appaiono per aprirci gli occhi come gli tsunami, come tutte le catastrofi che si accumulano sempre più frequentemente negli ultimi anni.

Dobbiamo rimettere insieme i pezzi degli iperspecialisti. L’iperspecializzazione ci porta in vicoli ciechi intellettuali e pratici e ci ha permesso di mettere in piedi un sistema di funzionamento dell’uomo totalmente errato in cui il pensiero e il rispetto dell’altro non esistono veramente. Ciascuno pensa solo a se stesso e solo dopo si rivolge eventualmente all’altro.

Questo modo di funzionare egoista è un passaggio obbligato dell’evoluzione dell’uomo; dovevamo passare di qui ma ora è necessario prendere coscienza che dobbiamo tornare all’origine, cioè all’amore incondizionato, quello che ci permette di amare tanto il nostro prossimo quanto i nostri figli.

Questo amore incondizionato passa obbligatoriamente per la gestione dell’io. L’egoismo è sempre un parossismo dell’io, un io che non è più al suo posto, sia in difetto sia in eccesso. Dobbiamo ritrovare questo equilibrio nell’io e abbiamo la possibilità di vedere questo squilibrio nella bocca degli uomini. Abbiamo i mezzi per vedere esteriormente in modo fisico e tangibile il funzionamento interiore dell’uomo attraverso la sua bocca. Tutte le esperienze riuscite attraverso il lavoro dell’Umano-dentosofia ci mostrano che gli esseri umani incontrano poco a poco il contrario dell’egoismo… l’amore.

Dobbiamo trarre le lezioni di questo episodio virale altrimenti ne vedremo arrivare sempre di più.

Il funzionamento della società dipende totalmente dal funzionamento interiore dell’uomo. Per sperare di creare una società libera, uguale e fraterna è imperativo comprendere il funzionamento interiore dell’uomo, cioè la libertà interiore, l’uguaglianza interiore e la fraternità interiore. Siamo arrivati a un punto in cui ignoriamo praticamente tutto del funzionamento interiore dell’uomo. È una messa in discussione totale e gli eventi del pseudo virus ce ne portano la prova.

Il funzionamento interiore dell’uomo non potrà essere compreso se la scienza medica accetta di vedere tutti i suoi limiti e di rimettere completamente in discussione i ‘’dati attuali della scienza’’. La fisica e la medicina quantistica sono su questa strada e mettono in discussione, a livello della biologia, tutta la fisica di Newton e la medicina attuale.

Ma non potremo fermarci a questo stadio. Se vogliamo uscire dall’iperspecializzazione e ritrovare l’unità primordiale dell’uomo, bisognerà raggiungere obbligatoriamente la parte maggiore, che è stata occultata dal mondo materialista, vale a dire la parte spirituale dell’uomo e ho ben detto spirituale e non religiosa. Può esistere una grande confusione tra spiritualità e religione. Per alcune persone queste due parole sono praticamente sinonime. Eppure si rivela che la religione è una goccia d’acqua nell’oceano della spiritualità. La religione è stata creata dagli uomini a seguito del passaggio dell’entità cristica sulla Terra, in un’epoca in cui l’umanità aveva completamente perso il suo legame con la sua spiritualità atavica. Era allora necessaria per permettere all’uomo di tentare di collegarsi (religion deriva dalla parola ‘’religare’’ che significa, collegare) a questa spiritualità scomparsa.

Oggi ci viene chiesto di ritrovare la nostra parte spirituale ‘‘smarrita’’, dalla quale deriva la reale scienza fisica; è questa parte spirituale che ci permetterà di far scomparire l’ego in eccesso a favore di un Amore, che aspetta da molto tempo di ritrovare il suo posto.

L’uomo deve passare gradualmente da un egoismo inconscio a un egoismo conscio, cioè vedere il proprio egoismo per poterlo tracciare e successivamente sopprimerlo. L’egoismo inconscio corrisponde allo stato di essere attuale dell’uomo. L’uomo è, per il momento, allo stadio di ‘‘animale pensante’’, cioè un egoista che pensa. Deve un giorno accedere allo stadio di Essere Umano, cioè un ‘‘Uomo che ama’’.

La definizione di un essere umano potrebbe essere: l’Amore che circola nell’Uomo.

Per il momento l’egoismo inconscio dell’uomo mantiene il suo squilibrio. È il suo funzionamento squilibrato che provoca le sue stesse malattie, malattie che creano una società squilibrata, quindi una Terra che sta esprimendo le sue stesse malattie, cioè, tra le altre, le epidemie.

Lo scopo della formazione della Terra è l’apparizione dell’umanità. La Terra si è sviluppata gradualmente, lungo tutta la sua evoluzione, per permettere all’uomo di apparire. La Terra non può esistere senza l’uomo e l’uomo non può vivere senza la Terra.

Se vogliamo guarire la Terra e risolvere i danni che le abbiamo causato, non bisogna sbagliare bersaglio e concentrarsi su ogni danno in particolare. (Per esempio voler occuparsi dell’agricoltura separatamente dall’inquinamento o dal politico-giuridico o dalla medicina ecc…)

Le malattie della Terra sono conseguenze delle azioni dell’uomo. Se vogliamo far scomparire le conseguenze, bisogna rivolgersi alle cause, cioè agli uomini e andare a comprendere le loro malattie.

Per risolvere i problemi della società e della Terra, l’uomo deve equilibrarsi e fare il legame insostituibile tra la sua parte terrestre, materiale, e la sua parte cosmica, spirituale. O detto in altro modo e in modo più accessibile all’ascolto attuale, tra la sua parte maschile e la sua parte femminile.

Questo passa attraverso un cambiamento drastico del nostro funzionamento puramente intellettuale, che ha preso tutto lo spazio in una società attualmente totalmente orientata verso il maschile.

Insisto sul fatto che parlo bene del femminile e del maschile nell’essere umano e non della donna e dell’uomo in quanto sesso e che esistono quindi anche uomini a dominante femminile e donne a dominante maschile.

Solo l’incontro tra questi due poli può portare l’armonia nell’Uomo ed è tutta la Tâche che l’umanità deve compiere se vuole continuare la sua evoluzione.

Abbiamo la possibilità di vedere i funzionamenti in eccesso - femminili o maschili - nelle nostre bocche. Abbiamo quindi una lettura fisica capace di seguire la nostra propria evoluzione spirituale, di visualizzare i nostri blocchi e di avere la possibilità, se lo vogliamo, di rimediare.

Nella frase precedente le parole ‘‘se lo vogliamo’’ sono capitali, perché ci conducono verso un universo praticamente sconosciuto… le forze di volontà dell’uomo. Infatti siamo, più o meno tutti, persuasi di avere della volontà. Effettuiamo tutti i giorni, durante il nostro lavoro, degli atti derivanti dalla nostra volontà; infine, è ciò che crediamo. In realtà agiamo per reazione a degli eventi, che ci sono tutti detti dall’esterno; obbediamo ai nostri genitori, quando siamo bambini, poi, quando siamo adulti, ai nostri dirigenti, ai nostri superiori, a regole proprie di ogni professione, a situazioni di concorrenza ecc. Reagiamo in base alla nostra educazione anche, guidata unicamente dal processo di ‘‘addomesticamento sociale’’, cioè tutto ciò che i nostri genitori, i nostri insegnanti, la società ci hanno insegnato. Tutto ciò ci ha portato a, ‘‘essere pensati’’ e ad usare ‘‘reattori’’ robotizzati di fronte a situazioni diventate abitudini.

Non siamo praticamente mai nella vera volontà, che richiede di mettere in moto delle forze interiori per lo più inesplorate. Queste forze vanno a innescare degli Atti, che dipendono esclusivamente da noi, e che sono il frutto di un cammino interiore che ci obbliga, in un primo momento, a fermarci sul momento presente, poiché solo la presenza a sé stessi è in grado di consentirci di pensare da soli.

Solo allora possiamo mettere in atto degli atti in coscienza, mentre i ‘’reattivi’’ sono eseguiti nell’inconscio, in modo meccanico, per abitudine.

Ne abbiamo un esempio straordinario con l’attuale epidemia virale.

Siamo tutti diventati degli ‘’zombi’’, obbedendo a ordini provenienti dal ‘’Padre’’, come fanno tutti i bambini naturalmente nel momento del loro apprendimento, poiché, in questo periodo della loro vita, i bambini non possono ancora pensare da soli.

Ma non siamo più bambini eppure continuiamo a compiere gesti senza capire. Ci stiamo tutti confinando perché il ‘’Padre’’ ha detto, senza cercare di sapere se, ciò che dice il ‘’Padre’’, è giusto; ma soprattutto, se siamo sicuri che il ‘’Padre’’ stesso sia certo di ciò che dice.

Proviamo ad analizzare la situazione attuale. Abbiamo le massime istanze mediche ‘’che sanno’’ e tutti ne sono convinti. Questo comitato scientifico informerà il presidente della repubblica che darà i suoi ordini al popolo. Quindi la decisione riposa sulle massime istanze mediche. Tutto ciò che diranno queste istanze verrà seguito alla lettera senza che nessuno abbia la possibilità di dire diversamente.

E se, ciò che dicono le massime istanze mediche non fosse giusto?

Chi è andato a verificare ciò che dicono le massime istanze mediche, in questo evento specifico, e più in generale, in tutti i campi della medicina?

Quindi le massime istanze mediche hanno tutto il potere e soprattutto quello di vita o di morte sulla popolazione.

Esistono molte persone, tra cui io faccio parte, che hanno accumulato prove sufficienti per mettere completamente in discussione la medicina attuale. Solo che noi lo sappiamo, la medicina detiene il potere ‘’dei dati attuali della scienza’’ ed è lei, e lei sola, a decidere dei suoi dati attuali. E se una persona ha l’audacia di portare idee nuove, viene messa al banco degli accusati come colui che lancia l’allarme, cospiratore, o settario.

Le massime istanze mediche si nascondono dietro la frase che risolve tutti i problemi: ‘’è provato scientificamente.’’

Dietro questa frase non è più possibile alcuna discussione. Questa frase si rivolge a tutti quelli ‘’che non sanno o non credono di sapere’’; allora questi ultimi tacciono davanti a quelli che ‘’sanno’’, ma soprattutto sono convinti ‘’che loro ‘’sappiano’’.

Allora fermiamoci un istante davanti all’incoerenza degli ‘’studiosi’’. E poniamo le domande alle quali non abbiamo alcuna risposta causale.

Qualcuno nella popolazione sa realmente a cosa corrisponde un virus?

Perché arriva un’epidemia virale?

Le epidemie esistono da molto tempo e tutte, senza eccezione, si fermano da sole. Perché questa richiede un confinamento?

Perché tutti i media hanno rifiutato ogni altro argomento di informazione e annunciano in loop ogni giorno il numero di morti in televisione?

Durante un’epidemia di influenza, si annunciano le morti ogni giorno?

Le istanze mediche sono a conoscenza del fatto che questa epidemia uccide meno dell’influenza, allora perché aver creato questa psicosi?

Perché si intervistano in televisione solo le persone che alimentano questa psicosi?

Più questo confinamento si prolunga e più assistiamo a un’aggressività sottostante, verso coloro che rispettano poco o per niente gli ‘’ordini’’. Si parla allora di mancanza di civismo, mentre solo la paura per sé stessi è importante per la grande maggioranza delle persone. Questa situazione crea questa aggressività per mancanza di conoscenza.

Il ‘’sapere’’ della medicina è impotente di fronte alla conoscenza vera, ma ci conduce all’infantilismo e a scaricare la colpa sugli altri. Non spiega nulla ma decide di tutto e l’uomo, o meglio ‘’l’animale pensante’’, obbedisce come il cane al suo padrone.

La ‘’pseudo-contagione virale’’… perché ‘’pseudo’’ perché la contagione non è virale, è di PAURA.

È la paura che veicola il virus e scatena la malattia – come tutte le malattie del resto –, non il virus stesso, altrimenti dovete spiegarmi perché tutti non sono colpiti?

  • La medicina risponde: alcuni sono più resistenti di altri.

Allora perché alcuni resistono di più?

  • La medicina risponde: perché hanno un sistema immunitario più performante.

Ma allora perché questo sistema immunitario è più performante?

Dove sono le vere risposte mediche a queste domande?

La medicina si accontenta di parole che distribuisce a ‘’coloro che non sanno che lei non lo sa’’.

Cos’è il sistema immunitario? È una nebulosa che dovrebbe dirci che è il sistema che permette di combattere gli ‘’aggressori’’ dell’organismo. Questa è ancora una definizione, un constatazione.

Ma perché è più performante in alcuni?

È qui che si trova la vera ricerca.

Innanzitutto riportare alla coscienza che ogni essere umano è unico al mondo e che quindi è impossibile metterlo in una tabella o in una statistica. Poi andare a capire perché questo essere unico svilupperà un sistema immunitario più performante del suo vicino, allo stesso modo in cui una cellula del corpo può funzionare male o meno.

Per rispondere a queste domande è urgente uscire dal ‘’sapere’’ della medicina e prendere coscienza che essa non ha nessuna risposta da dare a tutte queste domande.

Allora per sperare di trovare delle risposte, bisogna impegnarsi personalmente, pensare con la propria testa, andare a cercare le proprie forze di volontà, che ci faranno agire per andare a vedere le ‘’bugie’’ della nostra medicina.

Non possiamo più ‘’ingoiare’’ ciecamente tutto ciò che CI si dice sotto pretesto ‘’che loro sanno’’.

No, è falso, loro non sanno e le prove della loro ignoranza esistono.

Abbiamo ancora una prova di tutto questo.

Quando l’uomo arriva sulla Terra, viene dotato di diversi sensi che gli permettono di percepire e di fare i collegamenti indispensabili tra il mondo esterno e il suo mondo interiore. Ce ne sono cinque conosciuti, che sono il tatto, il gusto, l’olfatto, la vista e l’udito, e sette sono rimasti sconosciuti al sapere della medicina.

Tutti questi sensi sono necessari ma non indispensabili alla vita tranne una eccezione, quello del tatto.

Se un bambino non viene toccato fin dalla nascita, appassisce. Il senso del tatto è l’unico senso vitale. Poi gli uomini crescono e sentono il bisogno supremo di toccarsi, di abbracciarsi, di baciarsi, di vivere contatti corporei.

Con questi gesti l’uomo accede al suo vero cibo terrestre. Se non ha più questo cibo, impazzisce ma questo può passare, in un primo momento attraverso l’aggressività poi la violenza talvolta in alcuni.

E cosa ci propongono i decisori di fronte a questa epidemia?

Di non toccarci più e persino di respingerci, di non avere alcun contatto fisico. Questo non può essere giusto perché se spingiamo questo ragionamento all’estremo è la perdita della razza umana. E osserviamo che questo atteggiamento provoca sempre più aggressività. Il confinamento ci porta ancora una prova che, non solo non bisogna allontanarsi durante questa pseudo-contagione ma che bisogna invece abbracciarsi, baciarsi, toccarsi. Ci accorgeremo allora che l’epidemia non sarà più importante, ma per questo bisogna fare l’esperienza, esperienza che è già stata realizzata durante le epidemie di influenza alcuni anni fa.

L’ho già scritto nella mia precedente riflessione.

Arriviamo sulla Terra pieni dell’Amore Universale, un Amore incommensurabile totalmente inconscio, poiché la coscienza non si è ancora rivelata. Rivivremo, durante i primi tre anni della nostra vita, tutta la storia dell’evoluzione dell’uomo. A partire dall’età di tre anni, il bambino inizierà a dire ‘’io’’; è il vero inizio dell’individualizzazione. L’uomo crescerà e diventerà sempre più consapevole della sua individualità, fino a diventare individualista.

Il mio - o ego - dell’uomo occuperà tutto lo spazio e, inconsciamente, scivolerà verso il suo parossismo, l’egoismo. A questo stadio, l’uomo è andato troppo lontano e veicolerà un egoismo che vivrà, nella maggior parte dei casi, nell’inconscio. Si ritroverà in uno stato di mancanza d’amore per tutta la vita, mancanza che cercherà di compensare con l’unico mezzo che ha attualmente messo in atto... il denaro.

Orbene, questo è impossibile perché questo amore è il solo NUTRIMENTO vitale dell’uomo. L’uomo non può vivere senza amore… attualmente non fa che sopravvivere. Se all’uomo manca il suo nutrimento-amore, il solo e unico rimedio esistente sulla Terra, di cui ha un bisogno urgente, è proprio questo Amore.

I danni della Terra sono stati creati dagli uomini malati; solo gli uomini guariti avranno gli atti giusti per guarire la Terra.

Quindi, per salvare la Terra, bisogna innanzitutto che gli uomini si salvino.

Per questo devono accedere alla comprensione reale del loro proprio funzionamento.

L’uomo malato ha creato la medicina; è perché l’uomo è diventato malato che la medicina è esistita. Ha preso il treno in corsa. La medicina è la conseguenza dell’uomo malato, quindi non ha il potere di trovare la soluzione all’uomo malato, poiché non ne è che la conseguenza.

Perché l’uomo malato riacquisti la salute, non può più funzionare pensando di guarire grazie ai pensieri derivati dalle conseguenze, vale a dire la medicina. Poiché la medicina utilizza lo stesso cervello per comprendere le malattie, del cervello che ha servito all’uomo per squilibrarsi.

Questa conoscenza medica deve scomparire a favore di un altro modo di pensare, basato sulle cause profonde che hanno portato l’uomo a diventare malato.

È a questo prezzo, e solo a questo prezzo, che potremo salvare l’uomo e il suo pianeta.

Poiché l’uomo, diventato sano, non potrà funzionare altrimenti che con pensieri sani che produrranno atti giusti.

Attualmente il mondo egoista, quindi il mondo malato, ci propone delle soluzioni “malate”. Il mondo d’amore ci chiede di toccarci, di abbracciarci; il mondo egoista, attraverso le sue “più alte istanze mediche”, ci obbliga a confinarci, a respingerci. Un’umanità squilibrata non può che proporre soluzioni squilibrate.

Ho un amico, Roger Mc Gowen, condannato a morte per un crimine non commesso, che ha vissuto 33 anni nel corridoio della morte nel Texas. I prigionieri lì sono totalmente confinati, senza contatti, e la maggior parte impazzisce.

Roger scenderà nell’“inferno”, “vivendo l’inferno” per diversi anni, prima di sentire la sua spiritualità sepolta qualche anno dopo la sua nascita.

Allora si unirà all’Amore che diventerà il suo compagno di cella.

Roger ha superato ogni odio e sviluppato un Amore inimmaginabile agli occhi del mondo egoista.

Roger ha vissuto le due umanità, quella dell’egoismo prima e quella dell’Amore dopo. È il Compito di ogni uomo su questa terra. È un esempio che ciò è possibile.

Roger ci ha detto che, di cui ha sofferto di più, è non poter prendere un amico tra le sue braccia. Si dichiara totalmente libero, poiché la vera libertà si situa solo nello spirito. Una sola cosa gli manca… il contatto con gli altri esseri umani, con le altre cellule dell’umanità, allo stesso modo in cui la salute è la realizzazione dell’unità di tutte le cellule del nostro corpo. Allo stesso modo in cui il corpo umano ha bisogno dell’armonia perfetta tra tutte le sue cellule, la Terra ha bisogno della fraternità perfetta tra tutti i suoi umani, cioè della complementarità di tutti gli uomini. Abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri; l’evoluzione non potrà realizzarsi se ogni essere umano funziona individualmente senza preoccuparsi del tutto.

È per questo che il confinamento degli uomini sarà sempre una soluzione opposta alla vita.

Ascoltiamo ciò che dice il nostro cuore e smettiamo di ascoltare gli altri che funzionano solo con la loro testa.

Non possiamo più accontentarci di parlare d’amore, di cantare l’amore, ora bisogna viverlo, esserne contagiosi ovunque ci troviamo.

È qui si situa in questo luogo la reale contagiosità.

Coluche ha detto:

‘’ Non è perché un milione di sciocchi dicono la stessa cosa, che hanno ragione. ’’.

Voglio semplicemente rettificare la sua affermazione togliendo il giudizio e dicendo:

‘’ Non è perché miliardi di persone dicono la stessa cosa, che hanno ragione. ’’

Ora ci viene chiesto di dire le cose, di parlare, di esprimerci.

Tutte le persone che percepiscono queste parole come giuste, che sono toccate da queste parole a livello del cervello del cuore, e non solo a livello del cervello della testa, devono parlarne.

Se stiamo zitti significa che accettiamo, che siamo ancora al livello dello ‘’zombi’’ e dell’‘’animale pensante’’.

Se vogliamo ritrovare lo status di essere umano, dobbiamo esprimerci,dire e fare le cose che percepiamo come giuste.

Non abbiamo più il diritto di stare zitti.

Le persone, che pensano diversamente dal pensiero attuale e che stanno zitte, sono ancora sotto l’influenza della paura, quindi dell’egoismo. Esse cauzionano questo pensiero, stando zitte, e si comportano da vittime.

Non basta pensare all’amore, parlare d’amore,ci vuole agire per amore.

Agire per amore, inizia col dire le cose che percepiamo come giuste, anche se queste cose vanno contro le parole di miliardi di persone.

Poi fare le cose come, per esempio, non accettare più questa confinamento senza dire nulla.

Allora, quando ci risveglieremo, tutti insieme?

Con tutto il mio Amore

Michel Montaud

  • Vedere il video ‘’5G l’apocalisse’’.

Immunità e vaccino - Maggio 2020

Il corpo fisico non può essere malato, poiché il corpo fisico da solo è il cadavere; ora un cadavere, non ha vita quindi non può essere malato. Perché la malattia esista, è necessario che la vita sia presente. È la vita interiore dell’uomo che crea o meno la malattia. La malattia è quindi una funzione biologica naturale provocata dall’uomo nella sua totalità, cioè Corpo Fisico, Corpo di Vita, Corpo Astrale e Io. Solo l’Io dell’uomo può ‘’decidere’’ della malattia o della salute, sapendo che la malattia è una salute che non è più al suo posto.

Il ruolo della malattia è di prevenire in coscienza l’Io, che ha appena sviluppato una malattia nel suo inconscio. La malattia porta alla coscienza ciò che sarebbe rimasto inconscio senza il suo intervento.

La malattia non viene mai dall’esterno; è sempre provocata da noi stessi sia in modo conscio, ma più spesso in modo inconscio.

Tutto ciò che la medicina ci dà come causa delle malattie, venendo dall’esterno, non sono in realtà che agenti scatenanti, aggiunti a un terreno – il corpo - gestito dall’Io dell’uomo.

Il concetto della medicina, che consiste nel pensare che la malattia sia provocata dall’esterno, è errato e quindi, la guarigione non potrà mai venire dai farmaci e dai vaccini.

Cosa ci dice la medicina? Cos’è l’immunità per lei?

È qui che si situa il dramma attuale; la medicina gioca a fare apprendisti stregoni con un’immunità di cui non sa praticamente nulla, oltre ad averlo constatato; ci fa ancora credere che sappia, mentre non conosce assolutamente nulla del esatto innescamento dell’immunità.

La medicina ha constatato che il nostro sistema immunitario è capace di creare anticorpi di fronte ad aggressori, che ha chiamato ‘’antigeni’’. Ha smontato il processo fisico-chimico, cioè i meccanismi che il corpo mette in atto durante aggressioni esterne. Funziona secondo la logica di causa-effetto, cioè su una modalità di ragionamento, valida per il mondo della materia ma incompleta appena tocchiamo la vita nell’uomo. Perché la vita è gestita unicamente dall’Io dell’uomo, che è totalmente individuale e non può essere messo, né in percentuale, né in statistica, che sono però gli unici mezzi di cui dispone la medicina per annunciare le sue ‘’prove’’ considerate indiscutibili.

Ma in nessun momento la medicina risponde a queste domande:

Con quale miracolo il corpo avvia tutti questi meccanismi di difesa?

Chi orchestra tutto questo?

Da Pasteur, essa fa credere all’umanità che l’uomo non può difendersi da solo e che ha bisogno che GLI si provochino i suoi anticorpi.

I vaccini sono elaborati dopo ogni epidemia, cioè dopo che molte persone sono morte o si sono immunizzate. Quindi inietteremo vaccini affinché gli altri non contraggano più la malattia, anche se non l’hanno contratta durante l’epidemia. E poi questi vaccini, che dovrebbero immunizzarci, devono essere reiniettati perché non sono più efficaci dopo un certo tempo, mentre un’immunità naturale immunizza la persona per tutta la vita. Allora, cosa toccano realmente questi vaccini? Certamente non l’immunità naturale, poiché è necessario fare dei ‘’richiami’’. Siamo ancora nell’assoluto vago, ma sempre giocando sulla salute e sulla vita degli uomini.

La medicina ha constatato effetti collaterali gravissimi in alcune persone vaccinate, ma si serve allora della famosa frase ‘’beneficio rischio’’ per sdebitarsi e giustificare gli effetti collaterali immediati in questo modo.

Il MPR – parotite, rosolia, morbillo – sta contraddicendo questo perché fa crescere in modo esponenziale il numero di bambini autistici. Le prove ci sono e un documentario serio è stato censurato dal mondo medico, poi mediatico, mentre la maggior parte non lo ha visto. – documentario ‘’Waxxed’’-. Questo studio allarmante e indiscutibile, perché sfortunatamente realmente visibile, prova il legame indiscutibile tra la vaccinazione MPR e lo sviluppo dell’autismo in modo esponziale, passando da 1 caso su 10000 bambini a un caso su 100 bambini; e se non si decide nulla per l’arresto della vaccinazione in questa forma, la curva prevede 1 bambino autistico su 2 nascite nel 2030. Questo è per gli effetti immediati.

Ora occupiamoci degli effetti a lungo termine.

La medicina non si è mai occupata del lungo termine, della possibile nocività di queste iniezioni chimiche su tutto l’organismo, poiché ha decretato che non esisteva alcuna complicazione, il tutto senza alcuna prova, poiché non è stato fatto nulla per tentare di dimostrarlo. È un’affermazione in più.

E poi tutto questo è improbabile, poiché come immaginare di mettere in causa i vaccini su tale o tale malattia, su tale o tale debolezza dell’organismo, sulla possibile diminuzione dell’immunità che non è più stimolata naturalmente, sulla fragilità di un bambino alle aggressioni microbiche, che richiede allora trattamenti antibiotici ripetuti, fino a quando non ci si rende conto che gli antibiotici sono sempre meno efficaci? Tutto questo è realmente improbabile e non lo sarà mai sul lungo termine, finché la medicina non deciderà di prestare attenzione a queste ricerche, vale a dire confrontare gruppi di bambini vaccinati con gruppi di bambini non vaccinati. Questo è il protocollo di base di tutti i farmaci ma non è applicato per i vaccini. Perché?

L’uomo arriva su questa Terra con un’immunità fisiologica naturale che svilupperà in modo naturale al contatto con tutti i microbi che incontrerà. Ho visto bambini di nomadi mauritani succhiare le feci di cammello, all’età di due anni, e non ne ho visto morire nessuno.

Iniettare un prodotto chimico, che proviene dall’esterno, a un neonato, per stimolare un’immunità che non aspetta che svilupparsi da sola, è un crimine… che ha creato e crea una manna finanziaria colossale per alcuni. Ogni vaccino ‘’omologato’’ porta 30 miliardi di euro all’anno a chi ha vinto il jackpot. Sarebbe dietro questa manna finanziaria che la medicina si nasconde?

Continuiamo la nostra riflessione e parliamo dei danni causati dalle malattie infantili e tutte le altre patologie che si sono aggiunte per giustificare i vaccini. Osserviamo semplicemente il numero di decessi e complicazioni provocati da tutti questi ‘’aggressori’’. Allora constateremo che rappresentano una manciata rispetto alle centinaia di milioni di decessi, in tutto il mondo, dovuti ai tumori, alle malattie cardiovascolari, alla fame, alla guerra, ecc… ecc. Esistono vaccini per tutti questi?

Ci teniamo a tutti questi morti, oltre a constatarli e talvolta a parteciparvi in modo significativo?

Allora perché improvvisamente ci interessiamo a patologie insignificanti sul piano dei “danni”? Se applichiamo la famosa frase “beneficio rischio”, usata per giustificare i vaccini, allora dobbiamo interrompere subito tutte le vaccinazioni obbligatorie, lasciando la scelta a coloro che desiderano essere vaccinati.

Si trova ancora qui, la dittatura della nostra “democrazia”.

CI si dice che ci vogliono almeno l’80% di persone vaccinate affinché l’immunità della popolazione totale sia efficace. Questa “verità” non è mai stata dimostrata! Perché l’80%? Nessuno lo sa. E poi come si potrebbe dimostrare una tale affermazione se non basandosi ancora su formule matematiche?

Ma questa “verità” è l’argomento supremo per farci “ingoiare” tutto, affinché accettino tutte le vaccinazioni e in particolare quelle dei nostri piccolissimi bambini.

Poniamoci ancora questa domanda: Perché vaccinare tutti?

Se i vaccini sono realmente efficaci, i vaccinati non possono più temere di “ammalarsi”… e gli altri hanno il diritto di decidere se vogliono correre il “rischio” di ammalarsi o subire gli effetti collaterali dei vaccini e indebolire l’immunità dei più piccoli.

Continuiamo il nostro giro d’orizzonte.

Accertiamo che ogni epidemia si ferma ben prima dell’arrivo del vaccino.

Nessuna prova ha mai dimostrato che i vaccini fermino un’epidemia.

Questa prova è irrealizzabile rispetto alla realtà; può esistere solo attraverso proiezioni matematiche considerate delle “prove”, mentre sappiamo che queste proiezioni sono false, poiché apportano una “verità” totalmente diversa dalla realtà.

Esempi: nel 2009 l’influenza H1N1 avrebbe dovuto uccidere milioni di persone, mentre è stata molto meno letale dell’influenza stagionale.

Per l’attuale virus è stato annunciato un minimo di 500.000 morti, mentre non supereremo i 30.000. Inoltre queste cifre non sono verificabili da nessuno; non fanno alcuna differenza tra i decessi realmente provocati dal virus e i decessi con il coronavirus, cioè le persone che sono decedute, in questo periodo, per una malattia in fase terminale.

Nessuno è in grado di diagnosticare la causa reale della morte di una persona. La medicina può solo supporre e da queste supposizioni ne fa le sue “verità”. Constata semplicemente che tale persona è deceduta per arresto cardiaco ma il perché dell’arresto cardiaco è realmente sconosciuto. La medicina darà le sue ragioni, che possono essere ipertensione, fumo, stress ecc… ma queste cause provengono da un funzionamento profondo dell’uomo, che lo ha portato gradualmente all’ipertensione, per esempio, e al decesso successivamente. Inoltre, sappiamo che esistono persone che moriranno per infarto, mentre erano sportive e nessun esame aveva rilevato un’anomalia cardiaca. La medicina non offre allora alcuna spiegazione e mette nell’oblio i casi, che non rientrano più nelle loro caselle di comprensione.

Quindi è molto facile manipolare i casi di decesso, come è già stato fatto riguardo all’AIDS in Africa. Prima dell’apparizione dell’AIDS, alcune persone morivano di dissenteria e dopo l’HIV, morivano di AIDS.

Non ho alcuna animosità verso i medici, poiché la grande maggioranza non sa e agisce in coscienza, in base all’insegnamento che CI è stato dato e, soprattutto, successivamente, in base agli “studi” effettuati dai grandi laboratori farmaceutici, riguardo AI LORO farmaci o vaccini. I medici non hanno alcun mezzo per dimostrare le manipolazioni di questi studi, poiché coloro che li validano sono in relazione di lavoro con questi laboratori.

Ma c’è qualcosa di molto importante da sapere. Perché un farmaco sia commercializzato, è necessario che subisca numerosi controlli e in particolare i test in doppio cieco, vale a dire si danno le compresse del farmaco a un gruppo di persone e un altro gruppo riceve un placebo – è la stessa compressa nell’aspetto esterno (colore, forma) ma non contiene alcun prodotto chimico – Doppio cieco significa che nessuno teoricamente dovrebbe sapere chi riceve il farmaco e chi riceve il placebo. Poi si osserva allora in percentuale, l’efficacia potenziale del farmaco. Se la percentuale non è significativa, il farmaco non dovrebbe ricevere L’AIC – Autorizzazione all’Immissione in Commercio -.

Per i vaccini, questi studi non vengono effettuati; non si confronta un gruppo di persone vaccinate con un gruppo placebo. Nessun farmaco potrebbe ricevere l’AIFA, se il protocollo di studio fosse quello utilizzato per la commercializzazione dei vaccini.

La grande domanda che il mondo può porsi è: perché?

Non esiste alcun caso su questa Terra; nulla è casuale, tutto ha un senso, tutto è utile.

Tutto ciò che è stato creato serve a qualcosa. I minerali, le piante, gli animali e poi gli uomini vivono in totale interconnessione. È ciò che abbiamo chiamato ecosistema o biosistema, bioritmo, bioarmonia.

Le cellule che costituiscono l’essere umano ce lo confermano. Esse sono l’attuale compimento di tutta l’evoluzione dalla sua origine. I 50000 miliardi di cellule sono in perfetta armonia. Agiscono in totale autonomia pur facendo parte del tutto e soprattutto rispettando questo tutto. Nessuna può agire da sola e, quando lo fa, scompare l’armonia e arriva la malattia.

Se iniziassimo a pensare in questo modo a livello degli esseri umani; siamo le cellule dell’umanità… e la nostra disharmonia ha creato tutto ciò che abbiamo instaurato sulla Terra. Alla stregua delle nostre cellule, abbiamo la soluzione. Essa passa attraverso l’armonia tra tutti noi, cellule della Terra, che devono impegnarsi individualmente per la salute di tutti, per ritrovare la triarticolazione non ancora rispettata, ‘‘libertà, uguaglianza, fratellanza’’. Queste tre parole non devono rimanere delle teorie, appese sulle porte dei municipi, ma diventare delle realtà.

Se le cellule ci mostrano, dalla loro comparsa nell’evoluzione, l’esempio che la vita è un raggruppamento, una solidarietà, una comunità e che l’una non può esistere senza l’altra. Come possiamo sperare nella vita essendo distanti gli uni dagli altri, mentre il nostro corpo ci mostra tutto il contrario, non toccandoci più, non vedendoci più, non parlandoci più, a vantaggio di una comunicazione virtuale che è una vera catastrofe, poiché fa balzare in modo esponziale le radiazioni elettromagnetiche, tramite internet.

Il tutto va contro la vita, tutto questo va in direzione opposta alla vita; quindi tutto questo porta alla morte, ma una morte che non è più la normale continuazione della vita, ma una morte provocata dall’uomo stesso.

Dobbiamo fare fondamentalmente l’opposto di ciò che le ‘‘autorità’’ ci chiedono. Dobbiamo incontrarci, parlarci, abbracciarci, baciarci… in una parola amarci, come fanno tutte le nostre cellule. Esse si amano e ce lo dimostrano con l’armonia che manifestano nel corpo umano.

L’essere umano è a contatto con miliardi di batteri e virus di ogni tipo e tutti, fatta eccezione per rare eccezioni, non provocano alcun sintomo, alcuna malattia; Quindi le vere domande che possiamo porci sono:

perché alcuni microrganismi sono capaci di provocare le malattie, che chiamiamo infantili?

Perché la quasi totalità dei bambini le vive senza alcun problema per il resto della loro vita? Infatti, è solo un piccolo gruppo di bambini che vivrà complicazioni o decessi conseguenti a queste malattie infantili… e questi decessi sono insignificanti, per numero, in confronto alle centinaia di milioni per fame, cancro o malattie cardiovascolari tra le altre. Ma andremo a fabbricare dei vaccini per ‘‘impedire’’ questi decessi, senza alcuna prova della loro efficacia, ma constatando comunque i loro effetti collaterali che possono essere terribili per tutta la vita del vaccinato.

Ora, tratterò un argomento che poche persone conoscono, purtroppo, ma che può dare una nuova luce sulle malattie infantili che, ricordiamolo, sono all’origine della creazione dei vaccini obbligatori.

Le malattie infantili esistono per portare una nuova coscienza nella conoscenza dell’essere umano. Se siamo realmente osservatori del bambino, possiamo constatare che dopo ogni malattia infantile il bambino cambia, supera una tappa nella conoscenza di sé. Si risveglia un po’ di più dopo ogni malattia infantile. Sono indispensabili per l’evoluzione dell’uomo. I vaccini impediranno questa crescita naturale del risveglio di sé, eliminando l’accesso alla malattia infantile. E questi vaccini vengono iniettati fin dalla più tenera età, durante il periodo – tra 0 e 3 anni – più importante, perché è in questo periodo che il bambino integrerà passo dopo passo il suo Io, fino a poter dire, solo a 3 anni, IO, ME. Durante questi tre anni, passerà dei gradini fino alla prima nozione della sua individualità.

E ancora una volta, R. Steiner ci parla. Ci parla dei vaccini che impediranno all’uomo di accedere alla sua parte spirituale, sepolta nel suo inconscio, fin dall’età di tre anni; poiché bisognerà ancora spiegare perché l’uomo – a parte rare eccezioni – non riesce più a ricordare ciò che ha vissuto tra la nascita e i suoi tre anni; A questo periodo il bambino non ha la coscienza del suo Io, quindi non è ancora capace di

ricordare.

L’epoca materialista si sforza, a partire da alcuni circoli di persone, di paralizzare ogni evoluzione spirituale dell’umanità, di renderla impossibile; di portare gli uomini a ciò che rifiutano, semplicemente per il loro temperamento, per il loro carattere, tutto ciò che è spirituale e a considerarlo come follia. Una tale corrente – in alcuni individui è già percepibile oggi – si rafforzerà sempre di più. Nascerà il desiderio intenso di vedere tutti difendere il punto di vista che lo spirituale, le cose dello spirito, sono stravaganza, sono follia! – Si cercherà di raggiungerlo producendo vaccini contro, trovando vaccini che influenzino il corpo umano in modo tale che questo non offra rifugio alle inclinazioni spirituali dell’anima. Si vaccineranno gli uomini contro la loro disposizione a nutrire idee spirituali. Almeno, ci si sforzerà: si proveranno vaccini affinché gli uomini perdano fin dall’infanzia la loro sete di vita spirituale.”

Rudolf STEINER - 1917 - (dietro la tela degli eventi - Triadi)

E se siamo semplicemente osservatori e persone di buon senso, non ancora contaminate dal sapere insegnato, non possiamo che constatare che siamo un’umanità che ha perso il legame con la sua essenza spirituale, anche se cerca con tutti i mezzi di aggrapparsi alla religione. La religione è stata creata dagli uomini; non è LA spiritualità; utilizza gli stessi testi, ma non li ha ancora integrati spiritualmente; questo è ancora un passaggio nell’evoluzione che l’uomo deve superare… la comprensione reale dei testi sacri.

È interessante rendersi conto semplicemente attraverso le osservazioni, cioè le constatazioni, senza alcun giudizio, che ciò che Steiner ci dice ancora in questo campo si rivela esatto.

Ci troviamo davanti alla constatazione che le parole sviluppate da R. Steiner negli anni 1900 si rivelano esatte.

Gli uomini sono manipolati da forze che ci sfuggono – ciò che ho chiamato nel mio libro ‘’ dall’egoismo all’Amore’’ - le forze avverse. Non si può negare che esista sulla Terra la nozione di bene e di male, anche se alcuni non accettano questa dualità – e hanno ragione perché effettivamente non è una dualità, ma sarebbe troppo lungo svilupparlo in questo scritto - Quindi resteremo a questa dualità per l’argomento attuale.

È nostra scelta decidere di fare il bene o di fare il male, ma a volte possiamo fare il male in modo totalmente inconscio e le forze avverse ci spingono verso questo male inconscio allo scopo di non poter stabilire il legame con la nostra parte spirituale. Abbiamo messo in atto tutta una serie di tecniche che ci allontanano da questa parte spirituale, e i vaccini ne fanno parte.

Siamo ben lontani dalla polemica vaccino-antivaccino, legata ai suoi effetti collaterali, ai ‘’benefici rischi’’, persino alla morte; siamo lontani da tutto questo dibattito, utile certo, ma che ci mantiene sempre nella materia.

Per rafforzare l’idea della vaccinazione del coronavirus attuale, CI si farà ancora credere che il virus non scomparirà e che il vaccino è un’obbligo, se non vogliamo rivivere una nuova chiusura. Poiché questa chiusura è vissuta molto male da tutti o quasi, il vaccino sarà accettato e i laboratori potranno continuare ad arricchirsi.

Nel frattempo il virus sarà mutato – tutti lo sanno – e il vaccino non dovrebbe più essere utile, ma non dà loro fastidio far credere – come per tutti i vaccini dell’influenza annuale – che i ceppi precedenti del virus sono ancora un po’ efficaci e attenuano la malattia… è per questo che ci sono 10000 morti per l’influenza, all’anno, in Francia… queste persone sono morte attenuate.

In questo semplice piccolo sviluppo possiamo renderci conto, se vogliamo fare lo sforzo di riflettere da soli, e più per persona interposta, che TUTTO ciò che viviamo attraverso questo virus si basa su affermazioni senza prove reali ma matematiche e statistiche, prove che sono solo virtuali e che non pesano più molto quando ci si sofferma sulla REALTÀ.

E se estrapoliamo un po'. Questa medicina ci manipola, oggi, riguardo a un virus. Ma come immaginare che abbia iniziato a manipolarci solo ora? O che lo faccia già da molto tempo?

Chi ha verificato le parole di "coloro che sanno". Sono una manciata chiamata OMS o "accademia di medicina", che ha il potere di decidere per noi, perché fanno credere al mondo che loro sanno e che noi non sappiamo nulla... e poiché non sappiamo nulla, è nel nostro interesse ascoltare "coloro che sanno"... e nessuno mette in discussione la loro conoscenza. È un vero circolo vizioso.

Fino a quando e fino a dove continueremo ad essere "pecore"?


Vita e morte

Cos'è la morte e cos'è la vita? Cosa scegliamo? Scegliamo di combattere la morte o di far vivere la vita.

La morte terrestre è considerata drammatica perché, per la quasi totalità del mondo, non esiste nulla dietro.

Andare veramente a comprendere cos'è la morte terrestre, significa andare a comprendere cos'è la VITA

La morte non esiste.

La morte terrestre è in realtà un cambiamento di vita.

Passiamo da una vita terrestre a una vita spirituale. In realtà non possiamo dissociare le due poiché siamo esseri puramente spirituali; tutto ciò che esiste, minerale, vegetale, animale, uomo, non è che una condensazione progressiva dello spirito, che all'origine è calore. Abbiamo la rappresentazione di questo calore originario, nel nostro corpo, con quella del nostro sangue.

Tutto ciò che ci circonda, tutto ciò che è stato creato è spiritualità e all'interno di questa spiritualità, è stato creato un corpo fisico visibile, che è il risultato, la condensazione ultima dello spirito invisibile. Ho già mostrato il confronto nella materia di questo processo spirituale con l'esempio della candela, che passa da un organismo di calore invisibile a un corpo solido visibile passando per gli stati di gas (analogia al regno animale) poi di liquido (analogia al regno vegetale).

In questa vita spirituale, esisteranno vite terrestri e vite che potremmo definire, cosmiche.

Queste diverse vite sono in realtà diversi stati di coscienza di una sola e stessa vita. Sulla terra viviamo in uno stato di coscienza di veglia e, nel mondo spirituale in uno stato di coscienza di risveglio. Ciò che ritroviamo esattamente durante il sonno. Quando dormiamo accediamo alla coscienza di risveglio e quando siamo svegli ritroviamo la coscienza di veglia.

La morte terrestre sopravviene perché è giunto il tempo di morire, come il sonno arriva perché è tempo di dormire; non scegliamo più il momento di dormire di quanto scegliamo il momento di morire. Prendiamo il sonno come viene e lo stesso vale per la morte terrestre.

La morte terrestre, così come è vissuta dagli uomini materialisti, è un concetto errato.

Pensare che non esista nulla dopo la morte terrestre è falso.

Quindi, avere paura della morte e preoccuparsi della morte come criterio principale da evitare è un ragionamento falso.

Da ciò, creare vaccini, per impedire all'uomo di morire, è falso.

Pensare che impediremo all'uomo di morire attraverso interventi esterni è falso.

Accediamo alla morte terrestre perché il tempo di morire è giunto e nulla dall'esterno può impedirlo. La medicina ha la certezza e fa credere di essere capace di impedire la morte con un atto esterno. Questo è impossibile.

Quindi, l'idea di una malattia, descritta come virale e contagiosa dall'esterno, è falsa.

Il decesso, dovuto a una malattia virale provocata dagli altri, è un’idea errata.

Esistono miliardi di batteri e virus, da millenni, e a nessuno viene in mente di porsi la domanda:

‘’Perché questo virus diventa ‘’contagioso’’ e ‘’mortale’’ proprio ora?’’

La malattia virale arriva in un momento preciso dell’umanità per dirci che il modo di funzionare attuale dell’uomo non è giusto. Le cellule verranno avvelenate ed espelleranno quindi il virus. Il virus è il frutto di un avvelenamento cellulare. La sua espulsione è un riflesso di sopravvivenza della cellula; si aggancerà alla membrana cellulare e provocherà i sintomi necessari per una eventuale presa di coscienza del ‘’male detto’’. Tutti possono produrre il virus in base al percorso compiuto non solo nella propria vita terrena attuale, ma anche in quelle precedenti. Il virus è prodotto dall’uomo stesso e non può trasmettere il virus al suo vicino, se quest’ultimo non è nella disposizione necessaria per accoglierlo.

La contagione è una nozione totalmente errata.

Non moriamo del virus di un altro, moriamo della produzione del nostro stesso virus.

Sì, la vita terrena è sacra e ci è stato dato un corpo per compiere un Compito su questa terra. La morte può essere riassunta in questo testo di Gitta Mallasz:

Ho lasciato il mio corpo,

questo prezioso strumento che mi è stato dato

per compiere il mio compito sulla terra.

È stato troppo consumato dal tempo.

So che mi sarà dato un altro strumento,

più adatto per un nuovo compito.

Anche tu hai un compito, un compito unico.

È benefico compierlo bene

per quanto questo raro dono del cielo

  • il tuo corpo terrestre –

è utilizzabile;

Altrimenti hai vissuto invano.

Il corpo terrestre è fondamentale e la vita terrena è sacra ma, quando scompare, la vita continua nel mondo spirituale in un’altra forma… la forma che conosciamo, quando dormiamo.

Sono solo io, e solo io, a innescare inconsciamente il momento della mia morte, come innesco inconsciamente il momento del mio sonno. Nessuna persona terrena, esterna a me, può influire sulla mia morte. Ecco perché, durante gli attacchi cardiaci, ci sono persone che muoiono e altre che sopravvivono. La medicina è convinta che sia grazie al suo intervento che fa rinascere le persone. Non si può far rinascere un attacco cardiaco, quando è giunto il momento di morire.

La morte terrena fa parte della vita e non ha senso averne paura. La morte terrena è un cambiamento di vita. Veicolare lo spettro della morte terrena come un evento catastrofico, significa mantenere le persone nella paura. E vivere nella paura provoca tutte le malattie, che sono lì per dirci: ‘’smettila di avere paura’’.

E se comprendiamo e smettiamo di avere paura, guariamo da tutte le nostre malattie. Far aleggiare la paura, la morte, poi la paura della morte permette alla medicina di giustificare tutti i vaccini, che dovrebbero impedirci di morire e di giustificare anche tutte le altre terapie che dovrebbero impedirci di morire.

Eppure, ancora una volta, nulla può impedirci di morire in modo terrestre… e questa idea di ‘’morte’’, fabbricata dal pensiero degli uomini, è in realtà una continuità di vita.

La VITA è universale e onnipresente semplicemente sotto diverse forme.

Verità e realtà

Parlare di assenza di contagione significa essere un ‘’eretico’’, che meritava il rogo nel medioevo.

Il principio della contagione è il dogma necessario a giustificare i vaccini. È la manna finanziaria assicurata. Se togliamo il concetto di contagione, il vaccino non ha più ragione di esistere. Negare la contagione significa semplicemente opporsi alle potenze finanziarie di questo mondo… ed è intollerabile. Capiamo perché è l’unico argomento che riceve una censura estrema.

Sentivo parlare di Krishnamurti da molto tempo, ma non mi ero mai soffermato veramente sulle sue parole. Questo confinamento me ne ha dato l’occasione e ho potuto constatare la profondità delle sue parole e soprattutto la sua logica e il suo buon senso. In molti campi ho ritrovato le parole di R. Steiner. In uno dei suoi DVD, parla del meccanismo del pensare come qualcosa di nocivo. Anche qui si collega a R. Steiner.

Krishnamurti ci dice che il pensare può essere solo fonte di conflitto; vi invito ad ascoltarlo per approfondire questo aspetto, ma la realtà è lì; effettivamente il pensare è fonte di problemi, e successivamente di conflitti.

La grande domanda che si pongono tutti i filosofi da centinaia di anni è: chi pensa?

Siamo sommersi da pensieri che ci arrivano da ogni lato, ma che non ci appartengono realmente. Sono il frutto di un insegnamento, di un condizionamento della nostra mente. Quindi si potrebbe dire che siamo pensati.

Krishnamurti ci dice che ogni pensiero genera un problema. Allora, è un vero circolo vizioso, poiché vogliamo risolvere questi problemi con i nostri pensieri.

Ma allora, come pensare da soli?

L’unica via d’uscita per uscire dal nostro pensiero che crea problemi chiamati “verità”, è concentrarsi sulla realtà.

Partire da ciò che è reale, senza alcuna credenza, alcun pregiudizio, cioè fare il vuoto nel condizionamento della nostra mente. Accettare tutto ciò che esiste nella realtà, senza lasciarsi mai influenzare dalla nostra opinione.

Se partiamo da questo concetto, riguardo al coronavirus, cancelliamo innanzitutto dalla nostra mente tutto ciò che è stato detto come pensiero… pandemia, contagio, paura, morte, ecc…

Ora, cosa ci mostra la realtà?

Innanzitutto, che ogni epidemia si ferma ben prima dell’arrivo del vaccino. Nessuna prova ha mai dimostrato che i vaccini fermassero un’epidemia, poiché non è stato condotto alcuno studio serio in tal senso, per la semplice e buona ragione che tale studio è semplicemente impossibile da realizzare. Ci troviamo di fronte a un’affermazione gratuita molto lontana dal reale.

Il reale ci mostra che alcune persone verranno colpite da “qualcosa”, alcune se la caveranno senza troppi problemi, alcune avranno sintomi più seri, alcune moriranno e alcune non sentiranno assolutamente nulla.

Un’altra constatazione ci mostra che in una nave di 800 persone, che hanno vissuto in un luogo chiuso per diverse settimane, si contano molto pochi malati.

Ho vissuto con una persona che ha contratto la malattia, a gennaio. L’ho baciata e non ho avuto alcun sintomo della malattia. La stessa persona ha partecipato a un corso insieme ad altre 20 persone, per tre giorni, e nessuna è stata malata… forse non avevano semplicemente paura!

La medicina ci dice che una persona ne contagia altre 3,3.

1

3,3

9,9

32

107

355

1174

3874

12785
42192
139234
459473
1 516263 (1,51 milioni)

5m

16m

54m (15 trasmissioni)

178m

588m

1Miliardi 940m

6M 400m (19 trasmissioni)

Se facciamo le moltiplicazioni, raggiungiamo, dopo sole 15 operazioni, la quasi totalità della Francia e, se continuiamo fino a 19, copriamo praticamente il mondo. L’epidemia è iniziata a gennaio e forse prima, ben prima di ogni lockdown; io stesso, e probabilmente anche voi, siamo stati in contatto con molte persone. Abbiamo superato di gran lunga la soglia delle 15, se non delle 19, molteplici incontri. Dovremmo quindi essere tutti infettati… e quasi tutti morti.

La realtà è che non è così.

Allora possono essere poste molte domande:

Innanzitutto, da dove proviene questo numero di 3,3?

E poi, cosa significa 0,3 persona, che corrisponde a 1/3 di persona?

Esistono nell’umanità terzi di persona?

Parliamo di realtà, quando parliamo di un terzo di persona o di verità calcolata dagli uomini?

Tutti questi numeri si basano su stime statistiche basate su modelli matematici... come per l’influenza H1N1, che doveva uccidere milioni di persone,

Continuiamo le nostre domande?

Si dice che il virus sia partito dalla Cina; ma CHI ce lo dice? Quale prova hanno per affermarlo?

Cercano il paziente zero, cioè colui che è all’origine dell’innesco dell’epidemia secondo loro; ma questo paziente non è mai trovato; e perché? Perché è un’illusione; è una fabbricazione intellettuale in più, sempre senza prove, ma che si adatta alla teoria del contagio.

Sempre secondo «quei che sanno», questo virus si trasmette alla velocità di un lampo, quindi tutti avrebbero dovuto essere colpiti molto prima che il lockdown, che ha impiegato più di tre o quattro mesi per essere attuato, entrasse in vigore.

Eppure, nonostante questi ritardi del «lockdown», che vi ricordo è «l’unico mezzo» per contrastare il virus, solo il 12% della popolazione è stato infettato dal virus (cifra ufficiale fornita da quelli che sanno).

Quindi, sempre secondo quelli che sanno, questo non è sufficiente per immunizzare la popolazione.

Ma quale popolazione, quella che è già immunizzata?

O quella che non ha ancora contratto il virus, mentre con la sua velocità di propagazione stimata TUTTI avrebbero dovuto essere colpiti da questo virus?

Perché questa contagiosità così «violenta» ha colpito solo il 12% dei francesi?

Assistiamo ancora una volta a un contro-senso. Da un lato abbiamo una propagazione di contagio astronomica e dall’altro abbiamo solo il 12% di contagiati.

Ma questo 12%, lanciato anche al popolo come una «verità», prepara lo stesso popolo a un’obbligo vaccinale previsto, non appena il vaccino sarà pronto, cioè al più presto tra un anno.

Ciò ci porta al terribile «dibattito», che purtroppo non esiste, sulla vaccinazione obbligatoria.

Perché sempre «quei che sanno» ci dicono che ci vogliono almeno l’80% di persone vaccinate affinché l’immunità della popolazione totale sia efficace. Questa «verità» non è mai stata dimostrata! Perché l’80%? Nessuno lo sa. E poi come si potrebbe dimostrare una tale affermazione se non basandosi ancora su formule matematiche?

Ma questa «verità» è l’argomento supremo per farci «ingoiare» affinché accettino tutte le vaccinazioni e in particolare quelle dei nostri piccolissimi bambini.

Poniamoci ancora questa domanda: Perché bisogna vaccinare tutti?

Se i vaccini sono realmente efficaci, i vaccinati non possono più temere di «prendere» la malattia… e gli altri hanno il diritto di decidere se vogliono correre il «rischio» di ammalarsi o di subire gli effetti collaterali dei vaccini e di indebolire l’immunità dei più piccoli.

L’intera umanità vede morire di fame milioni di persone, vede morire milioni di persone di cancro, di malattie cardiovascolari, di ogni tipo di patologia. Questa è ancora la realtà.

Cosa si fa per arginare la fame nel mondo e per tutte le persone che ne muoiono? La morte, in questo luogo, non ha alcuna importanza per gli uomini.

Cosa fare per arginare questo cancro che uccide sempre lo stesso numero di persone da decenni, mentre ci dicono che la scienza progredisce… e io aggiungo «e il cancro pure».

Perché questo è anche una realtà.

Durante una delle mie conferenze, avevo chiesto al pubblico di alzare la mano, per conoscere coloro che avevano perso recentemente qualcuno del loro circolo, a causa di una «lunga malattia» – perché non si osa nemmeno più chiamarla cancro -. Tutte le mani si sono alzate senza alcuna eccezione. Abbiamo, tutti intorno a noi, parenti e amici che muoiono di cancro regolarmente e nessuno può negarlo. È la realtà attuale.

Quindi, se guardiamo ancora la realtà, a seguito del protocollo terapeutico che viene messo in atto per il cancro ad esempio – che è un protocollo indiscutibile a pena di sanzione per i medici che non lo rispettassero –, possiamo contare più di 150.000 morti all’anno.

Questa è ancora una realtà, un constatazione, e non c’è alcun giudizio.

Ora forti di queste realtà, possiamo iniziare a pensare da soli.

La constatazione di tutte queste morti, dopo la terapia, può farci pensare che questa terapia non sia performante e che il cammino, scelto dalla medicina per andare a cercare la causa reale del cancro, non sia giusto.

Accanto a questo, una «pandemia» ucciderà qualche migliaio di persone di fronte a milioni che muoiono di fame, milioni che muoiono di cancro e milioni che muoiono per infarto ecc... Ma nel caso della pandemia, la morte diventa il criterio principale da evitare.

Ma perché? Perché in questo caso specifico giustifica un vaccino.

Ancora una volta, non possiamo che constatare il reale. Ci si dice che il vaccino impedirà la morte delle persone.

Ancora una volta, l’osservazione ci mostra che il vaccino è una manna finanziaria gigantesca. Ogni vaccino apporta, ai laboratori farmaceutici, un beneficio di 30 miliardi di euro per vaccino e per anno.

Se si potesse vaccinare contro il cancro, contro gli infarti, lo si farebbe subito, tanto la produzione di vaccini è redditizia.

L’umanità se ne frega totalmente delle altre morti, ma agita la paura della morte solo quando le conviene.

Con un coefficiente di contagio di 3,3, siamo davanti a un contagio esponenziale… poi, ci si dice che il 12% delle persone è stato infettato dal virus, in Francia!

Come è possibile ciò con un contagio così esponenziale? Queste due informazioni sono totalmente contraddittorie, ma la seconda ha una grande utilità. Prepara all’idea dell’obbligo successivo del vaccino, poiché la medicina ci afferma che, affinché una popolazione sia totalmente immunizzata, è necessario che la copertura vaccinale sia dell’80%. È ancora un’affermazione senza prova, poiché come si può portare una prova di questa ‘’certezza’’? Chi può provare realmente questa affermazione?

E poi perché l’80%?

Se il vaccino è efficace, le persone vaccinate non temono più nulla; che ci sia il 10% o il 90% di vaccinati, per loro non cambia nulla.

Allora perché questa polemica sui vaccini e soprattutto sui vaccini obbligatori? Una persona deve avere la scelta di decidere della propria vaccinazione. Perché rendere obbligatori i vaccini basandosi su argomenti infondati, se non per una ragione puramente finanziaria?

Quale altra ragione valida può essere data per accreditare l’obbligo vaccinale?

Verità o realtà, a voi scegliere!


Ecco l’unico cibo universale, indispensabile per l’Uomo: l’Amore. È l’unica fonte di vita… il resto è sopravvivenza. Allontanarsi da questo contatto carnale significa avvicinarsi alla morte.

Nuovo orizzonte

Vorrei portarvi con me verso questo nuovo orizzonte.

Questo confinamento mi ha permesso di incontrare gli scritti di Krishnamurti. Ho appena terminato il suo libro intitolato, ‘’Così come siete’’.

Non posso assolutamente togliere nulla da ciò che ha detto, tanto le sue parole risuonano nel profondo di me; dice in un altro modo ciò che R. Steiner sviluppa. Ma è importante decodificare anche Krishnamurti, come si può fare con R. Steiner, poiché le sue parole possono sembrare inaccessibili a molti.

Krishnamurti ci dice che ogni pensiero è causa di problema.

Ma come è possibile? Si potrebbe rispondere che è il pensiero ad essere il padrone di tutto ciò che esiste e che, senza pensiero, non possono esserci atti quindi creazioni nuove. È perché l’uomo ha pensato, che ha creato tutto ciò che esiste.

Tuttavia vedremo che la sua affermazione è giusta.

Krishnamurti ci parla del condizionamento della mente, allo stesso modo in cui Don Miguel Ruiz – nei suoi accordi telti – ci parla del ‘’processo di addomesticamento sociale’’. Entrambi ci dicono che, dalla nascita, l’uomo sarà programmato da un apprendimento dei genitori, della scuola, della società, che gli inculcherà ciò che deve pensare, dire e fare. È un passaggio inevitabile, quindi fisiologico del funzionamento dell’uomo. Arrivato all’età adulta, ripeterà tutto il sapere appreso.

Ma allora sorge una grande domanda:

a questo stadio della sua evoluzione, chi pensa nell’uomo?

Possiamo rispondere che siamo pensati; non pensiamo da noi stessi, ma per persone interposte.

Krishnamurti va oltre e dice che ogni problema è fonte di conflitto. Se ci soffermiamo su questa affermazione, possiamo constatare che ogni pensiero di una persona entrerà in conflitto, un giorno o l’altro, con il pensiero di un’altra persona. Tutti i pensieri, derivanti dal condizionamento, che non ci appartengono sono fonte di conflitto… e chi dice conflitto, dice battaglia… persino ‘’guerra’’.

Tutto ciò non è che una constatazione e penso che nessuno possa negare il condizionamento della mente.

A partire da questo « processo di addomesticamento sociale », gli uomini hanno messo in piedi una società basata esclusivamente sul pensiero degli altri che, a loro volta, avevano messo in piedi pensieri, basati sul loro insegnamento e ciò fin dall’alba dei tempi. Ne risulta che la società si è sviluppata sulla base di problemi trasformati in conflitti, che gli uomini hanno cercato di risolvere con altri pensieri, creando altri problemi, poi conflitti… fino ad arrivare alla nostra epoca per constatare tutti i problemi e conflitti che abbiamo « banalizzato » e che stanno iniziando a saltarci alla testa, perché stiamo iniziando realmente a vederli – ma non ancora per tutti –

Allora come possiamo fare per uscire da questo condizionamento della mente ?

Ciò che ci viene chiesto è qualcosa di molto difficile da raggiungere intellettualmente, se siamo ancora condizionati. Or siamo tutti condizionati. Lo ripeto, questo è un passaggio necessario dell’evoluzione dell’umanità.

Quindi innanzitutto, sarà necessario prendere coscienza del nostro condizionamento. Ma questa presa di coscienza non è sufficiente. « Sì ! Prendo coscienza di essere stato condizionato e di esserlo ancora », ma come fare per uscirne ?

Per uscire da questo condizionamento, dovremo andare a verificare le certezze che nutrono questo condizionamento per renderci conto – da noi stessi – che queste affermazioni sono inesatte.

Ho avuto il grande privilegio di incontrare la dentosophie, che mi ha obbligato ad andare a scavare nel campo della medicina e a capire che tutto ciò che mi era stato insegnato era errato. Poi in seguito, grazie all’antroposophia, sono andato a capire che tutte le analisi degli uomini erano basate su conseguenze, che hanno metamorfizzato in verità.

Quindi, per uscire da questo condizionamento dobbiamo dimenticare tutto ciò che abbiamo imparato, cancellare tutto dalla nostra memoria, e trovarci vuoti di ogni pensiero, come il bambino appena nato.

Penseremo, per la prima volta, da noi stessi, partendo da qualcosa d’immutabile, la realtà.

Ma attenzione, non una verità intellettuale in più, interpretata dai nostri pensieri e considerata generalmente come la realtà, ma la vera realtà, quella che vediamo con i nostri occhi e che non si discute, non si commenta, non si giudica… una realtà che È, un punto e basta. A partire da questa realtà, se non siamo più pensati e pensiamo da noi stessi, succederà qualcosa di straordinario – perché ancora mai percepito – vale a dire che potremo fare le azioni giuste di fronte a questa realtà. Per questo creeremo il nuovo, il mai visto, il mai udito. Tutto ciò che svilupperemo non creerà né problemi, né conflitti perché il pensiero sarà diventato sano e farà all’unanimità con i pensieri di coloro che avranno fatto lo stesso cammino.

Se le menti si liberano dal condizionamento degli altri, allora si ritrovano verso LA verità perché allora verità e realtà si incontrano in un’unità … l’unità primordiale da cui siamo derivati e di cui il funzionamento altruistico delle nostre cellule ci conferma l’esistenza.

La domanda che può venire alla mente di alcuni :

Come possiamo sapere che questo nuovo modo di pensare possa permetterci di affermare che accediamo alla LA verità e non a un’altra verità, istruita da un altro pensiero condizionato ?

Questo nuovo modo di funzionarci connette al cervello del cuore, mentre il vecchio ci manteneva nel cervello della testa. Con l’aiuto del cervello del cuore, accediamo alla conoscenza, mentre con quello della testa alimentiamo il nostro sapere, acquisito attraverso l’addomesticamento sociale. Attraverso questa conoscenza innata – perché siamo nati con essa – ritroviamo il nostro io interiore, quello che conosce, e sappiamo nel profondo di noi che tutto è giusto ; non c’è l’ombra di un dubbio.

Siamo davanti a una certezza incrollabile, inscritta in tutte le nostre cellule, e persino il ragionamento intellettuale del cervello della testa non può più scalfirla.

La nostra intuizione prende il posto del ragionamento, e questa volta l’intuizione è ascoltata come l’unica idea giusta.

E se il confinamento ci permettesse di compiere una bella azione. Quella di fermarsi, perché è solo nell’arresto che possiamo portare tutta la nostra attenzione alla realtà e forse allora iniziare a pensare da soli.

Facciamo l’esperienza insieme e partiamo dalla realtà attuale.

Realtà

La realtà del corona virus

Il corona virus è manifestamente identico per tutti gli esseri umani attuali. Eppure, si nota una disparità molto netta tra i paesi; alcuni paesi non hanno obbligato la loro popolazione al confinamento e deplorano meno decessi rispetto ai paesi ‘’confinati’’.

Si nota anche che i paesi ricchi sono più colpiti dei paesi poveri.

Si nota anche una disparità in uno stesso paese, nel numero di persone infettate dal virus, a seconda delle regioni.

Si nota una differenza anche a seconda delle età.

Perché tutte queste differenze, mentre ci si dice che il virus è estremamente contagioso ovunque e che il confinamento è l’unico mezzo per fermarlo?

Ci si è detto anche, durante il pieno attività di ‘’l’epidemia’’, che le maschere non omologate erano inefficaci, quindi inutili e poi, una volta passato il picco di ‘’l’epidemia’’, ci si dice che tutti devono indossare una maschera e che tutte le maschere sono efficaci.

La realtà del nostro sistema sanitario

Le difficoltà del nostro sistema sanitario, prima ‘’ l’epidemia’’, erano già messe in evidenza.

Affollamento ai pronto soccorso e obbligo di passare da essi per un ricovero; ciò che provoca attese interminabili e ‘’macchie’’ che ne sono le conseguenze.

Sovraccarico di lavoro del personale ospedaliero.

Penuria di medici di base.

Aumento ogni anno del deficit della Sicurezza Sociale, per aumento delle spese sanitarie, quindi aumento dei ricoveri e dell’uso dei farmaci.

La realtà del sistema giuridico

I tribunali sono sommersi da processi sempre più numerosi. Ciò significa che la criminalità aumenta. Questo è confermato dal sovraffollamento carcerario.

La realtà del sistema industriale e commerciale

Nelle imprese, ci sono quelli che dirigono e quelli che producono. I dirigenti sono ricchi e i produttori sono poveri. Quando le imprese prosperano, i ricchi diventano ancora più ricchi e i poveri restano poveri.

La realtà del sistema culturale

In questo campo, prendiamo il ramo dell’educazione. Educiamo i bambini per prepararli a futuri mestieri e, quando diventano adulti, non hanno i mestieri corrispondenti a disposizione, e ciò genera disoccupazione.

E soprattutto molto pochi sono appagati nel loro lavoro.

La realtà del sistema economico

Il sistema economico si basa sul denaro. Ma cos’è il denaro? Il denaro è un concetto, messo in atto dagli uomini, per scambiare lavoro, merce o beni. All’origine, aveva un valore reale, materializzato dall’oro. Poi in seguito, ha perso questo valore reale. Il denaro non si tocca più, transita da banca a banca e non ha più valore proprio.

Allora, il denaro, è una realtà concreta? Non possiamo che rispondere negativamente. Non si basa su nulla. È passato dal reale al virtuale.

E questo virtuale domina il mondo.

La realtà a livello mondiale

A livello mondiale, esistono i paesi ricchi e i paesi poveri. Poi nei paesi ricchi, ci sono anche i poveri e i ricchi.

Nei paesi ricchi, c’è un consumo eccessivo che chiamiamo crescita. Quindi perché questo sistema funzioni, bisogna consumare. Questa iperconsumazione ci porta alle constatazioni che produciamo rifiuti, di cui non sappiamo più cosa fare. Alcuni sono inviati nei paesi poveri. Li accumuliamo dove possiamo e stiamo inquinando la terra e i mari.

Questa sovrapproduzione utilizza tutte le risorse della terra e sta esaurendole.

Tutto ciò non sono che constatazioni che ci mostrano la realtà attuale.

Siete d’accordo con queste constatazioni?

Se è così, provate a fare l’esperienza di non fare più riferimento al passato, alle nozioni acquisite e memorizzate e, come se non sapeste più nulla, di funzionare:

In un primo momento, con un buon senso e una logica naturale, per analizzare ciò che accade oggi.

In un secondo momento, immaginando da voi stessi quali sarebbero le nuove proposte affinché la società funzioni, cioè affinché l’essere umano funzioni, perché è bene l’essere umano che crea la società.

Potremmo allora, per coloro che lo desiderano, concentrarci su questo progetto e scambiare insieme su queste nuove proposte.

Masch...erata

Vi racconterò una storia. Ogni somiglianza con persone esistenti non è fortuita.

In un lontano futuro, gli uomini futuri si concentreranno sulla storia dell’anno 2020 e racconteranno ai loro figli ciò che vedono, grazie alla loro percezione naturale delle loro vite precedenti. Glielo racconteranno sotto forma di storia.

DA RACCONTARE A TUTTI I NOSTRI FIGLI

C’era una volta, molto tempo fa, un extraterrestre (ET) è sceso sul pianeta Terra. Ha visto tutti gli Umani con le maschere sul naso.

ET

Che cosa avete tutti sul viso?

Umani

Ah! beh! Indossiamo una maschera.

ET

Ma perché?

Umani

Per impedire una cosa, che chiamiamo virus, di renderci malati.

ET

Ma, che cos’è, una cosa?

Umani

Una cosa… beh… non sappiamo… è un aggeggio che si propaga da un uomo a un uomo e lo rende malato.

ET

E perché si propaga da un uomo a un uomo e non da un uomo a una bestia o da una bestia a una bestia?

Umani

Ah beh, è così… non sappiamo; ci sono virus che si propagano da un uomo a un uomo, altri da un uomo a una bestia e altri da una bestia a una bestia, ma non sappiamo.

ET

E allora, perché mettete la maschera?

Umani

Perché ci hanno detto che il virus si trasmette per gli schizzi, quando parliamo. Quindi la maschera evita di ricevere la malattia dall’altro e anche di inviare la malattia agli altri.

ET

Ma, chi è che vi dice tutto questo?

Umani

Sono persone molto intelligenti che hanno fatto molti studi e che sanno.

ET

Ma, sono sicure di questo?

Umani

Ah! sì, sì, sì, sì… sono sicure di questo; è per questo che obbediamo.

ET

E, siete andati a verificare tutto questo?

Umani

Ah, beh! Non c’è bisogno di andare a verificare tutto questo, poiché queste persone hanno fatto il lavoro prima di noi e poiché sono molto intelligenti e hanno fatto molti studi, sanno tutto.

ET

Ma non avete paura di tutto questo?

Umani

Certo che sì, abbiamo paura, abbiamo persino molto molto paura; è per questo che abbiamo obbligato le persone a mettere le maschere.

ET

E allora, trasmetterete questa paura ai vostri figli?

Umani

Ma certo ed è necessario; così il giorno in cui saranno adulti, avranno paura anche loro e potranno proteggersi con le maschere.

ET

Ma, anche i bambini devono indossare le maschere e non toccarsi?

Umani

Ma ovviamente, è indispensabile anche per loro.

ET

Ah, possono passarsi la malattia tra loro, anche?

Umani

No! Non la prendono tra loro, ma ci dicono che è bene che mettano le maschere comunque.

ET

Ma, come spiegherete ai bambini di non toccarsi più?

Umani

Non glielo spiegheremo, glielo vieteremo perché è impossibile impedire ai bambini di toccarsi, quando sono presi dai loro giochi.

ET

Creerete dei veri traumi a questi bambini, poiché loro non comprendono il grado di paura che vi invade.

Umani

Sì! Ma dimenticheranno questi traumi; abbiamo fatto lo stesso noi, quando eravamo bambini.

ET

Davvero! Hai già vissuto questo, quando eri bambino?

Umani

No

ET

Quindi, se ho capito bene, fate delle cose perché alcune persone vi dicono di farle e obbedite senza cercare di capire.

Umani

Sì! È così.

ET

E, secondo quanto mi è stato detto, siete tutti malati su questa terra?

Umani

Non tutti! Ma è vero che ce ne sono sempre di più.

ET

Non sarà perché i vostri pensieri e poi i vostri atti non sono giusti, che vi ammalate?

Umani

Ah! No, no! non c’entra nulla. Ci hanno detto che non c’entra nulla.

ET

Ah! OK, sono sempre gli stessi che vi dicono.

Umani

Beh… certo… perché sono loro che sanno. Siete davvero stupidi, voi!

ET

Grazie per avermi informato in modo così bello sul funzionamento degli uomini sulla Terra.

Ho un’ultima domanda da farvi senza aspettare una risposta da parte vostra, perché so che non ne avete:

Dove si trova la vostra famosa libertà-uguaglianza-fraternità, che è stata la vostra formula di riferimento per tutta la vostra vita?

Dobbiamo mostrare a tutti i bambini e non spiegare loro, che non abbiamo paura di questo “virus”, che per il momento, alcuni di noi sono costretti a mettere le mascherine, sotto pena di multe, ma che queste mascherine sono una vera stupidità.

Possiamo persino mostrare loro la quantità di adulti che mettono le mascherine sotto il naso e dire loro che l’uso della mascherina, allora, non serve a nulla, se starnutiscono; questo per mostrare loro la stupidità dei “grandi” – chiamati adulti -.

Realtà - 18 maggio 2020

I constati

Ci sono sempre più malati, poiché i medici non possono più rispondere alla domanda.

Il deficit della SS non smette di aumentare, il che implica un aumento permanente delle spese sanitarie.

Gli ospedali sono sovraccarichi e la risposta a tutto questo è che c’è una mancanza di mezzi ed è necessario aumentare il personale sanitario, aumentare il numero di letti per soddisfare la domanda che è sempre più forte.

Per la medicina di base, bisogna aumentare il numero di medici.

Ci sono sempre più farmaci venduti. Se ci sono sempre più farmaci venduti, è perché ci sono sempre più malattie da curare e quindi deve esserci sempre più medici.

La medicina si occupa solo delle malattie. Le combatte. È un constato per voi?

Le conseguenze visibili di questo modo di funzionare è il nostro sistema sanitario che si degrada sempre di più agli occhi di tutti.

È una realtà ai vostri occhi?

La soluzione attuale per rimodellare questo stato è una soluzione economica. Questo è anche una realtà.

Lo stesso problema si trova a livello della criminalità. Ci sono sempre più condannati a pene detentive e non esiste più posto per riceverli… la soluzione è anche economica… con la costruzione di nuove prigioni.

Il Mondo

A livello mondiale esistono i paesi ricchi e i paesi poveri; è ancora l’economia che domina. Poi nei paesi ricchi, ci sono anche i poveri e i ricchi.

Nei paesi ricchi, c’è un sovrconsumo che chiamiamo crescita. Quindi perché questo sistema funzioni bisogna consumare, consumare. Questa iperconsumazione ci porta ai constati che produciamo rifiuti di cui non sappiamo più cosa fare. Li accumuliamo dove possiamo e stiamo inquinando la terra e i mari.

Questa sovrapproduzione utilizza tutte le risorse della terra e la sta esaurendo.

Tutto questo non sono che dei constati che ci mostrano la realtà attuale.

Industria

Nel modo dell’industria, del commercio, ci sono quelli che accumulano denaro e ci sono quelli che fanno girare le aziende affinché i primi recuperino il denaro. Quindi i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri restano poveri. Qualunque sia il settore economico, l’obiettivo è il profitto. In un sistema economico vivente, è necessario che i profitti esistano (confrontato con le cellule). Laddove il problema inizia è nella distribuzione dei profitti e soprattutto a cosa devono servire i profitti.

Giuridico

I tribunali sono sommersi da un numero sempre crescente di processi; quindi c’è una carenza di personale e la soluzione è ancora di ordine economico.

Cultura

In questo campo, prendiamo l’istruzione; formiamo i bambini per futuri mestieri e quando diventano adulti non hanno i mestieri corrispondenti a disposizione, e questo genererà disoccupazione.

Quando qualcosa non funziona, è il tutto ad essere fuori equilibrio e ogni parte del tutto è fuori equilibrio. Se prendiamo l’esempio delle nostre cellule, è la stessa cosa, basta che una cellula sia fuori equilibrio per causare la malattia del tutto. Non può esserci una società in cui una parte è fuori equilibrio, senza che il tutto non sia fuori equilibrio perché tutto è collegato.

La constatazione e la realtà ci mostrano che è necessario mettere in atto un mondo totalmente diverso. Pensare da sé, significa già vedere le realtà e vedere che queste realtà ci mostrano che il modo di pensare, che le ha create, non è giusto.

La medicina dovrebbe guarire; se è giusta ci dovrebbero essere sempre meno malati, quindi sempre meno farmaci venduti, quindi sempre meno medici, sempre meno ospedali.

La risposta a tutto questo è finanziare di più gli ospedali e aumentare il numero di medici di base. Tutte le soluzioni sono puramente di ordine economico.

Quindi possono sorgere due domande:

Come migliorare il nostro sistema sanitario con lo stesso modo di pensiero che lo ha creato?

O, non sarebbe il sistema sanitario, così com’è stato pensato in precedenza, da cambiare?


Realtà, verità e virtuale

Realtà e verità sono due nozioni fondamentali. Rudolf Steiner e Krishnamurti hanno cercato di spiegarci l’importanza capitale per il funzionamento dell’uomo, ma manifestamente non è stato ascoltato. All’epoca in cui si sono espressi, l’umanità non era ancora totalmente sommersa dal virtuale. Ora le loro parole sono sempre più inaccessibili, poiché siamo completamente sottoposti al virtuale. Cercherò di apportare il mio modesto contributo a questa nozione, che merita di essere ripetuta, ripetuta, ripetuta tante volte quanto necessario, tanto sembra decisiva per l’avvenire dell’umanità.

Krishnamurti ci dice che ogni pensiero crea un problema poi successivamente un conflitto poiché non esiste problema senza conflitto. Il nostro pensiero è sempre il risultato di un condizionamento precedente. Non pensiamo da noi stessi, ma siamo pensati dal pensiero di coloro che ci hanno preceduto, che a loro volta sono stati condizionati dal pensiero di coloro che li avevano preceduti ecc… Finché funzioniamo con pensieri, che hanno creato il problema, non potremo generare che altri problemi. Altre personalità l’hanno detto, come A. Einstein: « Non si può risolvere un problema con lo stesso cervello che lo ha creato. »

Questo modo di funzionare è un circolo vizioso senza fine. Questo è ancora una constatazione, anche se questa ci richiede una bella riflessione.

Per uscire dal pensiero ‘’degli altri’’ che ci cattura, bisogna partire dalla realtà.

E, a partire da questa realtà, fare il vuoto totale di ciò che ci è stato insegnato, dimenticare completamente il vecchio, cioè svuotare la propria memoria, per accogliere il nuovo, il mai visto, il mai udito.

Questo nuovo stato di essere, mai utilizzato, ci permette allora di accogliere pensieri giusti, pensieri che vengono da nessuna parte. Costruiamo allora i nostri pensieri con un buon senso senza pari, con una logica reale derivata dal reale e non dal virtuale, creato dalle nostre credenze insegnate e acquisite come giuste.

Se abbiamo sempre l’esigenza di partire dalla realtà e di non ricadere più nel condizionamento del cervello, la nostra mente funzionerà sempre più da sé.

Penso che sia la strada che ci permetterà di scoprire verità che, per il momento, non sono ancora reali. L’uomo inizierà a sviluppare la propria chiaroveggenza, cioè ciò che era finora ipotesi diventerà realtà, poiché la vedrà, come vede una montagna.

Più lasceremo andare il condizionamento del cervello, più ci occuperemo della realtà visibile, più funzioneremo per noi stessi.

Questo significa che non possiamo più appoggiarci a vecchi pensieri, alla memoria in fondo. Non dobbiamo dimostrare che la montagna esiste, poiché è davanti a noi; è la realtà. Cercheremo prove, quando non vediamo più la realtà. Da qui, elaboreremo ipotesi che trasformeremo in verità. Ma queste verità non saranno mai la realtà, poiché saranno sempre la conseguenza dei pensieri, che sono sempre quelli insegnati dagli altri, dal condizionamento della mente.

Ho capito l’avvertimento di R. Steiner, riguardo all’elettricità, quando ha detto che l’elettricità non sarà nociva finché sarà visibile, come la corrente continua; non appena la corrente diventerà alternata, non sarà più visibile, e allora l’uomo non sarà più confrontato con la realtà e inizierà a distogliere la sua mente. Inizierà a immaginare con i pensieri che ha già imparato. Funzionerà con una mente condizionata per trovare risposte a ciò che non vede più; arrivato a questo stadio, non può più funzionare da solo… ed è l’inizio della fine della libertà nello spirito.

L’uomo ha scomposto la materia alla perfezione poiché la materia è visibile; è diventato un essere materialista ma poteva ancora funzionare da solo con la sua mente; dalla realtà di ciò che vedeva, ha istituito un sistema di logica basato sulle leggi di ‘‘causa-effetto’’, che sono leggi giuste, basate sulla realtà fisica terrestre e riproducibili al 100%. Ha occultato tutte le leggi spirituali e si è concentrato totalmente sulla parte fisica dell’uomo. È stato un passaggio necessario dell’evoluzione. Ha fatto il giro della materia come nessun altro aveva fatto prima.

Ma la trappola ha iniziato a chiudersi nel momento in cui ha voluto ‘‘far aderire’’ le leggi della materia alla vita. È allora uscito dalla realtà per l’astratto, il virtuale. E lo vediamo attualmente, è entrato totalmente nel virtuale. Ma tutto questo sviluppo si basa su pensieri accumulati, che abbiamo chiamato, il progresso. Si è allontanato sempre di più dalla sua mente, dal suo modo di pensare individuale.

È ciò che ha fatto dire a R. Steiner, negli anni 1900, che se l’uomo sviluppava l’elettricità, diventerebbe idiota, nel senso che non avrebbe più la capacità di riflettere sane mente, di capire se stesso e di capirsi con gli altri. Dobbiamo prenderne coscienza altrimenti diventeremo dei robot (lo siamo già). Non saremo nemmeno più animali pensanti, poiché il robot non ha la funzione animale di istinto, di sentimento. Non ha nemmeno la funzione del vegetale, vale a dire la vita. Il robot è un minerale messo in movimento; non obbedisce più alle leggi della materia, come fa qualsiasi meccanica, obbedisce alle leggi della sotto-materia che sono l’elettricità, l’elettronica e il nucleare.

L’apprendimento del virtuale

Per passare dalla realtà al virtuale, l’uomo ha istituito un linguaggio che si baserà su simboli astratti. Ha creato un mondo astratto; abbiamo imparato a leggere, scrivere, contare grazie a simboli. Da questo apprendimento simbolico, abbiamo creato concetti; da questi concetti abbiamo elaborato regole basate su immaginazioni, ipotesi e le abbiamo insegnate alle generazioni successive e questo da diversi secoli. Progressivamente queste regole si sono trasformate in leggi che sono diventate ‘‘verità’’ inconfutabili imposte e accettate da tutta la popolazione.

Per questo abbiamo dovuto perdere progressivamente la visione della realtà che non ‘‘aderiva’’ più sempre a queste verità.

Impareremo a sapere, e coloro che sanno saranno tenuti a portare agli altri – quelli che non sanno – prove del virtuale.

Or, non è possibile fornire prove del virtuale con le sole basi delle leggi naturali di causa ed effetto, di origine materiale. L’uomo si è quindi rivolto alle leggi astratte della matematica. In queste leggi, utilizzeremo i calcoli di probabilità e le loro conseguenze, che sono le statistiche. Le statistiche sono leggi matematiche basate sul virtuale e, «coloro che sanno» si serviranno di queste leggi per far credere agli altri che detengono la verità.

Diventa realmente indispensabile mettere in evidenza la differenza fondamentale tra verità e realtà.

Prendiamo un esempio:

Vado a comprare dei pani che costano 2 euro l’uno e voglio spenderne 10. Quindi, avrò 5 pani; ciò che non so è che il panettiere offre un pane quando se ne acquistano 5. La verità è bene 5 pani - 10/ 2= 5 -, ma la realtà è che mi ritrovo con 6.

Rudolf STEINER ci dice:

« Nel mondo in cui oggi regna la scienza esterna, si dirà senz’altro, quando si tratta di sapere, di conoscere, che la verità deve rivelarsi a colui la cui facoltà di giudizio è sana, quando ha pensato in modo giusto. Or bene, è un errore credere che la verità debba necessariamente apparire quando i nostri giudizi sono corretti… »

« In realtà il nostro pensare è assolutamente incompetente rispetto alla realtà; non ha alcun valore decisivo e non è un vero giudice… »

« Non devi aspettare dal tuo pensare che ti porti la conoscenza di ciò che è vero, ma solo che ti educa. È estremamente importante rendersi conto che il pensare ci educa… »

« Il nostro pensare non deve mai essere abbandonato a se stesso, altrimenti giungerà solo a ciò che è esatto, ma non a ciò che è veritiero. »

La verità deriverà da un sistema di pensare. Abituandoci a funzionare esclusivamente nell’astratto e nel virtuale, vi siamo gradualmente immersi e abbiamo ammesso che questo virtuale sia la realtà. Abbiamo imparato a confondere realtà e verità e abbiamo fatto della verità una norma, una realtà fittizia. Credremo in questa verità. Da questo momento tutto si baserà sulle statistiche.

Orbene, che cos’è una statistica?

Ho sentito recentemente degli esperti di medicina, durante un programma dedicato al corona virus; in realtà, ho guardato un film e ho saltato durante le pubblicità; e ad ogni salto, ho sentito delle persone dire che non sanno, che sono allo stadio delle ipotesi. D’altra parte, tutte le loro «certezze», su cui si riferiscono, si basano su dati statistici, l’astratto.

Abbiamo constatato – ed è la realtà - che ogni persona possiede un’immunità propria, che non ci sono due persone identiche. Allora, come è possibile realizzare delle statistiche? Su quali criteri, gli esperti, basano le loro statistiche?

Si basano su un «campione rappresentativo», vale a dire un gruppo di persone che deve essere il più rappresentativo della popolazione totale. Si possono prendere ad esempio come criteri le età, i sessi, le regioni, i climi ecc… tutta una serie di elementi che andranno a mirare il più possibile la rappresentazione della popolazione da studiare.

Orbene, l’uomo è unico al mondo; non esistono due persone che si assomiglino; quindi mirare la rappresentazione della popolazione è impossibile; raccoglieremo alcuni criteri comuni, ma non potremo mai mirare la totalità di ogni individuo. Quindi, in ogni statistica mancheranno necessariamente una moltitudine di criteri; quindi, non solo la statistica è basata su un piccolo gruppo di persone ma inoltre non potrà mai riunire ciò che permetterebbe di ritrovare l’unità di ogni persona.

Qualunque siano le statistiche, anche quelle che si vogliono essere le più oneste possibili, non possono che essere false. E sono proprio queste statistiche, che sono alla base di tutte le «verità scientifiche». Quando «coloro che sanno» ci assestano la famosa frase, «è provato scientificamente», ci parlano unicamente di studi statistici. L’unica statistica che potrebbe essere affidabile sarebbe quella che raggruppasse il 100% di risultati identici. Sarebbe equivalente a una legge e non a una regola inventata dagli uomini; le leggi sono, esse, universali e riproducibili all’infinito al 100%.

E queste statistiche non esistono mai, ovviamente poiché tutti i criteri non sono mai riuniti.

Tutto si basa, dall’avvento del materialismo, sulle statistiche e tutto lo sviluppo del processo del virus corona si basa su questo. Finché funzioniamo in questo modo a livello del nostro modo di pensare, non possiamo più funzionare da soli. Finché non riprenderemo il controllo della nostra mente, cioè partendo dalla realtà per sperare di ricominciare a pensare da soli, saremo nel virtuale e nei pensieri degli altri e nel condizionamento della nostra mente.

È per questo che personalità come Krishnamurti, come R. Steiner, ci allarmeranno sul fatto che solo la realtà è la base di tutto pensare giusto. E solo partendo dalla realtà possiamo sperare di funzionare da soli e non più da un condizionamento della mente manipolato dagli altri.

Il principio stesso di un’epidemia, il principio stesso della contagione, il principio stesso delle percentuali, il portare una maschera, il gel idroalcolico, i gesti barriera non derivano dalla realtà; sono la ‘‘verità’’ del momento. Sono il risultato di una costruzione mentale di pensieri condizionati. E questo modo di funzionare è stato così ben lavorato, così ben ripetuto da moltissimi anni, che non possiamo più tornare indietro, a meno che non decidiamo di iniziare a pensare individualmente.

La realtà ci mostra che la stragrande maggioranza della popolazione accetta di indossare una maschera senza sapere perché fondamentalmente; esegue, perché crede a ciò che sente, persuasa che coloro che parlano detengano la conoscenza.

L’umanità si comporta come un robot senza pensiero proprio, senza spirito, senza la volontà di esaminare la base della realtà dei fatti, della semplice osservazione di ciò che accade.

Ci è stato detto che questa epidemia è estremamente contagiosa e che ogni uomo ha il potere di ‘‘infectare’’ 3,3 persone; questo virus si è manifestato, secondo le diverse fonti, a novembre, dicembre 2019 o gennaio 2020, cioè ben prima di qualsiasi confinamento e indossare di maschere. Ho sentito ieri, dalle labbra di un esperto, che il 6% delle persone è contaminato in Francia e avevo sentito, qualche giorno fa, il numero del 12%! Come è possibile passare dal 12 al 6%? Questo ci conferma ancora una volta la serietà delle statistiche.

Questa è ancora una realtà che nessuno può negare. Allora partiamo da questa realtà e poniamoci le nostre domande facendo funzionare la nostra mente logica.

Da un lato abbiamo il 6% di persone contaminate e dall’altro osserviamo una contagione galoppante; come è possibile con una tale contagione, che dura da diversi mesi, che ci sia solo il 6% della popolazione contaminata. Sono verità contraddittorie.

Un’altra realtà ci mostra che un’epidemia inizia da sola, raggiunge un picco da sola e regredisce da sola. Se funzioniamo sul tema della contagione galoppante, come è possibile che non esistano più persone contaminate? E poi l’epidemia dovrebbe fermarsi quando tutta la popolazione è colpita dal virus. La realtà ci mostra che l’epidemia si ferma da sola, mentre la popolazione è ben lontana dall’essere interamente contaminata.

E ritroviamo lo stesso processo per tutte le ‘‘pseudo infezioni virali’’.

La realtà ci mostra ancora una volta una differenza con le loro ‘‘verità’’.

« Quando dite ‘‘non so’’ nessun movimento di pensiero si produce in alcuna direzione per trovare una risposta.

La mente è totalmente immobile e affinché la mente sia immobile, le serve un’energia straordinaria. Senza energia, la mente non può essere immobile e l’energia è l’attenzione totale.

Ogni movimento di pensiero, indipendentemente dalla direzione che prende, è una dissipazione di energia e affinché la mente sia totalmente immobile, l’energia dell’attenzione totale è indispensabile. Solo allora può manifestarsi, ciò che non deve essere invitato, ciò che non deve essere cercato, ciò che non è dell’ordine della rispettabilità, ciò che né la virtù né il sacrificio possono permettere di ottenere.

Questo stato è la creatività; questo stato è l’atemporale, il reale. » Krishnamurti

L’attenzione totale può esistere solo di fronte alla realtà.

Ci fa dimenticare tutte le vellèità di pensiero. Non siamo più pensati e possiamo lasciare entrare il reale, ciò che non si discute… e la verità incontra la realtà

Abbiamo creato una società basata sulla menzogna; abbiamo fatto della menzogna la norma, ma la maggior parte di noi non ha coscienza di questa menzogna; pensiamo, o meglio siamo pensati, che non possiamo più uscire da questo mondo basato sul virtuale, che è l’unico modo di pensare attualmente. Oggi è tempo di tornare alla fonte del nostro meccanismo di funzionamento, di mettere in moto le nostre reali facoltà di discernimento.

Nel caso dei vaccini, la medicina osserverà un aumento della produzione di anticorpi e registrerà il numero di persone; se questo numero supera un certo livello, la statistica è giudicata positiva e considerata come prova scientifica.

Non sappiamo chi è immunizzato naturalmente e chi non lo è. Inoltre, una persona può essere immunizzata rispetto a un ‘’aggressore’’ e non rispetto a un altro, mentre per il suo vicino sarà il contrario.

Poiché non sappiamo, vaccinare tutti, senza conoscere nemmeno gli effetti del vaccino a breve, medio o lungo termine.

L’unica vera domanda che ci si dovrebbe porre è:

Perché le immunità sono diverse a seconda delle persone?

Per rispondere a questa domanda, bisognerebbe conoscere la reale immunità, non i meccanismi che sono stati constatati nel corpo.

Da dove proviene l’immunità? Chi la dirige?

E poi l’immunità è un pezzo del tutto; isolarla dal funzionamento del corpo nella sua globalità, è come pensare di riempire un bicchiere d’acqua, ma senza il bicchiere. Questo è impossibile.

La medicina attuale non conosce assolutamente nulla del grande TUTTO; ha messo insieme pezzi del tutto, e pezzi pensati meccanicamente. Fa credere al mondo che sa, ma non accetta di ascoltare altro da ciò che ‘’sa’’.

Finché non avremo le risposte, non dobbiamo vaccinare.

I farmaci sono anch’essi fonte di aggressioni esterne e di messa in moto dei nostri organi di difesa. Ogni farmaco, in realtà, rende malati e ci mantiene nelle nostre malattie. Ne abbiamo come prova le malattie chiamate ‘’iatrogene’’ – cioè dovute ai farmaci -. Negli USA, alcune statistiche le collocano come la terza causa di mortalità dopo i tumori e le malattie cardiovascolari e altre statistiche le mettono al primo posto – si misura ancora l’affidabilità delle statistiche -. Comunque siano le cose, le malattie iatrogene sono diventate sempre più numerose. Si capisce allora meglio perché esistono sempre più farmaci venduti, poiché ci sono ancora più malattie provocate dai farmaci… e questo può andare fino all’infinito.

Il vaccino, come qualsiasi altro farmaco, è un veleno che genererà effetti nocivi istantanei, a medio o lungo termine


Difese del corpo umano

Qualunque siano le nostre credenze sull’origine della vita, la realtà ci mostra il corpo umano in vita.

La medicina è partita dal cadavere per comprendere e spiegare la vita. Ma il cadavere non è la realtà del corpo in vita.

È risalita, grazie a osservazioni e ragionamenti basati sulla logica, fino a ciò che crede essere la comprensione della vita. L’ha fatto sulle basi delle leggi della materia per spiegare la vita. Quindi le sue verità sono di origine materialista e per comprenderle il mondo doveva diventare materialista. Con queste leggi, non si può spiegare realmente la meravigliosa alchimia del corpo umano nella sua globalità.

Questa mancanza di spiegazione ha portato, l’altra pensiero sull’origine della vita, a risalire alla coscienza degli uomini. Questo pensiero ci dice che siamo esseri totalmente spirituali e che il corpo fisico non è che il risultato, la rivelazione condensata fino nella materia.

La medicina ci porterà teorie per spiegare la vita, ma non potranno più essere sufficienti, se si basano esclusivamente su un ragionamento materialista, poiché la materia è solo la conseguenza dello spirito.

La scienza quindi negherà lo spirito.

Prendiamo uno dei temi più ardenti attualmente: l’immunità.

La medicina ha smontato il principio dell’immunità partendo sempre dal cadavere; ha osservato meccanismi che ha istituzionalizzato come leggi. Ha creato parole specifiche che nessuno può comprendere al di fuori dei suoi ‘’sapienti’’. Per la quasi totalità della popolazione mondiale, l’immunità è una grande nebulosa che ha l’obiettivo di proteggere gli uomini dalle aggressioni microbiche o virali; e gli uomini possiedono immunità diverse, ma la medicina non ne conosce le ragioni; le constata semplicemente.

Allora, come possiamo vedere questa parola immunità, in un linguaggio comune?

La chiameremo ‘’difese’’ del corpo umano. L’immunità è il sistema di difesa del corpo umano. Questo sistema di difesa creerà cellule che saranno in grado di proteggere le altre.

Constateremo che è una legge universale, che in ogni organismo vivente esistono due funzioni; c’è la funzione di produzione e crescita e la funzione di difesa. Prenderemo allora coscienza che tutte le nostre ‘’invenzioni o scoperte’’, nel campo della materia, si basano su leggi immutabili che le cellule praticano fin dalla notte dei tempi. Non inventiamo mai nulla; tutto è già stato inventato dalla meravigliosa alchimia del corpo umano.

Le cellule lavoreranno apportando energia, cioè un rendimento, un beneficio del loro lavoro, come qualsiasi macchina apporta un risultato all’energia che le viene trasmessa. Questo beneficio lavoro è produttivo; se la cellula fa più lavoro del necessario nell’istante, accumulerà questo lavoro in cellule previste per questo, vale a dire le cellule di grasso. Questa energia accumulata potrà poi servire per altre cellule, il giorno in cui l’organismo ne avrà bisogno. Tutte le cellule lavorano individualmente per eseguire il lavoro necessario alla loro vita propria e questo lavoro è indispensabile alla vita di tutta la comunità cellulare – ve lo ricordo 50000 miliardi – cioè del corpo umano nel suo intero. E tutta l’energia, prodotta in surplus del loro necessario, è accumulata. Nel sistema economico, l’uomo funziona in questo modo, vale a dire soddisfare prima i propri bisogni vitali poi vendere – o dare – il surplus alle altre ‘’cellule’’ dell’umanità.

Poi, esistono cellule che difenderanno l’organismo, quando è in pericolo. Queste cellule useranno l’energia, fornita dalle loro amiche, per difendere il corpo. Sono indispensabili all’organismo. Troviamo questo sistema in tutta la natura. L’animale mangerà e crescerà e poi, quando sarà necessario, si difenderà sia attaccando, sia fuggendo.

In entrambi i casi, spenderà l’energia accumulata dalle cellule di crescita.

Quindi la medicina ci spiega che esistono processi di crescita e processi di difesa e questi processi di difesa, li ha chiamati, ‘’immunità’’. Ci spiega che cellule specifiche sono presenti per creare strumenti, che ha chiamato ‘’anticorpi’’, che andranno a contrastare gli aggressori provenienti dall’esterno, che ha chiamato ‘’antigeni’’.

Ma ci parla dell’immunità soprattutto riguardo alle aggressioni microbiche o virali. Dimentica di dirci, soprattutto durante una ‘’epidemia’’, momento in cui il mondo avrebbe più bisogno di spiegazioni, che in realtà il sistema di difesa dell’organismo si trova ovunque. Quando respiriamo abbiamo miliardi di aggressori che passano dal naso ed entrano nell’organismo; serve un sistema straordinario di difesa da parte dei polmoni e del cuore per contrastare questo; è ciò che sta accadendo attualmente, con l’attacco del corona virus che provoca, ci dicono in alcune persone, un’asfissia delle cellule polmonari per assenza di ossigeno; il che obbliga all’apporto di ossigeno dall’esterno.

A livello del sistema digestivo, esiste anche un sistema di difesa. Innanzitutto il gusto, l’olfatto sono i primi filtri nella bocca, che ci permettono di accettare o rifiutare il cibo; poi, se l’abbiamo accettato e non è adatto, potremo rigettarlo non appena arriva nello stomaco. Una volta nell’intestino, il guardiano supremo è il fegato – che alcuni chiamano ‘’il degustatore dal basso’’ -. Il fegato, se l’organismo funziona normalmente, non lascerà passare nulla di cattivo e selezionerà ciò che verrà respinto.

In realtà, R. Steiner ci dice che ogni alimento è un veleno, finché non ha ancora raggiunto lo stadio umano.

Il lavoro del sistema digestivo dell’uomo è ‘’distruggere’’ l’alimento minerale, vegetale o animale e farlo vivere di nuovo, rendendolo umano. È ‘’l’umanizzazione’’ degli alimenti. Tutto ciò che entra dall’esterno, nell’uomo, è veleno e l’alimento ne fa parte. In realtà il sistema digestivo, nella totalità del suo funzionamento, è un sistema di difesa. Il fatto di mangiare è una ‘’aggressione’’, poiché facciamo penetrare in noi dei ‘’veleni commestibili’’… quindi ci ammaliamo mangiando ed è la digestione a guarirci. La normalità è difenderci costantemente; è una funzione biologica.

È questo la salute… guarire costantemente. Non abbiamo bisogno di alcun vaccino per stimolare il processo di digestione.

Anche il cervello avrà il suo sistema di difesa, per non essere più inquinato da tutti i parassiti che continuano ad affluire sotto forma di ‘’pensieri degli altri’’, accumulati dalla nascita. Deve filtrare per portare l’uomo, in un primo tempo, a sopravvivere rispetto ai pensieri ‘’esterni’’ a lui, poi in un secondo tempo, portarlo eventualmente alla presa di coscienza di questi pensieri parassiti; è attraverso un sistema di difesa efficace che l’uomo può sperare di accedere a un pensare autonomo. Potremmo chiamare questo l’immunità cerebrale; tutti gli aggressori esterni, cioè i pensieri, pensati da altri, non passano più. Questo ci richiede un processo di difesa molto lungo, che dura almeno 28 anni – il tempo per l’uomo di mettere in atto il suo Sé vero – durante il quale l’uomo sopravviverà, per un giorno accedere a questa coscienza e infine vivere da sé. Questo processo molto lungo impedirà ad alcuni di cadere nello stress iperattivo, nella depressione, nel burn out, che sono tutte le conseguenze create dagli uomini stessi per proteggersi dal loro funzionamento autodistruttivo. Se il processo di difesa dell’uomo è sufficientemente potente nel tempo, gli permetterà di aspettare il momento in cui la sua coscienza si sveglierà realmente per passare dallo stato di veglia allo stato di risveglio, cioè pensare da sé.

È questa coscienza che canalizzerà il sistema immunitario di tutto il corpo; se restiamo nell’inconsapevolezza, essendo invasi dai pensieri degli altri, manteniamo vivo l’aggressore supremo di tutto l’organismo… la paura.

Questa paura è l’agente più antigenico che possiamo incontrare nella nostra vita terrestre. È l’aggressore più potente del pianeta. In realtà, non è un aggressore diretto; è la porta d’ingresso che si apre, per far entrare tutti gli antigeni della terra, quali che siano.

Quindi svilupperemo anticorpi per tutta la vita… e i test, per rilevare se siamo colpiti da un virus, sono in realtà delle analisi che ci mostrano una produzione eccessiva di anticorpi, che può essere legata a qualsiasi ‘’aggressore’’. Ora, la medicina ci fa credere che questi test siano specifici per il coronavirus – come ci ha fatto credere per l’HIV dell’AIDS -. Questo è un mentire.

Ed è questa paura, che sarà all’origine dell’innesco di tutte le malattie, cioè di tutto il sistema di difesa del corpo fisico.

La malattia è il sistema di difesa ultimo del corpo fisico. Quando tutte le nostre cellule responsabili della difesa sono sovraccariche, la malattia si installa. La malattia si rivelerà attraverso un primo sintomo che è spesso un aumento della temperatura. Ogni animale, non appena è malato, si fermerà e si sdraierà affinché il suo corpo, variando la sua temperatura, risolva il problema della sua malattia. La temperatura, quando è eccessiva, dovrebbe provocare lo stesso nell’essere umano, vale a dire un’arresto di ogni attività e una pausa nella sua gesticolazione permanente. L’innalzamento della temperatura ha il solo scopo di bruciare gli aggressori che sono passati oltre la prima linea di difesa del corpo. Una constatazione che possiamo fare è che la medicina darà dei farmaci per abbassare la temperatura e questo non può essere giusto, poiché si oppone a uno dei primi processi di difesa naturali del corpo.

Le teorie materialiste non possono spiegarci il perché di questa meravigliosa alchimia di crescita e di difesa; cerca semplicemente di spiegarci il come, quali sono i meccanismi che si svolgono sotto i suoi occhi. Rispondere al ‘’come’’ significa restare in un pensiero materialista, mentre accedere al reale ‘’perché’’ significa elevarsi verso il pensiero spirituale. A questo stadio, ci accorgeremo di non avere più risposte ‘’pronte, istantanee’’; non abbiamo più nemmeno, risposte del tutto.

Scopriremo il ‘’non lo so’’, che è la prima porta verso la libertà dello spirito. Saremo costretti a funzionare solo con il nostro stesso spirito e lasciare tutte le pensieri derivati dal ‘’come’’.

Allora, cosa ha innescato questo meccanismo, questa meravigliosa alchimia? Questa domanda rimane senza risposta per la medicina materialista, ma fa credere alle persone, che non sanno, di conoscerla.

Non può vedere l’invisibile; e questa alchimia è totalmente invisibile.

La scienza spirituale ci dà un’altra via di comprensione; non c’è un sistema immunitario a parte; l’essere umano è nel suo insieme, un sistema di difesa globale portato da un Corpo di Vita, inspiegabile perché non visibile per la medicina attuale, ma che sta diventando concepibile per la medicina quantistica, che non attribuisce più tutta l’importanza alla particella –materiale visibile- ma alle onde che dirigono la particella; dà credito a ciò che non può vedere, per la prima volta da molto tempo a…. l’invisibile.

Questo sistema di difesa globale portato dal Corpo di Vita è onnipresente e non solo di fronte alle aggressioni microbiche. Il sistema di difesa, per esempio, che ci permette di fuggire davanti a un pericolo come fa l’animale, tonifica i nostri muscoli, se dobbiamo correre per esempio.

Questo sistema si ritrova anche nel meccanismo dell’apnea. Tutti i processi biologici che il corpo mette in atto durante un’apnea sono processi di sopravvivenza dell’organismo. Se questi processi di apnea si ripetono troppo spesso e per un lungo periodo, i meccanismi di protezione finiscono per essere sopraffatti e il cuore darà degli avvisi per prevenire. Possiamo parlare, anche qui, di immunità.

In questi casi specifici, non esiste un vaccino per innescare tutti questi processi di difesa che sono totalmente naturali. Passiamo la nostra vita ad innescare processi di difesa naturali e nulla dall’esterno li stimola.

Ma, nel campo dei batteri e dei virus, giochiamo da apprendisti stregoni creando apporti chimici esterni, i vaccini, che devono stimolare o compensare i nostri processi naturali di difesa.

I vaccini ci mostreranno in modo evidente alcuni effetti collaterali drammatici che nessuno può negare. Sempre secondo la scienza, questi vaccini devono essere ripetuti e reiniettati regolarmente perché perdono, secondo i termini della medicina, la loro efficacia immunitaria. Il vaccino dovrebbe dare un’immunità chimica a un bambino principalmente, poi in seguito agli adulti, per sperare che non sviluppino la malattia corrispondente. La scienza sa che questa teoria non è giusta poiché con l’esempio dell’influenza, ci si accorge che i virus sono in perpetua mutazione e che i vaccini hanno sempre un ritardo rispetto al virus. Ma la scienza ci dice, a partire dalle sue statistiche, che anche se il vaccino non è più quello che corrisponde al virus, è ancora efficace e permette di attenuare la malattia. Dobbiamo crederle sulla parola, anche se non possono avere prove di queste affermazioni.

Ci dice anche che, se tutti sono vaccinati, non ci saranno più aggressioni microbiche o virali. Eppure l’uomo non smette, dall’apparizione dei vaccini, di avere malattie microbiche o virali. E non smette di essere aggredito da agenti ‘’patogeni’’ – che ci vogliono del male – esterni di ogni ordine. Che sia da ciò che pensiamo, da ciò che respiriamo o da ciò che digeriamo.

Se si volessimo seguire l’esempio della medicina, dovrebbero esistere vaccini per i ‘‘pensieri parassiti’’, per l’inquinamento dell’aria, per gli alimenti aggressivi per l’uomo. Non esiste nulla di tutto ciò nell’immensità del nostro sistema di difesa, ma siamo ancora apprendisti stregoni nel voler credere di stimolare una piccola parte della nostra immunità iniettando vaccini e abbiamo occultato l’immensità del nostro sistema di difesa, che non potrà mai essere stimolato dall’esterno, se non dall’immunità naturale per la quale l’alchimia umana è stata prevista.

L’immunità naturale o il sistema di difesa dell’uomo costituisce la base della vita; è LA VITA. È in azione tutto il tempo, non solo di fronte ai virus.

Il dramma è che interferire dall’esterno sull’immunità la fragilizza e le impedisce di svolgere correttamente il suo lavoro. Qualsiasi intervento esterno, che impedisce il lavoro naturale del sistema energetico di crescita e di difesa della cellula, ostacola il buon svolgimento di questa.

E noteremo delle differenze nell’immunità delle persone; e la medicina allora lo constaterà, sancirà il fatto che alcune persone hanno sistemi di difesa più performanti di altre, senza però sapere il perché; questo è sempre una constatazione, non una spiegazione.

Rispondere al perché è impossibile per la medicina attuale. Al contrario, se vogliamo diventare dei veri osservatori, non possiamo che constatare il fatto seguente; le persone centenarie ci dicono che non hanno mai preso farmaci, né vaccini e non hanno mai visto medici. Possiamo osservare anche la differenza tra un bambino trattato con antibiotici e un altro trattato naturalmente. Il secondo si riprenderà molto più rapidamente dalla sua malattia, senza sequele e soprattutto senza affaticamento.

È la stessa cosa per le malattie, dette infantili, che sono alla base della creazione di tutti i vaccini. Il bambino va ‘‘crescendo’’ dalla sua malattia, quando la vive naturalmente; sarà immunizzato a vita contro questa malattia mentre il vaccino ha bisogno di richiami per perpetuare l’immunità.

Il numero di conseguenze provocate dai vaccini e ignorate dalla medicina è incalcolabile; essa riconosce, con difficoltà, solo quelle che sono evidenti per dirci che la percentuale è ridicola rispetto al numero di persone vaccinate, ma è incapace di fornire una prova qualsiasi di ciò che il vaccino provocherà nell’organismo a medio termine e soprattutto a lungo termine. Non esiste alcuno studio a questo proposito perché lo studio è semplicemente impossibile da realizzare.

Privare un sistema naturale di difesa di mettersi in posto, è fragilizzare necessariamente la vita dell’uomo. Assisteremo quindi a malattie che si riveleranno sempre più numerose e non possiamo che farne la constatazione ancora una volta.

La medicina ci dice che è normale che le persone siano sempre più malate poiché vivono sempre più a lungo grazie ad essa. Potremmo anche rispondere che se la medicina curasse, dovremmo osservare una diminuzione del numero di malati e un aumento della durata della vita in salute. Dobbiamo anche aggiungere che l’aumento della durata della vita, che la medicina si attribuisce, è ancora un’affermazione falsa; non è grazie alla medicina che la durata è aumentata, poiché essa sta proprio stagnando per ripartire poi al ribasso. Ne abbiamo la prova che c’erano, molto tempo fa, persone che hanno vissuto molto più vecchie senza questa medicina.

La materia imprigiona il nostro spirito a tal punto che ha preso tutto lo spazio; siamo prigionieri del nostro corpo fisico.

Alcuni momenti di vita possono mostrarci altro come l’orgasmo o l’apnea per esempio. Il tempo di apnea ci libera, secondo Guillaume Néry*, per alcuni minuti dalla materia e ci permette di toccare il benessere dello spirito; questo benessere non può essere descritto, se non è stato realmente vissuto. Ora, sulla terra, poche persone lo vivono. Per questo, dobbiamo liberarci per un tempo dalla nostra prigione corporea.

Ci siamo condensati come nessuno rispetto all’evoluzione; era il prezzo da pagare per accedere all’individualità; ci siamo separati da questo per il grande tutto che è il portatore del benessere. Ci sono lasciati alcuni spazi che ci permettono di ricontattarlo… e penso che l’apnea sia una di quelle, ma attenzione, un’apnea realizzata in coscienza. Tutto risiede ancora una volta in questa parola… in coscienza.

L’inspirazione è la vita che entra nel corpo; l’espirazione è la morte; è la vita che esce dal corpo. Durante questo tempo di pochi secondi, la respirazione ha un funzionamento automatico che si vive, nella maggior parte dei casi, in modo inconscio. Possiamo prenderne coscienza e allungare questo tempo, allora, se lo desideriamo.

L’apnea in acque profonde, praticata da Guillaume Nery durante i suoi record, è un’avventura che si prolunga al massimo, tra un’inspirazione e un’espirazione. Prolunga l’istante di vita da pochi secondi a pochi minuti. Ma le parole, “prolunga la vita”, non sono del tutto giuste; in realtà Guillaume scopre la vita, perché questa apnea gli chiede di essere in uno stato di ipercoscienza mentre, quando respiriamo senza coscienza, siamo semplicemente in uno stato di sopravvivenza, in modalità veglia; manteniamo il nostro corpo fisico in una vita vegetativa, priva di coscienza; siamo nello stato dell’animale pensante… E possiamo passare tutta la nostra vita in questo stato di coscienza. Siamo prigionieri del nostro corpo. Per uscire da questo stato, viene chiesto a Guillaume di mettere in moto le proprie forze di volontà che gli permettono di vivere la presenza a sé, condizione indispensabile per accedere alla sua coscienza. Può ritrovare allora lo stato di veglia, che abbiamo lasciato all’età di tre anni.

Ma la grande domanda che dobbiamo porci forse è:

“Quali minuti di presenza sono sufficienti rispetto al resto del nostro tempo?

Non è possibile pensare che questi minuti diventino la quotidianità degli uomini?

  • Guillaume Néry : campione del mondo di apnea

Il grande puzzle o il grande tutto

Quando guardo la mia biografia, mi rappresento la mia vita come un puzzle costituito da miliardi di miliardi di pezzi. Dobbiamo ricostruirlo, pezzo per pezzo, per ritrovare l’unità primordiale, la matrice originaria, il grande tutto, l’UNO, chiamatelo come volete.

Siamo derivati da questa matrice. Questo puzzle rappresenta i miliardi e miliardi di addizioni del minerale, del vegetale, dell’animale e dell’uomo. Se uniamo tutti questi miliardi, ritroviamo il grande tutto. È stato necessario nel corso dell’evoluzione che questo grande tutto si separasse, si condensasse, diventasse sempre più piccolo, sempre più individuale per arrivare a miliardi di individualità uniche, che siano minerali, vegetali, animali o umane.

Allo stesso modo in cui dobbiamo ricostituire questo grande puzzle in noi, individualmente, dobbiamo anche ricostruirlo collettivamente per ritrovarci in un’unità. È il famoso concetto del microcosmo e del macrocosmo.

Il microcosmo è rappresentato attualmente dagli esseri umani, che possiedono al loro interno il grande puzzle con la somma del minerale, del vegetale, dell’animale… e dell’uomo.

Ogni nostra cellula lavora individualmente, come l’uomo lavora individualmente, ma ogni nostra cellula, lavorando individualmente, agisce sul tutto allo stesso tempo delle sue compagne. Allo stesso modo l’uomo deve lavorare individualmente e allo stesso tempo servire gli altri. Ogni formula, ogni tecnica, che non va in questa direzione, non può essere giusta e ciò si manifesterà nell’uomo attraverso malattie, malattie che si manifesteranno anche su tutta la pianeta.

Le malattie dell’uomo sono le cause delle malattie della terra, poiché l’uomo si serve della terra. Le malattie urlano all’uomo il suo squilibrio. Finché l’uomo sarà squilibrato, anche la terra lo sarà.

L’uomo, che vuole ricostruire il suo puzzle, non può farlo, se non ha la visione del tutto, se non sa dove deve andare.

Solo l’uomo, dopo aver percorso la strada verso la sua individualità, ha perso la visione dei pezzi che gli mancano. Ciascuno si specializza nella sua materia, in una funzione, e la sviluppa avendo perso l’idea dell’unità primordiale. Il corpo umano ci mostra però che, partendo dalla cellula originaria, l’uno, la cellula spermatozoo-ovulo, si è verificata una moltiplicazione di cellule identiche. Poi queste cellule si differenziano e si specializzano in cellule del fegato, del cuore, del cervello ecc. Esse avranno un compito molto preciso da svolgere, compito legato alla loro specificità, ma questo ruolo sarà sempre in relazione con tutte le altre tessere del puzzle, affinché il tutto funzioni. Quando esiste una cellula che non lavora più con la visione del tutto, appare la malattia che ci dice: “Attenzione, rimetti questa cellula al suo posto”.

È questo che dobbiamo compiere a livello umano, cioè prima vedere il funzionamento del tutto all’interno dell’uomo. È in questo punto che si trova il vicolo cieco della nostra medicina che non ha fatto il lavoro per visualizzare il tutto.

Vedere il funzionamento dell’unità all’interno dell’uomo può permetterci, in un secondo momento, di sperare di mettere in atto il funzionamento del tutto all’interno dell’umanità. Per realizzare ciò, bisogna conoscere il tutto, sapere dove stiamo andando. Non possiamo imboccare una strada, se non sappiamo dove conduce.

Attualmente l’uomo si è talmente diversificato da diventare specialista di una piccola parte e sviluppa questa parte, che la pensa alla perfezione, fino a diventare un “esperto” della sua parte. E ogni parte, che l’uomo ha creato, è diventata talmente individualizzata da separarsi dal tutto.

E quando l’uomo si accorge che questa iperspecializzazione non è giusta, cercherà effettivamente di vedere come fare diversamente. Si volgerà allora, ad esempio, verso lo spirituale, avendo preso coscienza di aver raggiunto il sommo del materiale ed essere arrivato in un vicolo cieco. Può concentrarsi sulla sua parte spirituale, perché ha compreso che siamo originariamente un’unità spirituale.

Ma anche qui esistono delle trappole, perché su questa strada ci si può isolare e perfezionare in un punto preciso senza avere la visione del grande tutto. Troveremo delle tessere del puzzle, le metteremo una accanto all’altra, ma se non siamo capaci di avere la visione dell’unità, bloccheremo a causa del nostro ego.

Dobbiamo parlare di questo famoso ego.

L’ego è il motore che deve permetterci di riunire tutte le tessere per accedere alla visione del grande tutto. Per questo, l’ego deve diventare totalmente neutro, cioè senza alcun giudizio; non deve vivere né l’eccesso né il difetto, cioè… vivere l’egoismo. Se l’egoismo persiste, è impossibile ritrovare tutte le tessere del grande tutto. Quindi il primo obiettivo dell’uomo è ritrovare un ego empatico, cioè dominato né dall’antipatia, né dalla simpatia.

Come fare per ritrovare questo ego?

Ciò ci chiederà di prendere coscienza, innanzitutto, che siamo condizionati, costruiti, dalla nostra nascita fino a una certa età, dal pensiero degli altri, il famoso processo di addomesticamento sociale. Questo passo è essenziale; senza questa presa di coscienza, l’ego non potrà evolversi, poiché non sarà mai una realtà. Potremmo chiamarlo, con le nostre parole attuali, l’ego virtuale.

Perché un ego si riveli realmente, è indispensabile che pensi da sé.

Finché siamo condizionati da questo processo, non possiamo sperare di accedere all’ego puro, quello che deriva dal Sé universale, dall’unità.

Il nostro ego è inquinato da pensieri che chiamo parassiti, che non sono stati costruiti da noi. Per accedere a questo pensiero puro, bisogna svuotare tutta la nostra memoria da tutto ciò che ci è stato insegnato, da tutto ciò che siamo stati pensati, fare un vuoto totale.

È forse questo che Guillaume Néry – campione mondiale di apnea – ritrova quando è in apnea consapevole.

È certamente un momento in cui ci riconnettiamo con il tutto perché siamo il tutto; in ogni individualità è riunito il tutto. Ci sono voluti milioni e milioni di anni affinché l’uomo avesse la capacità di prendere coscienza individualmente di questo tutto. Se restiamo nel processo di addomesticamento sociale, siamo incapaci di accedere alla coscienza di questo tutto.

In un primo tempo, questa analisi ci porterà all’intellettualizzazione di questo tutto; sappiamo che questo tutto è all’origine, ma non lo viviamo.

Non basta pensare all’unità spirituale, diventerà necessario viverla.

Per questo l’unico cammino che ci è indicato è quello di vivere l’istante presente.

È per questo che l’uomo cerca con tutti i mezzi di ritrovare questa presenza attraverso meditazioni, attraverso altri mezzi, come l’apnea ad esempio. Il mondo spirituale ci ha lasciato un vestigio per sfiorare questo tutto, ma in modo davvero attenuato, è l’orgasmo. L’orgasmo è l’unico momento in cui l’uomo può sfuggire al tempo, dove non esiste più nulla e lui sa, nel profondo di sé, che questo istante è unico e insuperabile. Appare il pensiero, il vissuto dell’orgasmo non può più ripetersi.

Ecco perché l’uomo corre freneticamente dietro l’orgasmo, ma il tranello è che ci corre in modo egoista perché pensa regolarmente a se stesso. L’atto sessuale è diventato un pensiero, un’ossessione persino per alcuni. Non potrà accedere al tutto attraverso questa via.

Quindi, se vogliamo pensare da soli dobbiamo fare vuoto di tutti i pensieri che abbiamo appreso e persino il vuoto di tutti i pensieri che proiettiamo, se questi progetti si basano su esperienze già apprese. Dobbiamo vivere l’atto senza pensiero preliminare, senza pregiudizio, senza alcuno stato d’animo; allora l’atto sessuale diventa semplicemente un atto, identico a quello di mangiare o bere. Se riusciamo a vivere l’atto sessuale, solo per l’atto che rappresenta, allora la gelosia, il possesso, quindi l’egoismo scompaiono; allora possiamo sperare di iniziare a sfiorare l’amore. Questo significa che l’uomo che funziona con i pensieri degli altri non potrà mai accedere all’amore, né nemmeno avvicinarvisi.

Viviamo attualmente in questo mondo e la realtà ci conferma che questo amore non esiste.

« Ciò che stiamo per intraprendere è una spedizione insieme, un viaggio di scoperta negli angoli più segreti della nostra coscienza. E per una tale avventura, bisogna partire leggeri, non si può appesantirsi di opinioni, pregiudizi, conclusioni: di tutto questo vecchio mobilio che abbiamo collezionato per duemila anni e più. Dimenticate tutto ciò che sapete di voi stessi; dimenticate tutto ciò che avete pensato di voi stessi; partiremo come se non sapessimo nulla. »

Krishnamurti

Per arrivare a questo, non possiamo più accontentarci delle verità insegnate da chiunque - dico bene da chiunque - ma funzionare da soli, attraverso la realtà delle cose, cioè ciò che ci viene presentato senza alcun giudizio, senza alcuna proiezione, senza alcuna analisi in un primo tempo.

Si guarda e si vive la realtà.

Per l’apneista, non può che gestire ciò che accade nel momento in cui accade, gestire la pressione dei suoi polmoni, il desiderio di respirare che può trasformarsi rapidamente in bisogno urgente, se inizia a pensare. Se si mette a pensare, morirà.

È la realtà che gli impone gli atti da compiere; lui agisce in funzione della realtà dell’istante presente.

Il nostro più grande lavoro su questa terra è vivere questo stato d’essere ed esserne contagiosi. Questo non può passare attraverso immagini o parole virtuali, ma attraverso un esempio vivente; ciò che facciamo con tutti i bambini del pianeta; il piccolo bambino è una spugna che riproduce tutto ciò che vede o sente senza capire.

Dobbiamo vivere la stessa iniziazione, nei confronti della realtà.

La realtà è l’esempio vivente per l’adulto, a partire dalla quale può agire.

Il nostro spirito non è più allora incollato alla materia, cioè più assorbito dal pensiero degli altri. Funziona da sé e filtra ogni pensiero che viene dall’esterno.

Per questo siamo aiutati dal mondo spirituale; è una forma di collaborazione perfetta perché ci risveglia, quando vuole sussurrarci all’orecchio ciò che dobbiamo dire e sappiamo allora che le parole che stiamo per pronunciare sono giuste – anche se sono contraddette da milioni di persone –

L’angelo o il nostro io interiore o la nostra entità geniale, - chiamatelo come vi piace o non chiamatelo affatto, perché non appena si nomina qualcosa, ci si rinchiude in un concetto, in un pensiero – viene incontro a noi solo, se abbiamo precedentemente abbandonato tutto il nostro sistema di pensiero acquisito e se utilizziamo il nostro pensiero vuoto di ogni giudizio.

L’uomo prigione

Siamo imprigionati dal nostro corpo. Dipendiamo dall’alimentazione, dalla respirazione, dai pensieri. Il nostro io è sottoposto alla volontà del corpo e quindi non è libero. A questo stadio possiamo chiamarlo l’ego. Questa ‘’entità’’ si sottomette totalmente a tutti i ‘’capricci’’ del corpo, per lo più in modo inconscio, attraverso i pensieri, la respirazione e l’alimentazione, e talvolta in modo consapevole attraverso le malattie. Dipendiamo esclusivamente dal suo funzionamento e l’io obbedisce totalmente ai meccanismi ‘’vitali’’. Possiamo definirci, ‘’uomo-prigione’’.

Non siamo liberi di nulla, tranne che nell’orgasmo. C’è, per alcuni secondi (minuti per alcune) un’uscita dal corpo. Non esistiamo più in quanto corpo fisico.

Il processo dell’apnea permette anche, ma in misura minore forse, di emanciparsi dal CP per alcuni minuti (per i più performanti).

L’evoluzione ci ha portati fino all’elaborazione di un corpo fisico affinché l’uomo possa fare l’esperienza di chi è l’uomo; non esiste alcuna entità, delle gerarchie spirituali, che abbia fatto questa esperienza; le gerarchie spirituali la fanno attraverso l’uomo incarnato.

Quando osserviamo sempre la realtà, ci accorgiamo che l’uomo si libera dal suo corpo-prigione fisico solo al momento della morte. Gli esseri umani vanno invece, durante tutta la loro vita terrestre, a cercare di liberarsi a tutti i costi da questo corpo, che li imprigiona ai tre livelli dell’anima – pensare (i pensieri)- sentimento (la respirazione)- volontà (l’alimentazione) – attraverso l’orgasmo.

Alcune persone vogliono andare oltre e tentare di farlo, attraverso un’alimentazione, una respirazione o un pensiero; tutto questo a prezzo di sforzi considerevoli per ottenerlo, finché non richiede più sforzo.

Infatti, l’uomo, che ha compiuto questo cammino, non fornisce più sforzo.

In realtà siamo sulla Terra per compiere un lavoro importante, quello di ritrovare l’immensità spirituale, dalla quale siamo usciti, e che ritroviamo alla morte terrestre.

Il passaggio sulla terra è un passaggio solo iniziatico per preparare l’uomo a diventare la futura gerarchia spirituale… la gerarchia della libertà e dell’amore.

Alcuni sanno che l’amore universale sulla terra è molto difficilmente accessibile, finché l’ego è prigioniero del suo corpo. Al contrario, quando si dà del tu a questo amore, il lavoro è compiuto e nessun sforzo ci è allora richiesto; tutto diventa fluido; tutto è giusto; tutto è al suo posto; tutto questo senza alcun pensiero che venga a cortocircuitare la meravigliosa alchimia della creazione.

Gli uomini hanno preso coscienza che, per sperare di accedere a questo firmamento, devono usare la meditazione… Ma cos’è la meditazione?

E di nuovo sono stati i pensieri degli uomini a mettere in pratica diversi procedimenti di ‘’meditazione’’… e abbiamo ancora tutto sbagliato, perché nessun pensiero può portarci alla meditazione.

Durante una meditazione autentica, l’uomo dovrebbe liberarsi totalmente dal suo ego o spirito, accedere al vuoto completo, ma non voler fare il vuoto perché il pensiero entra allora di nuovo in gioco.

Accedere al vuoto, significa essere unicamente nell’attenzione delle cose, perché è l’unico momento in cui il pensiero si ferma per lasciare il posto unicamente alla cosa che si osserva.

E questo può essere realizzato in qualsiasi momento della giornata e su qualsiasi oggetto di attenzione; non è necessario mettersi in posizione di loto o in altre posizioni specifiche, in un luogo appartato senza rumore, ecc… Tutto questo è stato ancora pensato dall’uomo-prigione.

In effetti, l’uomo vive il suo ‘’inferno’’ sulla Terra, perché cerca (o non cerca) per tutta la vita, in modo conscio o inconscio, di uscire da questo carcere che costituisce il suo corpo. Quando la religione ci parla di un inferno dopo la morte, ci inganna, o almeno sbaglia luogo… L’‘’inferno’’ è bene sulla Terra, per quelli che non lo vedono, ma può trasformarsi in ‘’paradiso’’ per quelli che lo intravedono.

Il lavoro, per accedere a questo livello di coscienza, si situa bene sulla Terra, con l’aiuto del nostro corpo, tra la nascita e la ‘’morte’’, e non nel cielo presentato da alcuni come il ‘’nirvana’’.

Ancora una volta, possiamo constatare che il corpo umano, questa meravigliosa alchimia, che ci è stata data dalla Creazione, ha previsto tutto per essere il supporto del nostro avanzamento (o meno) sul piano spirituale. Ci offre tutti gli ingredienti per svegliarci, se rivolgiamo tutta la nostra attenzione a ciò che rappresenta veramente.

Per questo dobbiamo andare incontro ad esso e non restare più in pensieri preconfezionati, imparati.

Se facciamo questo lavoro, eliminiamo l’ego, che sa tutto, a vantaggio del Io, che conosce tutto ciò che è giusto.

Allora, il mondo spirituale può venire incontro a noi perché abbiamo fatto il cammino necessario e indispensabile per incontrarlo.

Lo Spirito Santo e lo spirito sano

Ho appena fatto un sogno nella notte di domenica di Pentecoste. Siamo in guerra e qualcuno fa dei panini che sono, o in bianco e nero, o in colore. Coloro che mangiano i panini in bianco e nero sono ansiosi e totalmente paralizzati dalla guerra, mentre quelli che usano i panini in colore sono pieni di forze per non accettare questa guerra.

Questo può farci pensare un istante alla parola ‘’guerra’’ usata da Emmanuel Macron, riguardo al virus corona.

Queste due categorie di persone possono rimandarci alla nozione del 2 e del 3. Ricordate la nozione di triarticolazione, vale a dire corpo-anima-spirito. Queste parole possono restare solo delle parole, cioè delle immagini totalmente astratte, o diventare concrete, se le facciamo vivere. Da questa triarticolazione, a prima vista, si può dire che solo il corpo sembra concreto, poiché si vede, mentre anima e spirito sarebbero nati dalla nostra immaginazione, poiché sono invisibili all’occhio. Ma, se ci si sofferma più da vicino sulla nozione del corpo, ci si accorge che anche lui è virtuale, poiché non conosciamo praticamente nulla di lui. La medicina ne ha smontato solo le apparenze esteriori.

Quindi questa triarticolazione, come del resto quella di, libertà-uguaglianza-fraternità, è un’associazione di tre parole che rappresentano un’immagine virtuale, formata dal nostro spirito, che non ha alcun senso pratico nella nostra vita attuale.

Cercheremo di darle un senso.

Alcuni di noi sanno che, affinché l’uomo diventi un’individualità che diverrà in un futuro più o meno lontano, libero e portatore dell’Amore universale, è stato necessario che passasse attraverso il materialismo spinto all’estremo. Per questo l’uomo tripartito (il 3), corpo-anima-spirito, ha dovuto separarsi dallo spirito per diventare un uomo ‘’dualità’’ (il 2) costituito da un corpo e un’anima; la chiesa ha sancito questo stato di fatto al concilio di Costantinopoli nel 869. Sopprimendo la nozione di spirito, la chiesa parla di un uomo, che non può pensare da solo, ma deve pensare attraverso i pensieri della chiesa;

la chiesa penserà quindi al posto dell’uomo.

La chiesa dominerà il mondo per un certo periodo, fino a quando la scienza assumerà il potere; quest’ultima si baserà esclusivamente sul ‘’visibile’’ e trascurerà anima e spirito, ma si ‘’caricherà’’ comunque di emozioni e pensieri, dei quali non sa che fare, poiché non può né vederli né spiegarli con i suoi metodi intellettuali.

Prendendo il posto della chiesa, la scienza imporrà allora i suoi pensieri all’uomo.

La scienza penserà quindi al posto dell’uomo.

L’episodio del coronavirus è uno degli esempi più concreti.

Per cercare di rendere vivente ciò che al momento è astratto, proviamo a sostituire le parole corpo - anima - spirito con volontà – sentimento – pensiero. Anche se questo paragone non è del tutto esatto, si avvicina alla volontà di comprendere da noi stessi ciò che, finora, ci è stato imposto come un dogma totalmente astratto.

Nessuno può negare che l’uomo pensi, senta e agisca. Questo 3 è onnipresente. Eppure, dall’avvento del materialismo – e prima di esso la religione – non pensiamo più da noi stessi, ma siamo pensati dalla scienza (e / o dalla religione per alcuni); ma che cos’è la scienza?

La scienza è sostenuta dal pensiero degli altri, che dovrebbero sapere dai loro predecessori, che a loro volta hanno subito il pensiero degli altri, ecc… Siamo passati dal 3 al 2. A questo stadio, l’uomo è ridotto allo stato di robot che esegue ciò che CI si dice.

Ma perché aver fatto questo sogno proprio nella Pentecoste. Cosa dicono i testi sulla pentecoste?

La Pentecoste sarebbe la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli. Da questo istante, gli apostoli diventeranno degli Iniziati capaci di trasmettere il messaggio, che Cristo ha portato sulla terra 50 giorni prima, nel momento della sua crocifissione.

Cristo ha portato l’Amore sulla Terra, nel momento in cui gli uomini stavano perdendosi in un egoismo senza limiti. Questo è il messaggio del mondo spirituale; ciascuno è libero di ascoltarlo un po’, molto o per nulla.

Questo egoismo non si è attenuato, ma al contrario si è rafforzato dal pensiero puramente materialista. Ci troviamo davanti a un constatazione reale.

Allora, proviamo a vedere se questo messaggio, totalmente virtuale per il momento, può ‘’aderire’’ alla realtà.

Lo Spirito Santo può chiamarsi anche Spirito Santo. Lo Spirito Santo può scriversi anche spirito sano, uno spirito che può diventare sano. Uno spirito sano è uno spirito che non subisce alcuna influenza esterna a sé.

Ma perché aggiungere l’aggettivo, sano, alla parola spirito? Ebbene ancora una volta, rivolgiamoci alla realtà facendo astrazione da tutto ciò che ci è stato insegnato. Proviamo a svuotare il nostro spirito, per qualche minuto, da tutte le nostre credenze e osserviamo.

Siamo formati, l’ho già detto, dalla nascita dal pensiero degli altri; in nessun momento abbiamo il diritto e il potere di pensare da noi stessi; questo è il nostro spirito, o meglio quello degli altri, poiché il nostro non esiste realmente. Man mano che viviamo, creeremo immagini, concetti che ci sono stati insegnati. Poi può verificarsi uno scatto, che inizierà a farci dubitare di queste immagini diventate credenze. Possiamo allora respingere questo dubbio o al contrario esplorarlo. Se cediamo a questo dubbio continueremo a funzionare in modalità binaria. Al contrario, se superiamo questo dubbio, possiamo sperare di funzionare con il nostro spirito, ovvero in modalità ternaria… pensiero-sentimento-volontà. Non sono più i pensieri degli altri a esprimersi in noi ma i nostri pensieri, provenienti da uno spirito che è in armonia totale con i suoi sentimenti e le sue azioni.

Non è più un ragionamento intellettuale, sostenuto dal cervello della testa, a dominare ma il sentire, sostenuto dall’ascolto del cervello del cuore. A questo stadio gli atti compiuti saranno giusti e in armonia totale con pensiero e sentimento; nessuno dei tre domina gli altri due. Raggiungiamo la triarticolazione perfetta e possiamo quindi attribuire allo spirito, l’aggettivo di sano.

L’uomo allora penserà da sé. Lo spirito diventa sano.

Ricevere lo Spirito Santo è l’evento che gli apostoli hanno vissuto durante la Pentecoste. Questo insegnamento ha cambiato completamente la loro vita. Il loro spirito è diventato sano. Era necessario che ci mostrassero la strada e soprattutto che ci dimostrassero che ciò è possibile.

Ritrovare il proprio spirito è l’evento che l’uomo deve compiere oggi. Allora si potrà parlare di uno Spirito… Sano. Le diverse testimonianze che ascolto da questo episodio di “virus” mi confermano che esistono sempre più “spiriti sani” che si risvegliano.

Funzionare con il proprio spirito implica “buttare via” ogni pensiero predefinito dagli altri, fare il vuoto totale di immagini preconfezionate, “partire come se non sapessimo nulla” (Krishnamurti).

A questo stadio possiamo sperare di funzionare da noi stessi e diventare un giorno ciò che gli apostoli hanno ottenuto, vale a dire l’Iniziazione.

L’iniziazione può essere percepita come l’incontro tra l’uomo terra e l’uomo cielo, dove la dissociazione non esiste più, poiché lascia spazio all’unità.

Avremo allora compiuto la nostra missione sulla Terra, vale a dire passare dal 2 – l’egoismo o l’animale pensante –, al 3 – passaggio dall’egoismo all’amore o l’Essere che diventa Umano –, per arrivare all’1 – l’Amore Universale e la libertà che è il suo sinonimo – poiché non può esistere libertà se non nello spirito e questo non può che essere sano e, se è sano, non può che trasmettere l’Amore in ogni istante, ovunque si trovi.

Roger Mc Gowen è una prova vivente.

E se fosse questo la famosa Risurrezione di Cristo. Comprendere finalmente, nella nostra quotidianità, questo episodio “mistico” che rimane un “concetto religioso” per molte persone.

Il Cristo, questa entità spirituale, si è incarnato in un corpo fisico (Gesù) per mostrare agli uomini che la morte non esiste e che, ciò che gli uomini chiamano morte terrestre è in realtà un passaggio da uno stato di coscienza a un altro stato di coscienza. E che questo cambiamento di stato di coscienza deve poter ritrovarsi in tutti gli istanti della nostra vita. La nostra vita è costellata di risurrezioni permanenti, per lo più rimaste a livello inconscio. Ad esempio, nel corpo fisico, ogni secondo delle cellule muoiono e altre appaiono.

Trasformare uno spirito formato in uno spirito sano:

È non accettare mai un pensiero proveniente da altri, senza averlo verificato in precedenza.

È passare da una modalità di funzionamento teleguidata, robotizzata, a una modalità di funzionamento totalmente individuale.

È passare dall’animale pensante (egoista) all’Essere Umano (pieno d’amore). È ciò che accade alla “morte terrestre”.

È passare da uno stato di coscienza di veglia a uno stato di coscienza di risveglio.

Proprio come gli apostoli hanno vissuto la risurrezione diventando degli Iniziati, grazie allo Spirito Santo, l’uomo vive una risurrezione passando dallo spirito “degli altri” a uno spirito sano, che funziona da sé.

È di fronte a un vero e proprio “tsunami” spirituale che ci troviamo.

La risurrezione assume allora tutto il suo significato e non rimane più allo stato di concetto “religioso” astratto, quindi inutile.

Lo Spirito Santo è lo Spirito nella sua purezza; lo Spirito, diventato sano, è la strada per accedervi.

Lo Spirito, allora sano, è in grado di misurare il funzionamento del suo ego per trasformarlo in un Essere Umano, pieno di Amore Universale.

L’evoluzione dell’Umanità riprende allora tutto il suo significato.


Fine delle riflessioni sul CORONA VIRUS

La trappola

Ecco un pezzo di intervista che ho avuto con un’amica che accompagno nel suo percorso dento-umanosofico; queste parole sono ricorrenti nelle persone che non sono ancora entrate totalmente nella dento-umanosofia.

«Da un mese, sono sommersa dal tempo e non riesco a fare gli esercizi con l’attivatore.»

Dovevo incontrarla qualche giorno prima ma ha annullato il nostro appuntamento all’ultimo momento, perché ha sviluppato problemi intestinali. In quell’istante, ho saputo (ben prima che me lo dicesse) che non stava più usando l’attivatore, perché altrimenti non sarebbe stata malata.

Tutto ciò mi ha portato a questa riflessione.

La trappola, perché questo titolo?

Il funzionamento attuale dell’umanità si basa interamente sull’elettromagnetismo, rappresentato concretamente dal digitale, il cui scopo finale è internet. Tutta l’umanità (o quasi) considera questo processo come un’avanzata senza precedenti, come un progresso che permette a tutti gli uomini di connettersi da un capo all’altro del pianeta e di poter “dialogare” in un tempo record. Tutto è progettato per accelerare il tempo perché l’uomo evidentemente non ha più tempo per nulla; deve correre dietro a questo tempo così prezioso che spesso gli sfugge. La frase, “non ho tempo o non ho abbastanza tempo”, è la quotidianità dell’uomo attuale. L’essere umano deve e vuole sempre andare più veloce, per guadagnare tempo… ma sorge una domanda!

Che cosa fa del tempo che ha guadagnato? Ha guadagnato tempo, quindi ne ha di più, allora che cosa fa di questo guadagno di tempo? Lo usa per guadagnarne ancora e, in questo modo, non vive mai il momento presente, poiché corre sempre dietro a quel famoso tempo che non smette di sfuggirgli.

Si situa in questo luogo, la trappola; volendo sempre guadagnare tempo, l’uomo non si ferma MAI. Non può quindi vivere l’istante presente, quel famoso momento citato in tutti i testi sacri (ma anche non sacri) come l’unica via che può perpetuare la salute nell’uomo. Questo momento totalmente effimero è l’unico e solo in cui la paura non ha più il suo posto. E la paura è LA causa di tutte le malattie sulla Terra, perché dietro la paura domina sempre l’egoismo*. Comprendiamo allora perché le malattie sono e saranno sempre più numerose e sempre più inspiegabili per la scienza attuale che cerca le cause all’esterno dell’uomo.

Tutto ciò che ho appena descritto avviene nell’inconsapevolezza più totale per la quasi totalità dell’umanità. La trappola è di una supremazia intellettuale perché ha trasformato il male in bene.

Ma alcune e alcuni tra noi iniziano a porsi le domande che scuotono la medicina. Tutte e quelli che vivono un malessere quotidiano, da moltissimi anni; quelle e quelli per i quali la medicina non risponde più. La loro sofferenza è tale che il “male” inizia a dire loro; si volgono allora verso altre eventuali ipotesi di pensiero. Prendono gradualmente coscienza che queste nuove ipotesi hanno una legge comune a tutte: sono coerenti. Se ci si sofferma seriamente su di esse, ci si accorge che sono, non solo coerenti, ma rispondono a una logica intellettuale implacabile, poiché riproducibili al 100%. Queste ipotesi diventano soluzioni “ai dati attuali della scienza”, frase dietro la quale si nasconde la medicina per non mettere mai in discussione i suoi dati attuali.

Le persone, che non hanno più nulla da perdere, faranno l’esperienza di queste nuove idee, che in realtà sono molto antiche ma sono state spazzate via dalla cosiddetta scienza moderna. Le donne e gli uomini, che si dedicheranno a queste nuove scoperte, guariranno da tutti i loro mali; possiamo parlare di guarigione e non più di remissione.

Ma talvolta, benché la trappola sia vissuta in coscienza, alcuni non riescono a dedicarsi a questa nuova via e a mettere in atto gli atti necessari. Allora il malessere (e/o la malattia) persiste e/o si accentua persino, nella misura del grado di coscienza.

Ma che fa la malattia (il “male detto male”)? Qual è il suo ruolo?

Ci ferma nella nostra attività abituale e il sintomo e/o il dolore ci mantengono costantemente nella presenza. Infatti, è la nostra preoccupazione principale che tutto oscura; occupa tutto lo spazio ed è onnipresente; ci costringe a vivere la presenza tutto il tempo. Ogni secondo, il male ci parla. La malattia diventa il nostro migliore amico; ci guida sul cammino del momento presente perpetuo. È lì per insegnarci la presenza e dirci: “fermati; ma poiché non ci riesci, ti mostro l’esempio e ti costringo a vivere la mia presenza.”

Che cosa fa allora la medicina? Essa somministra farmaci per cercare di tacitare il dolore (‘’il male che dice’’) permettendoci di pensare nuovamente ad altre cose, cioè di ritrovare i nostri pensieri di prima, quelli che appartengono al dominio del passato, quelli che ci impediscono di vivere l’istante presente, che è l’unico segno della salute. Grazie a questo meccanismo del farmaco, la medicina ci impedisce di svegliarci a un’altra coscienza e ci mantiene in un funzionamento patologico che genererà altri sintomi, altri dolori, quindi altre malattie… ed è un ingranaggio senza fine. La constatazione è senza appello: ci sono sempre più malattie e sempre più malati, curati da sempre più medici (ne mancano sempre di più nelle città e negli ospedali) che prescrivono sempre più farmaci.

Se l’uomo prende coscienza di tutto ciò, metterà in atto degli atti per far scomparire la malattia e vivere la presenza senza il suo aiuto. Solo l’atto di presenza, vissuto in coscienza, può permettere all’uomo di vivere armoniosamente nella salute. La scelta di questo atto è necessaria e indispensabile. Coloro che non riescono a vivere questa presenza nell’azione scelgono di non viverla. È la loro scelta, ma siamo totalmente responsabili delle nostre scelte.

La dento-umanosofia ci fornisce degli strumenti per accedere a questa scelta. Per questo è vitale (e la parola non è troppo forte, altrimenti siamo nella sopravvivenza) decidere, da noi stessi, di fermare la nostra ‘’gesticolazione’’ quotidiana per fare un ‘’fermo immagine’’, cioè prendere alcuni minuti del NOSTRO tempo (perché si tratta bene del nostro tempo; io sono il solo padrone del mio tempo.) per posarci nell’istante e sgranocchiare un innocuo piccolo apparecchio di gomma.

Per il mondo di internet, questo non è serio, eppure !!! Questo mezzo ci permette di passare dall’inconsapevolezza totalmente cieca a una coscienza sempre più illuminata, coscienza che ci permetterà di svegliarci all’essenziale, alla vera vita programmata per l’uomo.

Allora discerneremo la trappola veicolata dall’intelligenza artificiale di internet, che non è che un’illusione, e ritroveremo il tempo necessario per questa vera vita. È l’unica via che può permetterci l’accesso al benessere e alla salute.

  • vedi il mio ultimo libro ‘’ Dall’egoismo all’Amore ‘’

IL MIO ‘’ANGELO’’

Ho vissuto in un certo modo e vivo in un altro modo accanto a un ‘’Angelo’’. Mia moglie Christine è stata, è e sarà per sempre un maestro spirituale che si potrebbe definire ‘’ordinario’’ rispetto ai maestri conosciuti e riconosciuti come insegnanti spirituali.

Esistono, penso e lo desidero per l’umanità, molti maestri ordinari che trasmettono il loro insegnamento attraverso il loro stato d’essere, attraverso ciò che emanano di verità, bontà e Amore. È questo che Gitta Mallasz (1) aveva chiamato ‘’ la spiritualità nell’ordinario ’’, perché non esistono diverse spiritualità; solo La Spiritualità vissuta quotidianamente può pretendere questo titolo. Tutto il resto rimane allo stadio della letteratura.

I ‘’Grandi’’ maestri dell’umanità sono necessari, ma a volte purtroppo non sufficienti, perché possono rimanere allo stadio di questa teoria letteraria per alcuni ‘’discepoli in erba’’. Infatti, questi ultimi possono persino appropriarsi degli insegnamenti e diventare ‘’pseudo maestri’’ agli occhi dell’immensa popolazione che soffre della sua mancanza di spiritualità.

Questa sofferenza è esponenziale e progredirà a una velocità sempre maggiore, nella misura della presa di coscienza dell’umanità riguardo alla distruzione del pianeta, quindi dell’uomo, perché è bene la Terra e il cosmo a nutrire interamente l’uomo, attraverso gli alimenti, l’acqua, l’aria, il calore o detto altrimenti il minerale (solido), il vegetale (liquido), l’animale (gas-aria), l’umano (calore).

Questo scenario ha permesso a numerosi ‘’pseudo maestri’’ di creare formazioni sul ‘’benessere’’ dove si riuniscono tutti i sofferenti del materialismo, che non trovano via d’uscita al loro malessere… e la domanda è, anche qui, esponenziale.

Ho fatto parte di questi sofferenti e avrei potuto far parte di quelli che sono accecati dal carisma di questi ‘’pseudo maestri’’, se non avessi avuto un ‘’Angelo’’, al mio fianco, per instillare in me la spiritualità in ‘’endovena’’, cioè a goccia a goccia, senza fretta né volontà di convincere. Mi ha lasciato, o meglio mi ha dato il tempo necessario per svegliarmi gradualmente, lasciandomi vivere lo stadio del cartesianesimo puro e duro, necessario penso all’essere umano attuale. Poi mi ha permesso, grazie alla sua sola attitudine, di fare la differenza tra religione e spiritualità, religione che avevo respinto totalmente.

Christine è un’anima di una purezza rara. Non le conosco nemici, forse degli invidiosi, perché è vero che la sua bontà naturale dà voglia. Il mio karma (il nostro karma) mi ha dato il privilegio di frequentare questo essere eccezionale che continua, grazie alla malattia (2), a insegnarmi a lavorare sulla nostra TASCIA suprema… l’eccesso di egoismo (3).

E la partita non è mai vinta definitivamente, perché l’ego è ovunque poiché rappresenta ‘’chi siamo sulla Terra.’’ Nel corso dell’evoluzione, ci siamo staccati dal nostro Grande Io lasciando, oggi, tutto lo spazio all’ego. Questo passaggio era necessario affinché l’uomo accedesse alla sua propria individualità.

Ora, è giunto il momento di ritrovare la nostra parte spirituale invisibile, ‘’smarrita’’ poco dopo la nascita, parte che alcune e alcuni tra noi possiedono ancora in modo più marcato. Sono tutte queste persone che veicolano il bene sulla terra senza alcun pensiero malsano. Questi esseri che sono contagiosi del buono e del bello e che interpellano colui che non è ancora sul cammino.

Questi ‘’angeli’’ si sono incarnati sulla Terra per tirare verso l’alto tutte quelle e tutti quelli, incollati nel loro egoismo portato al parossismo. Perché, non ci si può più coprire gli occhi, siamo tutti lì, incollati in questo eccesso di egoismo che ci trascinerà inesorabilmente, se non agiamo, verso una guerra di tutti gli esseri umani tra loro (questa guerra è chiamata ‘’guerra di tutti contro tutti’’ in alcuni testi sacri).

Ci è chiesto, oggi, di iniziare ad invertire la tendenza e di diventare gradualmente i futuri ‘’angeli’’ di domani, affinché tutte quelle e tutti quelli, che si sono sacrificati per noi, non l’abbiano fatto invano.

Avremo allora compiuto la nostra TASCIA sulla Terra.

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Ho lasciato il mio corpo,
questo strumento prezioso che mi è stato dato
per compiere la mia missione sulla terra.
Si è troppo consumato dal tempo.
So che mi sarà dato un altro strumento,
più adatto per una nuova missione.

Anche tu hai una missione, una missione unica.
È benefico compierla bene
per quanto questo raro dono del Cielo

  • il tuo corpo terrestre -
    è utilizzabile.
    Altrimenti hai vissuto invano

1 Gitta Mallasz : autrice dei ‘’dialoghi con l’angelo’’ Ed : Aubier

2 Mia moglie è affetta dalla malattia di Alzheimer da oltre dieci anni.

3 Vedi l’ultimo libro che la mia mano ha scritto : ‘’ Dall’egoismo all’Amore ’’)

L’obbligo di accedere all’‘’amore’’ :**Estratto dal mio libro ‘’dall’egoismo all’Amore’’

Il male è un bene che non è al suo posto. L’immagine della bilancia è molto rappresentativa di questa citazione. Perché il fléau rimanga verticale, deve esserci una perfetta uguaglianza tra il peso a destra e il peso a sinistra; un milligrammo di differenza e il fléau si muove. Un milligrammo di bene in ‘’troppo’’ o in ‘’troppo poco’’, ed è lo squilibrio. Misuriamo la perfezione, che ci è chiesto, per raggiungere questo obiettivo. L’abbiamo visto, attraverso la nostra confronto tra maschile e femminile. È una prova di tutti i secondi della nostra vita. Ma l’obiettivo, per il momento, non è di mantenere permanentemente il fléau della bilancia verticale, ma di passare regolarmente per questa posizione tra gli squilibri successivi, come realizziamo durante il cammino. Questo passaggio significa vivere l’istante presente, che è sempre effimero, poiché non dura. Possiamo vivere solo presenti successivi; nel momento in cui scrivo questa riga, la riga precedente è già nel dominio del mio passato, ma mi servirà per scrivere la riga successiva, che diventa il nuovo presente prima di cancellarsi nuovamente nel passato. Ma tutte queste righe, scritte una per una nel presente, preparano le righe future. Tutto questo diventa mobile. Il presente è bene la fonte del passato e del futuro. Passo per lui tutto il tempo, ma non posso mai fermarmi. Attraverso l’esempio del tempo, abbiamo la comprensione dell’oscillazione permanente della bilancia che deve passare regolarmente per il centro senza potervi dimorare a lungo. Questo deve essere il funzionamento permanente dell’uomo, perché è quello della natura a tutti i livelli. Lo vedremo più avanti, per chi ne è interessato, con l’esempio della masticazione.

Per raggiungere questo obiettivo, come abbiamo già visto, ci verrà chiesto di cacciare il nostro egoismo in ogni sua angolazione, ovvero di scoprire il male là dove si trova.

- Dove si trova il male?

Il male, ora lo sappiamo, è onnipresente poiché esiste fin dall’inizio della nostra vita. Ma ha raggiunto un potere così gigantesco che la quasi totalità dell’umanità non lo percepisce più. Si è insinuato molto gradualmente e in modo insidioso in tutti i campi della vita. Senza fare rumore, si nasconde dietro le invenzioni fisiche, sempre più fantastiche le une rispetto alle altre, per arrivare a ciò che l’umanità chiama: il progresso. Perché, non dobbiamo sbagliare constatazione; il male non si riduce soltanto, come si potrebbe pensare, alle cattive azioni degli uomini. È qualcos’altro di molto più attivo, poiché è anche il frutto delle creazioni umane; è eminentemente più concreto e soprattutto di una potenza mai raggiunta prima sulla Terra. Incliniamoci su ciò che R. Steiner ci dice su questo argomento.

‘’ Ma ora, nella nostra quinta epoca, gli esseri umani dovranno lottare con il male in modo elementare. In particolare, è attraverso il dominio da parte dell’uomo delle diverse forze della natura che le motivazioni e gli impulsi del male agiranno nel mondo con una potenza gigantesca. E le forze opposte, le forze del bene, dovranno aumentare nella resistenza che gli esseri umani saranno costretti a sviluppare, a partire dai fondamenti spirituali (della loro natura). In particolare, è attraverso lo sfruttamento della forza dell’elettricità, che raggiungerà proporzioni che superano di gran lunga quelle assunte finora, che già nella quinta epoca sarà possibile agli esseri umani diffondere il male sulla Terra. Ma il male sommergerà anche la Terra direttamente a partire dalla forza dell’elettricità stessa.’’

Queste parole, pronunciate all’inizio del XX secolo da una personalità dotata di una chiarezza di visione di cui nessuno può negare l’autenticità, sono di una precisione ‘divina’. Alla sua epoca, l’elettricità era ancora ai suoi esordi. Ci predice che l’uomo può distruggere l’umanità e la Terra con l’elettricità e poi i suoi derivati, il magnetismo e il nucleare.

Ora, proviamo a fermarci un istante e ad osservare gli eccessi dell’elettricità, del magnetismo e del nucleare. Se siamo capaci di astrarcici da tutte le nostre credenze insegnate, e di vedere effettivamente i danni giganteschi causati da tutti questi eccessi, avremo fatto un piccolo passo verso il risveglio della nostra coscienza. Ma il più complicato deve ancora venire. L’uomo ha creato una gigantesca sfera, nata dall’elettricità, così potente che irradia come un anello planetario, lontano tutto intorno alla Terra. Alla base di questa monumentale sfera elettromagnetica si trova la scoperta del sistema binario, cioè: lo 0 e l’1. Ne dobbiamo la scoperta a Sir Francis Bacon negli anni 1500. Quest’uomo sarà in realtà il scopritore del futuro sistema informatico attuale, che si basa anch’esso sulla modalità binaria. E il punto culminante del sistema informatico attuale è … INTERNET. Perché questo binario è catastrofico? Perché, solo la triarticolazione è naturale sulla Terra. Tutto ciò che si discosta da questa legge è distruttivo.

  1. Steiner ci ripete in molte conferenze che, per sconfiggere le forze del male, è necessario prima di tutto vederle; non si può riconoscere un avversario solo se lo si percepisce. In questo caso specifico, ci aiuta a discernere il male, anche se ciò ci richiederà grandi sforzi poiché internet incarna il progresso, con la P maiuscola, agli occhi del mondo. Infatti, nessuno può negare i vantaggi del sistema digitale, nel senso della sua velocità di esecuzione, che è una garanzia di progresso innegabile da quando l’uomo esiste. Tutto deve andare sempre più veloce, perché l’uomo non ha mai tempo e gli corre dietro.

Ma come si può correre dietro al tempo, quando dipende solo da noi? Siamo noi che dovremmo decidere del nostro tempo. Siamo padroni del nostro tempo; ci appartiene. Fa parte della nostra libertà, del nostro libero arbitrio decidere cosa possiamo farne. E le forze avversarie materialiste hanno fatto in modo di cambiare questo stato di fatto, invertendo il tutto e rendendo il tempo, padrone dell’uomo. A questo stadio Internet è arrivato giudiziosamente per dare all’uomo lo strumento “geniale”, indispensabile per aiutarlo a combattere il tempo e a non poter mai vivere la presenza. Perché voler guadagnare tempo è non vivere mai l’istante presente (non passare più per l’equilibrio della bilancia). È l’obiettivo unico delle forze materialiste: attaccare l’uomo alla Terra e rendere impossibile il ritorno alla sua parte spirituale. Questo è confermato dalla generalizzazione delle deformazioni delle nostre bocche, che sono i segni fisici della nostra incapacità di vivere l’istante presente.

Poche persone hanno coscienza della posta in gioco che si sta giocando, con l’ascesa al potere dell’intelligenza artificiale. I ricercatori più eminenti in cibernetica situano il suo potere assoluto nel 2050, o addirittura nel 2040. Uno dei suoi numerosi obiettivi è collegare il cervello umano direttamente a internet. L’intelligenza artificiale significa che le macchine prenderanno il potere sull’uomo, (il che è già ben avanzato) che sarà allora ridotto al ruolo di robot stupido. R. Steiner ha detto, all’inizio del XX secolo, che se l’uomo sviluppava in modo significativo l’elettricità, diventerebbe IDIOTA. Se questa eventualità si realizza senza alcuna opposizione, sarà la fine inesorabile dell’umanità perché le forze materialiste avranno trionfato imponendo i loro poteri. Sono arrivate all’impresa di trasformare, agli occhi del mondo, il male in bene. La domanda ricorrente pronunciata da coloro che hanno coscienza di queste parole è la seguente: “Perché smettere di usare internet mentre continuiamo a servirci dell’elettricità, del magnetismo e del nucleare? Perché non servirsi delle forze del male per combattere proprio questo male?”

Queste domande sono molto giudiziose e ci fanno misurare ancora, per la loro legittimità, la potenza di queste forze avversarie. Sono onnipresenti per seminare il dubbio in noi. Infatti, oggi non possiamo fare a meno dell’elettricità e dei suoi derivati. E anche se iniziamo a misurare il pericolo del nucleare, abbiamo, anche qui, molta difficoltà a eliminarlo. L’energia elettrica di base sembra per l’istante indispensabile ma è lo stesso con il telefono cellulare e tutte le sue applicazioni… e internet?

“Gli uomini dal pensiero materialista credono che il mondo spirituale non esista perché non lo vedono. Ma nelle profondità della propria anima, l’impulso verso il mondo spirituale non è assente, benché lo neghino. Eppure questo impulso c’è. In ogni anima umana, esiste una tendenza naturale, un amore vivo per il mondo spirituale, anche nelle anime materialiste. Gli uomini si rendono semplicemente impotenti di fronte a questo impulso.

Ma esiste una legge: quando una forza è trattenuta da un lato, riemerge dall’altro. E ne risulta chel’istinto amore si trasforma in passioni e istinti sensuali…** E questi diventano delle perversioni dei sensi. Le perversioni degli istinti sensuali, tutte le deformazioni abominevoli delle passioni sensuali sono la contropartita di ciò che nel mondo spirituale sarebbero delle virtù nobili, se le forze che dovrebbero essere impiegate nel mondo spirituale non fossero state deviate verso il mondo fisico.”_

Quando osserviamo l’enorme posto della sessualità e della pornografia su internet e nella nostra vita di tutti i giorni, non possiamo, ancora una volta, che constatare la veridicità delle parole di R. Steiner.

Quando ho preso coscienza, nel profondo di me stesso, del veleno di queste “scoperte” provenienti dal digitale, ho smesso di usare ciò che chiamo il superfluo, cioè la dose che rende il veleno mortale (telefono cellulare, accesso a internet ecc...)*. Mi sono accorto allora che, non solo non mi mancava assolutamente, ma inoltre una certa forma di stanchezza era scomparsa. Ne ho preso ancora più coscienza, quando ho iniziato a scrivere questo libro dove ho avuto di nuovo bisogno del computer. Dopo un’ora, devo smettere di usare la macchina “del diavolo”, perché mi “pompa” tutta la mia energia. Devo allora ritrovare rapidamente la natura perché mi parli.

Ma allora come si può contrastare questa gigantesca ragnatela che ha incollato l’intera umanità?

  • Mi servo del prodotto del ‘‘male’’, attraverso questo sito, nel solo scopo di interpellare gli uomini sull’abuso dell’uso di internet e dei telefoni cellulari.

- Le forze del bene

Utilizziamo le creazioni delle forze materialiste ovunque, quando accendiamo una lampadina, guidiamo un’auto, guardiamo la televisione o ascoltiamo musica. Più le useremo e più annihileranno la nostra facoltà di discernimento e faranno scomparire le forze necessarie alla sua sconfitta. Usando questi strumenti banalizziamo tutto e ciò è già iniziato in modo molto significativo. Questa potenza elettromagnetica sta distruggendo, in modo insidioso, tutta la struttura neurologica dell’uomo che è il supporto del Corpo Sentimentale. Danneggia anche il Corpo Vitale. Ma tutto ciò non si vede in modo evidente; poche persone sono capaci di fare i collegamenti, quindi l’uomo materialista non può rendersene conto. Alla luce di queste illuminazioni, è necessario eliminare ciò che è ancora possibile e non totalmente indispensabile, per creare di fronte le forze sufficienti per arrivare a sopprimere progressivamente la totalità delle forze avverse. Questo inizia dal più grande fléau: internet.

Per questo R. Steiner ci dà ancora delle piste. Ci parla di sviluppare totalmente l’amore universale, l’amore disinteressato, cioè privo del sé. Ma come si può fare per sopprimere il portatore dell’egoismo, vale a dire il suo ego? È LA domanda fondamentale. Mi sono scontrato a lungo con essa. Per definizione, esistiamo proprio grazie a questo io; è persino il frutto dell’evoluzione fino ai nostri giorni. Allora, come ci si può liberare senza scomparire con esso? Ho misurato ancora una volta ciò che rappresenta l’antroposofia; essa è la scuola dell’umiltà perché ci rivela in ogni istante che non conosciamo nulla ma che SAPIAMO in eccesso e quando si fa solo sapere, si diventa sufficienti.

Or il sapere non conosce nulla e la conoscenza sa tutto.

‘’ Cos’è la parola ‘‘io’’? È tra tutte le parole quella che occupa un posto tutto particolare nel linguaggio umano. L’essere umano inizia ad usarla verso l’età di tre anni, un’età in cui non dispone ancora di una vera coscienza di sé. È per questo che si impara questa parola in un primo momento in modo automatico. La nascita dell’io avviene solo all’età di 21 anni. Ma ciò che appare allora non sarà mai, per tutta la vita, il vero io. L’uomo ordinario ritrova il suo vero io solo nella morte. Così, per tutta la sua vita, l’essere umano usa questa parola solo ‘‘provvisoriamente’’. Questo uso provvisorio della parola ‘‘io’’ è un punto su cui tutto meditante deve prestare particolare attenzione. Deve imparare che non può trovarsi che sul cammino della scoperta del suo io vero, prima cercando di provare la sua presenza attraverso le sue tre coperte (corpo fisico, corpo vitale, corpo sentimentale)….

Questo io non è di per sé egoista. Non appena questo io è liberato da queste tre velature, non chiede che diffondersi nel cosmo. ’’ R. Steiner

Per sperare di separarsi dal proprio io terrestre, bisogna far penetrare il IO universale, quello che ci segue dalla prima delle nostre incarnazioni; uno dei cammini per riuscirci è l’accesso al perdono vero… e in seguito all’Amore.

Ma come si fa a far entrare questo IO universale in noi? Per sperare di andare a darle del tu, avremo bisogno degli altri perché, da soli, siamo permanentemente consegnati al nostro piccolo io e alle sue tre velature egoiste.

È negli anni venti del secolo scorso che R. Steiner fu interpellato da un gruppo di giovani, investiti nell’antroposofia, e volendo fare il passo di una vita basata su un lavoro spirituale in comunità. Rispondendo a questi giovani, nominò allora, per la prima volta, il concetto di ‘‘cerchi di forze’’.

‘’ Se volete prendere l’esoterismo sul serio, dovete sapere che è un’attività nata da impulsi concreti provenienti dal mondo spirituale. Non si può che tendere ad essa. L’antroposofia è una di queste vie. Formare una tale comunità significherebbe decidere di seguire questa via… Quando parlate di contenuto ‘’spirituale’’, dovete essere consapevoli che si tratta di qualcosa di vivente. Lo spirito è qualcosa di vivente, e un tale circolo non può quindi essere qualcosa di morto. In altre parole, deve essere un circolo di forze. La sua caratteristica è quella di essere vivente. La salute del tutto poggia sulla salute delle sue parti. Se cercate di ottenere una vera comunità, dovete cercare anche che il tutto influenzi le parti così come le parti influenzano il tutto. Si tratta, in una tale comunità, di accogliere reciprocamente i karman. Ne risulta una sofferenza comune ma anche, e (detto con forza da R. Steiner) delle gioie comuni.

Ciò presuppone che non si proceda, come si fa oggi abitualmente, stabilendo i paragrafi 1, 2 e così via di programmi destinati a riunire i membri. Gli esseri umani devono essere accolti in quanto esseri umani e non in quanto membri riuniti da un programma, accolti in quanto esseri umani, in quanto prossimi con tutte le loro imperfezioni. Non appena tale circolo sarà trovato, potrà anche impegnarsi sulla via esoterica. Questo si presenterà quando il circolo si sarà trovato. Il circolo deve essere presente prima di poter decidere se può impegnarsi su una via esoterica.’’

  1. Steiner propone allora, per la prima volta, la creazione di un circolo di forze; è un gruppo di persone che si conosce molto bene e condivide i valori dell’antroposofia, quindi l’importanza primaria di ritrovare la spiritualità in ogni individualità. Egli dà a questo gruppo di forze testi specifici da meditare ogni giorno, allo stesso momento, a ore ben precise. La grande particolarità di queste meditazioni è che vengono effettuate per gli altri. Non sono meditazioni di gruppo ma meditazioni condivise, vale a dire che ogni meditatore sarà solo nel luogo in cui si trova (può trovarsi su un altro continente).

La grande rivoluzione è la nozione di meditare per l’altro. È l’unica situazione che permette di liberarsi dal proprio egoismo e di sperare di incontrare il Sé universale. Vediamo cosa ci dice R. Steiner sulla meditazione:

‘’ Bisogna distinguere preghiera e meditazione. La preghiera abituale serve generalmente solo alla soddisfazione di sé stessi. La vera meditazione è un compimento di una volontà spirituale inerente allo spirito del tempo. Mediante l’esercizio della meditazione si dà alle forze spirituali di penetrare nel divenire terrestre. I mondi spirituali cercano di penetrare oggi nello sviluppo terrestre, ma non possono farlo se l’essere umano non prepara loro lo spazio attraverso la meditazione. La meditazione crea come una lacuna nel mondo fisico dove le entità spirituali possono penetrare con la loro azione.’’

Lo spazio preparato dalla meditazione corrisponde all’arresto del fléau della bilancia sulla verticale, al vivere i momenti presenti in modo ininterrotto, a dominare le forze avverse durante tutto il tempo della meditazione, al fine di permettere alle forze universali originarie del bene di prendere il posto lasciato libero.

R Steiner spiega a questi giovani che, volendo riunirsi in comunità e creare un circolo di forza, impediscono ogni azione delle forze avverse. Si liberano allora dal loro egoismo e possono, a questo stadio, sviluppare l’amore incondizionato privo del sé.

‘’ La potenza della forza materialista è così forte oggi sul piano fisico che nessun singolo ‘’io’’ può misurarsi con essa.(ne abbiamo la conferma con internet; chi può fermarla?) Di conseguenza nessun ‘’io’’ umano può essere sicuro oggi di poter realmente compiere un atto fisico che ha deciso di fare.(crede di esserne l’attore mentre è manipolato inconsciamente dalla forza materialista ) D’altra parte, il campo di lavoro nel quale avete deciso di compiere atti è un campo al quale la potenza materialista non ha accesso. È per questo che dipende solo da voi compiere in esso gli atti che vi siete proposti. Avete così la possibilità di compiere atti in piena libertà e, in seguito, di esercitare la fedeltà.’’

Per raggiungere questo livello spirituale, sarà necessario sviluppare i nostri organi del Corpo di Vita (come il cervello del cuore). Ciò può realizzarsi solo con l’acquisizione di una totale coscienza morale. Quest’ultima ci permetterà di acquisire forze morali in grado di dirigere qualsiasi macchina o materia.

È una vera rivoluzione intellettuale; l’uomo diventerebbe capace di utilizzare la materia a suo piacimento, con come unica energia… la sua moralità. Immagino la reazione di alcuni: «Ecco, siamo al culmine; qual è ancora questa idea? Si potrebbe spostare un blocco di pietra solo con il pensiero?» E se Obélix ci avesse mostrato la via?

Eppure questa capacità va nella direzione dell’evoluzione e della coerenza, quando evochiamo una legge del mondo spirituale che stabilisce che ripetiamo sempre l’antico con il germe del nuovo (lo vedremo con la biografia). Infatti, attraverso la nozione di forza morale, R. Steiner ci dà finalmente la spiegazione del segreto delle piramidi. Come hanno fatto gli Egizi a trasportare e issare i blocchi di pietra per edificare i loro monumenti? Nessuna spiegazione è stata ancora trovata, e per causa sua, poiché non esiste alcuna spiegazione, se prendiamo come riferimento il solo punto di vista scientifico fisico. Alcuni Egizi possedevano, già dalla nascita naturalmente, forze morali provenienti dal loro Corpo di Vita (quelle che ci viene chiesto di sviluppare attualmente). Le hanno utilizzate per scolpire e sollevare la materia. Poi queste forze sono progressivamente scomparse con la perdita del nostro legame con il mondo spirituale; tutto ciò si è svolto senza la coscienza. Oggi ci viene chiesto di acquisirle, ma questa volta, in coscienza.

La fisica quantica si avvicina a questa rivelazione dimostrando che, durante un esperimento, è il pensiero dell’osservatore a influenzare l’atomo. Mette in evidenza che il pensiero domina la materia. La famosa frase: “il pensiero è creatore” riprende allora tutto il suo senso.

Una macchina, propulsa dall’energia morale, è già esistita, alla fine del XIX secolo. È stata creata dall’americano John Worrell Keely. Keely non ha avuto coscienza subito che era azionata dalle sue stesse forze morali. Ha creato un entusiasmo senza precedenti, soprattutto da parte dei finanzieri. Ma quando questi ultimi si sono accorti che era lui l’unico a poterla mettere in azione, non hanno dato seguito ai loro investimenti. Ma il più incredibile in tutto ciò è che questa invenzione è passata totalmente inosservata agli occhi del mondo. È stato necessario che mi interessassi molto da vicino all’antroposofia per conoscerne l’esistenza. Quindi, non siamo più allo stadio dell’utopia o delle credenze, poiché una macchina è già stata sviluppata da un uomo. Ma la potenza delle forze avverse, che hanno raggiunto il loro punto culminante grazie al materialismo giunto al suo apogeo nell’anno 1900, è tale che semplicemente l’idea di forza morale è caduta nell’oblio.

Se gli uomini avessero potuto, a quell’epoca, sviluppare la loro parte spirituale, avrebbero fatto funzionare tutte le loro scoperte grazie all’energia morale e l’elettricità sarebbe rimasta al suo stato naturale. Ora si chiede agli uomini di mettersi in movimento per ritrovare queste forze morali, inghiottite per il momento dalle forze avverse. Lo sviluppo di queste forze morali sostituirà progressivamente le forze provenienti dall’elettricità. Questo passa attraverso l’annientamento di ogni egoismo a favore di un Amore incondizionato dapprima terrestre.

“L’incarnazione di Cristo è un fenomeno cosmico; per questo la comprensione di questo mistero richiede preliminarmente la conoscenza esoterica della formazione del mondo, simultaneamente a quella dell’uomo di cui fa parte integrante: l’evoluzione dell’uomo, di cui l’evento cristico costituisce una tappa centrale, è inscindibile dal nostro universo, in modo che non si può veramente comprendere né l’uno, né l’altro, se li si studia isolatamente come fa la scienza materialista...

Fronte all’impotenza della scienza attuale a spiegare il mondo diversamente tramite teorie puerili, di fronte alla sua sufficienza e al suo accecamento, l’anima umana, troppo spesso negata dal pensiero razionalista, ci rivela nondimeno la sua esistenza almeno ogni volta che si risveglia in noi il desiderio di conoscere lo spirituale…’’ R. Steiner

Questo mondo materialista, orfano per ora della sua parte spirituale, provoca inconsciamente eventi che ci permettono, se ne prendiamo coscienza, di elevarci verso queste forze morali. Tutte le difficoltà incontrate dalla società attuale sono veri e propri regali poiché sono, in realtà, i “mal detti” sociali. Ci spingono ad attivare una solidarietà, passeggera certo, ma esistente comunque. Questa solidarietà ripetuta potrà portare gradualmente a una prima bozza di fraternità. Quest’ultima è la prima partizione della triarticolazione sociale, Libertà – Uguaglianza – Fraternità. Se l’essere umano ne prende gradualmente coscienza, potrebbe essere l’inizio del cammino verso la sua metamorfosi dall’egoismo all’amore.

‘’ Il nostro modo individuale di comportarci rispetto alle conoscenze spirituali genererà in noi i germi di una vera morale del futuro.La morale del futuro si costruirà sulla conoscenza spirituale. O lo farà, oppure non sarà.’’

Femminile e maschile

(Complemento alla continuazione della scrittura del “mio” libro “Dall’egoismo all’Amore”)

Come ho descritto nel mio libro “Dall’egoismo all’Amore”, il maschile ha preso il potere sul mondo attuale. Tutto ciò che riguarda il materialismo è sotto la sua dominazione. Nulla gli sfugge e coloro che tentano di portare un altro modo di vedere, sono spazzati via dalla potenza verbale e intellettuale del maschile. Di fronte a un maschile +++, il femminile prova grandi difficoltà a esprimere ciò che sente.

La continuazione dell’evoluzione della nostra umanità deve passare inesorabilmente dall’incontro (dovrei dire dal ritorno) del femminile nel maschile.

Possiamo prendere l’esempio della bilancia, con il piatto destro pieno di maschile mentre il sinistro è occupato dal femminile.

Possiamo fare un’analogia tra femminile-maschile e qualitativo-quantitativo.

Infatti il maschile pensa il quantitativo, cioè il numero; include il totale e incarna il potere.

Il femminile vive il qualitativo, la qualità di ciò che è.

Il maschile chiacchiera il suo sapere mentre il femminile esprime la sua conoscenza. Si può assimilare il femminile alla parte universale del Io che entra nell’ego, lasciato nel maschile.

Possiamo prendere come esempio il riso. I chicchi di riso allo stato grezzo sono quantificabili; poi si aggiunge l’acqua (la vita nel quantitativo) che penetrerà gradualmente i chicchi di riso (che saranno sempre ugualmente numerosi in quantità). Questi ultimi si gonfieranno grazie all’assorbimento dell’acqua, esaleranno il loro aroma e riveleranno il loro sapore. Assistiamo a una reale metamorfosi tra un numero di chicchi secchi e lo stesso numero impregnato di vita. Il peso del piatto sinistro della bilancia aumenterà gradualmente per invertire la tendenza con una dominazione del femminile. Questo è possibile con il riso ma non lo è con il femminile; è impossibile per quest’ultimo dominare il maschile; ma come vedremo, può arrivare all’equilibrio.

Quando il femminile incontra il maschile, accade lo stesso evento. La vita penetra nell’uomo secco e rigido e lo rende malleabile e gradualmente umano. L’essere umano esala il suo sapore e rivela il suo gusto attraverso il suo femminile. L’alchimia dell’essere umano può installarsi. L’uomo passa da animale pensante a Essere Umano. A questo stadio l’Uomo non chiacchiera più; si esprime utilizzando la sua qualità di comunicazione al servizio della conoscenza femminile.

È il passaggio dal 2 (maschile e femminile separati) alla riunificazione dell’1. L’Essere Umano può esprimere tutta la quintessenza del suo femminile in una rigore e un quadro maschile. Il suo pensiero, sentimento e volontà sono in armonia; può allora creare atti buoni accompagnati da belle parole con pensieri giusti. È l’apparizione dell’Uomo rivelato in tutta la sua armonia.

A questo stadio l’UOMO avrà compiuto ciò che l’evoluzione gli chiede, la creazione della decima gerarchia spirituale, la gerarchia dell’Amore e della Libertà.

Questa epoca non è prevista per subito, ma ci è chiesto espressamente di prepararsi seriamente, andando progressivamente incontro al femminile esistente in ogni uomo e ogni donna. Questo femminile che permetterà di far tacere l’arroganza del maschile, funzionante da solo, portando la bilancia alla sua posizione di equilibrio dove nessuno domina, ma dove ciascuno è al servizio dell’altro.

Avremo allora ottenuto la riunificazione del 2 in 1, l’unità primordiale dalla quale tutti siamo discesi. Il Dono che ci è stato fatto fin dall’origine dei tempi e che portiamo con noi ad ogni nascita, Dono che smarriamo dopo i tre anni (con l’apparizione della dominazione maschile), e che dobbiamo restituire, quando l’uomo ne prende coscienza, con la fioritura della vita del suo femminile (1).

Si può anche vedere un’altra analogia, quella della verità e della realtà descritta in (1). Possiamo associare la verità al maschile e la realtà al femminile.

Per riassumere rapidamente la differenza tra le due, possiamo prendere l’esempio di un bambino che deve andare a comprare il pane. Sua madre gli dà 10 euro e ogni pane vale 2 euro. Il bambino non sa ancora contare ma è accompagnato da un amico che, sapendo calcolare, dice al suo amico, ‘’ tu riceverai 5 pani ’’. Ma, quando arriva dal fornaio, questi dà un pane gratis quando gliene si comprano 5.

La verità matematica è bene 5, mentre la realtà è 6.

Questa storia ci porta a questa riflessione.

‘’ Il pensare non deve mai essere abbandonato a se stesso senza il quale giungerà solo a ciò che è esatto ma non a ciò che è veritiero.’’ (2)

Quando ho incontrato questa frase, ho realmente compreso tutto il funzionamento che la società (quindi l’uomo di oggi) ha messo in atto attraverso il maschile e ‘’ le sue verità ‘’ che ho anche chiamato ‘’ credenze ‘’, siano esse scientifiche o religiose. Il maschile funziona con il suo cervello sinistro, analitico, puramente intellettuale. Il suo funzionamento si basa solo sulle ‘’ verità ‘’ matematiche, fisiche ecc…

Il femminile ha adottato il cervello destro, creativo, artistico che porta a una realtà che fa completamente astrazione dalle ‘’ verità ‘’ insegnate. Scrivendo queste righe mi ricordo le parole che scambiavo con mia moglie, prima della sua malattia. Quando le dicevo, ‘’ ti spiegherò ’’ e lei mi rispondeva, ‘’ non spiegarmi, non serve a nulla perché, io, sento e non capisco ciò che mi dici ’’, e io che insistevo essendo convinto che avrebbe capito. Mia moglie mi lasciava fare e ho capito, molto più tardi, che il suo amore era così grande che accettava senza dire nulla tutta la mia conoscenza, attraverso delle ‘’ affermazioni pseudo scientifiche ‘’, mentre lei conosceva la realtà.

Quando una verità (maschile) e una realtà (femminile) si riuniscono, si scopre LA Verità perché esiste un’unica Verità che si dissolve allora nella realtà. Questo avviene in modo magistrale quando il maschile si lascia penetrare dal suo femminile, quando questo maschile può esprimere ad alta voce (grazie alla sua potenza oratoria) la realtà che gli offre il suo femminile. A questo istante ha acquisito la competenza per confrontare questa realtà con ‘’ le sue verità ‘’ ben imparate e, in quel momento, SA che queste verità non sono giuste.

Il SAPERE ha raggiunto la CONOSCENZA; diventa al suo servizio.

È il regalo che mi ha fatto il mondo spirituale inviandomi la Dentosophia. Questo DONO che devo RESTITUIRE con tutta la mia anima.

È il Debito (vedere la frase del Padre Nostro: ‘’ Rimettici i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. ‘’)

(1) libro ‘’ dall’egoismo all’Amore ‘’

(2) Rudolf Steiner

La medicina moderna :

  • Un'enorme truffa
  • La più grande impresa commerciale del secolo

La questione della malattia e della guarigione

La guarigione è una parola di cui non sempre si misura la portata. Certo, tutti pensano comprenderla. Al momento del primo consulto pongo spesso questa domanda ai miei pazienti: «È uno shock per lei se le dicessi che il solo medico per lei, è lei stesso?».

Da millenni i più grandi Saggi situano il potere di guarigione nell'uomo. E questo non stupisce molti. In generale, i pazienti non sono sorpresi e acconsentano. Allora continuo: «Se siamo realmente il nostro proprio medico, perché allora consultare qualcun altro quando ci ammaliamo?»

La risposta è sempre la stessa: «Non si può risolvere tutto, soli».

Questo può sembrare giusto. Quindi consultiamo un terapeuta, i sintomi spariscono e quindi si parla di guarigione. Ma in quale momento siamo il nostro proprio medico in questa vicenda?

Infatti quando i pazienti parlano di “medico interiore”, non pensano ai poteri di auto-guarigione dell'uomo. Sono, ad esempio, il sistema immunitario, la cicatrizzazione, la guarigione delle fratture, che si realizzano tutte da sole, senza il nostro assenso. Si situano sotto il livello della nostra coscienza. Ma la guarigione si limita a questo? Quindi, cosa vuol dire guarire? Guarire è recuperare la salute.

Cos'è la salute? È «lo stato di benessere fisico e psichico, espressione di normalità strutturale e funzionale dell’organismo considerato nel suo insieme» (Treccani). Ma cos'è la normalità funzionale? Per la maggior parte delle persone è: non ammalarsi. Quindi quando poniamo la domanda:

«Cos'è la salute?»

«Non ammalarsi» è la risposta più frequente. Il linguaggio popolare dà definizione ad una parola tramite la negazione del contrario. Eppure questo non è possibile. La definizione di una parola non può essere basata sul suo contrario. Ci scontriamo contro l'evidenza: nel linguaggio popolare non si trova una definizione positiva del termine salute.

Vale lo stesso, per estensione, per il termine guarire. Se non si riesce a dare un senso a questa parola, è perché da decenni ci sbagliamo sulla direzione di pensiero da seguire.

Potremmo rinnovare la definizione di salute in questo modo:

è guarire sistematicamente quando siamo malati. Cosa totalmente diversa dal “non avere malattie”. La salute è la capacità di usare i propri processi d'auto guarigione in qualsiasi momento.

Andiamo oltre nella riflessione.

Questo processo d'auto guarigione vengono usati continuamente. Siamo confrontati, in tutti i momenti, a germi (virus, batteri...), ad aggressioni termiche (le brutali differenze di temperatura ad esempio), e quello che in medicina si chiama fisiologia (o lo stato normale) non è nient'altro che la capacità vitale dell'uomo di adattarsi di continuo. Tutti questi meccanismi si realizzano senza l'intervento della coscienza.

Ma in quale momento finisce l'adattamento ed inizia la malattia? Si potrebbe rispondere:

«quando le capacità d'adattamento sono sommerse di lavoro, si instaura la malattia».

Ma dove si trova la frontiera tra adattamento e malattia? È l'uomo che la definisce.

Infatti quando si ha la febbre, l'aumento della temperatura è prodotta dal corpo. Abbiamo quindi sempre un adattamento del corpo, ma questa volta abbiamo coscienza di questo adattamento e la febbre è considerata come il principio di una malattia. Si chiama sintomo, e questo allora non è più nel dominio dell'incoscienza.

Pertanto se il corpo provoca febbre, quando il bisogno si fa sentire, è che detiene il potere, allo stesso modo in cui l'uomo respira dalla bocca se gli si tappa il naso. Nessuno forza l'organismo ad aumentare la sua temperatura interna, è una funzionale biologica naturale, totalmente inconscia (è la costatazione della febbre che arriva alla nostra coscienza, non la sua attivazione), per tentare di bruciare alcuni “aggressori”. Si può dire che la reazione ad una malattia è anche un normale processo di vita. L'unica differenza, rispetto all'adattamento, è che prendiamo coscienza del sintomo.

L'adattamento potrebbe chiamarsi “malattia guarita senza coscienza”, e la malattia sarebbe allora un “adattamento consapevole”.

Per sostenere questi propositi propongo la seguente riflessione:

«Ci ammaliamo mangiando e guariamo noi stessi digerendo».

(L'esempio riguarda ovviamente un'alimentazione non tossica). Infatti se non assimiliamo gli alimenti attraverso la digestione ci ammaliamo (indigestione, vomito, diarrea). Se dura nel tempo, moriamo. Mangiare non è abbastanza, bisogna digerire.

Tuttavia è vitale mangiare poiché se non lo facciamo, moriamo ugualmente. Abbiamo quindi anche l'obbligo di mangiare.

Mangiare è indispensabile ma non è sufficiente, digerire è un passaggio obbligato. Questa digestione corrisponde alla degradazione delle molecole dei prodotti che arrivano dal mondo esterno. Dobbiamo trasformare tutto per assimilare e permettere tra le altre cose il passaggio delle molecole attraverso la barriera intestinale e polmonare. Non possiamo iniettare direttamente nel sangue gli alimenti non trasformati o l'aria senza causare la morte. Abbiamo quindi l'obbligo vitale di “umanizzare” qualsiasi apporto proveniente dall'esterno.

Siamo di fronte ad una legge della natura:

Tutto ciò che proviene dal mondo esterno è veleno (aria, alimenti) ma ciò nonostante ne abbiamo un bisogno vitale.

A partire da queste osservazioni potremmo dire:

La fame è il “sintomo” della malattia “mangiare”, che è fenomeno naturale, fisiologico ed indispensabile. Ne guariamo digerendo tutti i pasti, dalla nascita alla morte. Per tutti mangiare e digerire sono considerati come un processo normale. Quindi la fisiologia è guarire bene senza sosta.

Mi ammalo mangiando e guarisco digerendo.

Essere in buona salute corrisponde alla capacità di simulare costantemente i processi di guarigione.

Se la normalità è guarire sistematicamente, questo significa che la malattia è una necessità (come il mangiare) e la guarigione è un obbligo (come il digerire).

Potremmo anche comparare la malattia allo squilibrio e la guarigione all'equilibrio. Prendiamo ad esempio la camminata; quando camminiamo il piede destro, ad esempio, si trova per aria pronto a posarsi. In quel momento siamo in disequilibrio, ma non appena il piede tocca terra recuperiamo l'equilibrio, e così non appena il piede sinistro viene sollevato ci trascina in uno stato di squilibrio finché non torna a posarsi sul suolo e ritroviamo l'equilibrio successivo ecc... La camminata è un susseguirsi di equilibri e disequilibri.

In questo esempio, come per la malattia e la salute, il disequilibrio diventa necessità e l'equilibrio un obbligo.

Abbiamo visto che l'adattamento era in realtà una malattia regolata senza l'intervento della coscienza, che mette in atto i processi incoscienti di auto guarigione (come mangiare innesca il processo digestivo), mentre una malattia dichiarata ci fa prendere coscienza.

Ma coscienza di cosa?

Se il nostro organismo è capace di regolare la grande maggior parte degli adattamenti, PERCHÉ la malattia esiste? Ha sicuramente qualcosa da dirci e noi abbiamo obbligatoriamente qualcosa da capire, se no rimarrebbe allo stadio dell'adattamento.

La malattia avrebbe quindi un senso.

Si introduce qui la nazione per perché e del per cosa, ovvero:

Qual è il senso della malattia? Cosa vogliono dire queste patologie? E per quale scopo appaiono? Ricordatevi: Noi mangiamo e digeriamo, per lo più, in maniera armoniosa. Camminiamo senza cadere.

L'armonia è dunque la norma.

Se l'armonia è il naturale, l'uomo malato è un'illusione dell'uomo e un mondo malato è un'illusione del mondo. Le malattie sono a somiglianza del loro ospite (l'uomo), e il mondo è a somiglianza dell'uomo poiché è da questo creato.

Ma l'uomo percepisce il funzionamento di questo mondo allo stesso modo in cui percepisce le malattie: non è un'utopia! Come si può comprendere quest'altro modo di pensare?

È giunto il momento alcune modi di pensare dell'Antichità. Quando i nostri antenati illustri parlavano di un “medico interiore dell'uomo”, facevano allusione all'essere psico-affettivo, ovvero l'essere che pensa e che prova e non solo ai processi d'auto guarigione inconsci.

Annunciando che la malattia è una necessità e la guarigione un obbligo , come normalità, osserviamo che oscilliamo per tutta la durata della nostra vita, in maniera fisiologica, tra queste due. Il direttore d'orchestra di questa sinfonia è il funzionamento psico-affettivo. Questa indole ci fa propendere da un lato o dall'altro e in ogni momento dovremmo sapere dove dirigerci per comprendere la malattia. Possiamo sempre scegliere tra caos e armonia o malattia e guarigione (e non solo sollievo). La malattia è una funzione biologica naturale, come la vista o il respirare.

LA MALATTIA È PARTE DELLA SALUTE

La malattia diventa allora un'amica poiché ci dà senso. Ci guida costantemente per dire: «Non sei sulla buona strada. Non è grave, basta consultare la tua mappa e ritornare all'incrocio precedente. Allora sarai sulla via della guarigione».

Questa guarigione (ma anche la malattia) proviene sempre dall'interno (ovvero dal nostro essere), mentre molte persone pensano provenga dall'esterno.

La malattia deve farci prendere coscienza del fatto che il nostro modo di funzionare non è armonioso, ed esiste per avvertirci e permetterci di cambiare.

Ecco il vero senso della malattia:

Una presenza necessaria per svegliarsi e giungere ad una guarigione indispensabile per “crescere”.

E quando saremo tutti “cresciuti”, la malattia non avrà più ragion d'essere. Non avrà più nulla da dirci. Si fermerà allo stadio dell'adattamento. Si comprende meglio perché la malattia accede alla nostra coscienza invece di restare allo stadio dell'adattamento inconscio.

La malattia assume quindi tutta un'altra dimensione e la guarigione tutto un altro senso. Vedremo, in questa opera, come gli eventi della vita possono portare all'essere umano ciò di cui ha bisogno per avanzare nella comprensione della propria storia e innescare le proprie guarigioni.

Ecco quello che avevo scritto riguardo malattia e guarigione, nel 2007, nel mio primo libro “Denti & Salute”.

Come possiamo confrontare questa riflessione con la medicina attuale?

La malattia è presente per comunicare con noi. Lo farà tramite apparizione di sintomi; questi sintomi non sono altro che osservazioni visibili di un cambiamento funzionale dell'organismo. La medicina odierna le identificherà per catalogarle in diversi gruppi che definiranno le malattie e queste malattie saranno designate da nomi, a volte il nome stesso di colui che ha ne scoperto per primo i sintomi. Quindi a tutte le malattie viene dato un nome a seconda dei sintomi che non sono che osservazioni esterne inventariate; siamo in presenza delle conseguenze di una malattia che si innesca perché NOI – i malati – ne troviamo le cause.

Quando la medicina fa la sua diagnosi e dà un nome alla malattia, non conosce affatto le cause primarie originarie della patologia.

Però di fronte a queste malattie la scienza medica elaborerà medicine chimiche che dovrebbero guarire le malattie, medicine per controbilanciare delle conseguenze, cioè gli effetti della malattia.

Ma come si può sperare di guarire se non si va in fondo fino alle cause della malattie?

E allora si pone un'altra questione:

Ma in quale momento interviene il malato?

Quando avviene la presa di coscienza della propria malattia?

La maggior parte del tempo non esiste e il malato non interviene. Consegna il suo corpo alla medicina senza alcuna consapevolezza né coscienza e richiede una guarigione dall'esterno.

Nel 90% dei casi la guarigione sopraggiunge perché le forze di auto guarigione sono sufficienti e l'assunzione in concomitanza di farmaci non serve a nulla ma i pazienti non lo sanno e i medici, il più delle volte, nemmeno poiché è stato loro insegnato che i loro farmaci fosse davvero efficaci e curassero realmente le persone.

Infatti una persona malata senza coscienza è certamente in preda alla paura poiché la malattia è una forma di depressione del corpo e quando l'uomo è in depressione, ha paura. Ebbene la paura è sempre mantenuta dall'ignoranza; abbiamo sempre paura di ciò che non conosciamo (uno degli esempi maggiormente evocativi è il cancro, questa spada di Damocle che può può caderci addosso in qualsiasi momento perché la medicina non sa nulla sulle cause profonde del cancro).

Uno dei primi strumenti di “guarigione miracolosa” è la diagnosi che farà il medico; fatta la diagnosi, il paziente mette in moto il processo d'auto guarigione naturale unicamente perché il sistema psico-

affettivo non ha più paura: «la medicina ha trovato il nome della mia malattia, quindi la medicina sa, e se sa mi farà guarire».

La diagnosi è il primo placebo scoperto dalla medicina contemporanea. I farmaci sono inutili ma siccome verranno assunti in contemporanea del processo d'auto guarigione, si farà dei farmaci i responsabili della guarigione, e questa verrà giustificata dall'assunzione di tutti farmaci che il medico prescriverà.

Nessuno sarà in grado di parlare di tutti gli effetti che provocheranno i farmaci sull'organismo dei pazienti poiché nessuno ha studiato questi effetti su periodi sufficientemente lunghi. Invece non si può che constatare che le persone prendono farmaci e più ne prendono, come se non smettessero mai di passare di malattia in malattia... e il consumo di farmaci non fa che aumentare allo stesso modo delle “guarigioni”.

La medicina, che sa tutto, ha una risposta irresistibile a questo. “Essendo la durata della vita aumentata, grazie ai progressi della medicina, è normale che gli uomini consumino di più, perché vivono più a lungo”. E si potrebbe aggiungere che sono quindi, di conseguenza, malati più a lungo.

Ma se questa medicina guarisce perché ci sono ancora sempre più malati... e medici sempre più numerosi e oberati di lavoro per malati “guariti”, ecc... Non si può immaginare che la performance della medicina permetta un aumento della durata della vita senza malattie.

Il più sorprendente in questa storia è sentire le risposte di persone centenarie quando li si interroga sulla loro longevità.*

Non hanno praticamente mai visto medici né hanno preso alcuna medicina nella loro vita.

Questo ci incita a pensare che la medicina ci mente quando si attribuisce i suoi progressi all'aumento della durata di vita.

Continuiamo ad investigare e esaminiamo il 10% delle malattie dette incurabili (questa percentuale è del tutto aleatoria). Sono tutte le malattie dove la diagnosi non basta per guarire ed è a questo stadio che si osserva allora che i farmaci, qualunque siano, non hanno effetti sulla guarigione. Ma questo non impedisce alla medicina di continuare a prescrivere i suoi prodotti, questa volta per minimizzare i sintomi e in primo luogo il dolore.

La medicina si permetterà anche di far credere a tutti i malati “incoscienti” del senso della loro malattia che detiene i prodotti della guarigione.

Riprendiamo l'esempio dei tumori, metterà in atto una serie di protocolli applicabili a tutti, che nessun medico ha diritto di contestare, sotto pena di sevizie da parte del consiglio dell'ordine, per giungere ad una percentuale di decessi incalcolabile... bisogna credere che tutte queste persone morte sia “guarite”...

Non dà nessuna possibilità ai malati di provare ad andare altrove se la morte è così frequente dopo la terapia perché gioca sulla paura, questa paura che paralizza e mantiene tutti gli esseri, che puniscono, sotto dipendenza.

Ma come uscire da questa spirale infernale che mantiene volontariamente l'umanità nella paura, garanzia assoluta di una dipendenza totale dall'autorità che “sa”.

L'unica via d'uscita passa tramite un risveglio delle coscienze e innanzitutto tramite una semplice osservazione dello stato dei luoghi del mondo attuale.

Questa passa attraverso le osservazione:

  • che solo la medicina ufficiale ha il diritto di parola nei media e che non accetta alcun detrattore che oserà andarle contro;
  • che la libertà d'espressione è un'illusione e che non basta proclamare “je suis Charlie” per pensare che tutto può essere detto;
  • che la medicina attuale si concentra sulla malattia e non sulla salute e guarigione dell'uomo;
  • che se ne frega totalmente dell'uomo se no non ci sarebbe una tale disumanizzazione in particolare negli ospedali. Per confermarlo, chi tra noi sente un reale desiderio di andare a far visita a una persona cara, o fare un consulto in ospedale?
  • che il suo solo obiettivo è la vendita di farmaci che non guariranno mai nulla ma che alla lunga provocheranno altre malattie che avranno bisogno di altri farmaci che...
  • che la medicina è la più grande impresa commerciale del secolo; per questa basta guardare il CAC 40 per vedere in quale condizione finanziaria si trovano le case farmaceutiche;
  • che sarà quindi impossibile risanare il deficit della previdenza sociale poiché le malattie sono e saranno esponenziali.

Sì lo so! Provocherà reazioni ma i più di questi propositi non sono che osservazioni e chi può negarli?

Una volta fatte queste osservazioni e riconosciute come fondate, bisogna svegliarsi e comprendere il perché e soprattutto il “per cosa” l'essere umano vi è giunto. Che senso ha tutto ciò? Perché è necessario che l'umanità passi per questo stadio?

Qui interviene la conoscenza (che è diversa dal sapere); comprendere da sé e non più da persone che si interpongono. Che sia tramite l'istruzione, la pedagogia, le religioni, siamo sempre stati “educati” da persone che sapevano e che ci hanno inculcato le loro credenze.

Se l'uomo, oggi, non si risveglia per pensare da sé l'evoluzione dell'umanità rallenterà e potrebbe anche fermarsi.

La medicina attuale è la conseguenza del fiasco dell'educazione, della pedagogia.

Non ci è più stato insegnato a funzionare da soli ma a ripetere come pappagalli il sapere di altri, a diventare totalmente dipendenti ed è questo stato interiore che ci rende malati perché la “mal-attia” ci svegli.

Il sintomo è lì per dirci quel che non abbiamo capito, che non abbiamo appreso.

Siamo malati per cercare di comprendere quel che non CI hanno insegnato.

Ma come la medicina ci mantiene nell'ignoranza, ovvero in una pedagogia errata. Si può scrivere:

la terapia medica è la logica conseguenza di una pedagogia errata.

La medicina odierna è il sintomo a livello fisico della pedagogia errata.

E siccome la medicina attuale non può che essere a somiglianza della sua pedagogia, è lì per rattoppare le crepe di una casa che crolla facendoci credere che sarà sufficiente a non farla crollare. Siamo intrappolati in un circolo vizioso che ci trascina sempre più nella patologia senza alcuna speranza di guarigione.

Ora l'umanità si trova di fronte a due mondi:

  • quello degli uomini coscienti del senso della loro malattia e del fatto che la soluzione risiede all'interno di loro stessi;
  • quello degli uomini incoscienti delle loro malattie e che pensano che la guarigione può provenire solamente dall'esterno.

Il dialogo tra i due non è possibile, perché le poste in gioco sono totalmente opposte. Da un lato si cerca di interessarsi all'Essere Umano nella sua globalità e dall'altro c'è l'interesse per il denaro dell'essere umano.

È quindi giunto il momento di aprire i nostri grandi occhi e di smettere di mandare giù tutto ciò che ci viene raccontato senza mai verificarne in prima persona la veridicità.

È a questo livello che si situa la vera libertà dell'Uomo; solamente allora potremo iniziare a parlare di vera uguaglianza e fratellanza e soprattutto di un'autentica democrazia.

‘’ Quando l’umano incontra l’umano, il medico scompare ‘’

  • Nathalie Simon

Articolo pubblicato nel mensile “La vostra salute” N° 146 del Dicembre 2011

I poteri pubblici non smettono di ribadire che viviamo sempre più a lungo grazie ai progressi della medicina, che prima dell'era di Pasteur nessuno raggiungeva un'età avanzata, e tutto il mondo crede loro. Al punto che la Dr.ssa Claire-Anne Siegrist, che collabora con l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e che si è autoproclamata “miglior specialista al mondo di vaccini”, ha dichiarato al “Tribuna di Ginevra” (20 – 21 dicembre 2008) che le dedicava la prima pagina: «Lasciate fare la natura, è la selezione naturale: una speranza di vita di 35 anni e la metà dei bambini che muoiono prima dei 5 anni».

È sconvolgente vedere come un giornale così detto “serio” osi pubblicare tali fandonie, anche se sono state proclamate da una “autorità di referenza” che nessuno ha il coraggio di contraddire. Questo miglioramento della speranza di vita attraverso la medicina è una delle più grandi controversie del secolo e rivela una manipolazione dei numeri. È esatto che la mortalità infantile, in giovane età e di parto, è fortemente diminuita grazie al miglioramento delle condizioni igieniche, ma la mortalità prematura, ovvero quella che interviene prima dei 65 anni, è all'origine del 25% dei decessi annuali in Francia. D'altronde la percentuale è molto superiore a quello degli altri paesi della Comunità Europea, fatta eccezione del Portogallo. Secondo l'Inserm (l'istituto nazionale di salute e di ricerca medica francese) la mortalità dei francesi all'età di 25 anni è il doppio di quella degli svedesi o degli abitanti del Regno Unito. Inoltre i greci, dai 25 ai 65 anni, sono più in salute di noi, con delle spese sanitarie ben lontane dall'eguagliare le nostre.

Non solo non viviamo più a lungo che in passato, ma siamo sempre più malati e sempre più dipendenti dall'industria medico-farmaceutica. Un tempo, quando l'essere umano raggiungeva la vecchiaia, rimaneva nel possesso delle sue capacità, tanto fisiche quando mentali, e senza l'aiuto di droghe farmaceutiche!

Alcune popolazioni “non civilizzate” hanno speranze di vita molto superiori alle nostre, senza che vi sia assistenza terapeutica. Così gli Hounzas, che abitano sugli altopiani dell'Himalaya, al nord del Pakistan, vivono fino a circa cento venti anni, conservando la vista, l'udito e i loro denti, così come la loro capacità d'esercizio fisico. È evidente che hanno una vita molto frugale, ma l'igiene non è una priorità eppure sono molto resistenti alle malattie. Per quanto riguarda il cancro, è sconosciuto a questo popolo. È lo stesso per gli Indios che popolano la Vilcabamba, in Ecuador, nella cordigliera delle Ande, presso l'equatore. Nel 1994 secondo il suo certificato di battesimo, la signora più anziana aveva cento dieci anni, e, al cimitero, numerose tombe attestavano la longevità di questo popolo. Si rilevano le stesse prove di longevità presso gli Abcasi del Caucaso, gli abitanti dell'isola di Okinawa in Giappone e i Sikhs dell'India del Nord. Anche presso i Mormoni si trovano numerosi anziani in perfetto stato di salute ad un'età molto avanzata. Tutti questi popoli vivono in quei paesi in cui i farmaci chimici sono praticamente sconosciuti, in un ambiente sano e non inquinato dai nostri “indispensabili” prodotti chimici.

In “Nemesi medica” Ivan Illich osservava che fin dall'inizio del XVIII secolo il bambino francese aveva una speranza di vita superiore a quella dei genitori, e questa differenza si è accentuata tra il 1899 e il 1920: «Sarebbe un grave errore spiegare queste trasformazioni dei tassi di mortalità globali solamente con un progresso globale dell'efficacia dell'atto medico. La differenza tra la speranza di vita di generazioni successive appare sotto l'Ancien Régime senza che ci siano notoriamente tanti progressi terapeutici in questa epoca». Tutti i nostri chiacchieroni ignorano che basta consultare un dizionario biografico per constatare il numero di persone anziane e in salute eccellente di cui si è parlato nei secoli, ben prima dei “progressi” della medicina. E quelli citati rappresentano solo una minima parte della popolazione, quella divenuta celebre, gli altri non sono mai stati catalogati. Ma questo non impedisce che le autorità sanitarie dichiarino ad ogni piè spinto che la nostra “scienza” permette di vivere bene, più a lungo e in miglior stato di saluto dei nostri nonni.

È quindi molto interessante consultare un dizionario per trovare numerose persone che hanno raggiunto un'età molto avanzata, in ogni epoca ed in ogni paese, anche prima dell'epoca cristiana, anche se non abbiamo sempre la data esatta della loro nascita. Tuttavia dal XV secolo le date diventano molto affidabili perché ci sono dei registri ufficiali, e furono numerosi quelli che oltrepassarono i 90 e anche i 100 anni. Ne ho dunque citati alcune centinaia nel mio ultimo libro sulla salute, ma questa lista, lunga ma non esaustiva e verificabile, riguarda per lo più uomini di scienza, artisti o politici. A quell'epoca poche donne avevano vite pubbliche, e le loro attività erano più discrete. Tuttavia ce ne sono state sicuramente altrettante, poiché generalmente le donne vivono più a lungo, a partire da una certa età.

Bisogna trattenere il nome di Madeleine de Scudery, donna di lettere francese premiata dall'Accademia, che visse 94 anni, Elisabeth Chavigny, canadese che morì nel 1748 all'età di 99 anni e 1 mese e Alexandra David-Neel, morta nel 1969 a 101 anni. Nella sua opera “The death of Human Medicine” Petr Skrabanek cita il caso di una certa Pheasy Molly, morta a 96 anni per aver dato fuoco ai suoi vestiti accendendosi la pipa nel camino e quello di Jane Gorbritt che non aveva rinunciato alla sua pipa e morì nel suo 101esimo anno di vita, nel 1856.

Nel 1867 Mary Galligall morì all'età d 102 anni dopo aver bevuto il suo bicchiere di gin e fumato la sua pipa, così come faceva ogni giorno. Nel 1883 Mary Murray, appassionata di punch e di tabacco nero, morì a 110 anni, come segnala il “Medical Presse” del 3 gennaio, e nel 1894 il “Provincial Medical Journal” del 1° agosto segnala il decesso, a 106 anni, di una Gallese anche lei amatrice di pipa. Allora forse fumare la pipa è la garanzia di una lunga vita. Per quanto riguarda i centenari attuali, Jeanne Calment, morta a 122 anni, andava ancora in bicicletta a 100 anni e ha vissuto solo fino al suo 110imo compleanno. Attribuiva la sua longevità all'olio d'oliva che usava per nutrirsi e di cui si cospargeva la pelle, così come al bicchiere di porto e al chilo di cioccolato a settimana. Eugénie Blanchard, morta a 114 anni, non ha mai preso farmaci. Qualche tempo prima la morte di Florie Baldwin, deceduta nel maggio 2000 a 114 anni, sua figlia Maise, di 89 anni, dichiarava: «è davvero, davvero in forma. Non soffre di nulla e non prende mai medicine».

Il quotidiano online “Sabcnews.com” segnala che una sud africana, Moloko Temo, che ha appena festeggiato il suo 132esimo compleanno, sarebbe la persona più vecchia al mondo. Benché non sia ufficialmente riconosciuta, dei documenti d'identità ufficiali emessi nel 1988 dal governo locale confermerebbero la sua età. Questa anziana signora dovrebbe la sua straordinaria longevità alle sue numerose attività sportive.

E per dare un taglio, una volta per tutte, con queste finte affermazioni ripetute a memoria da pappagalli, uno studio dell'Inserm del 1992 realizzato in collaborazione con l'Alto Comitato di Salute Pubblica e pubblicato nel 1996, dimostra magistralmente che i tassi di decesso dei francesi nati dopo il 1938 sono sensibilmente superiori a quelli dei paesi vicini come la Svezia, ma anche il Regno Unito e l'Italia! Questi numeri posso sorprendere siccome per le persone nate prima del 1938, erano invertiti, la mortalità prematura era largamente inferiore in Francia che in questi altri paesi. Paradossalmente questo studio, pubblicato molto confidenzialmente su “Le Monde” non è stato commentato dai media, né dai poteri pubblici. Come potrebbero infatti questi ultimi spiegare questa inversione che smentisce le loro affermazioni perentorie?

Inoltre è evidente che le prossime generazioni, intossicate dall'inquinamento dell'ambiente, dagli alimenti pieni di prodotti chimici, dall'overdose di farmaci e vaccini, subiranno l'aumento delle malattie degenerative e autoimmuni e vedranno diminuire in maniera spettacolare questa speranza di vita di cui ci si rallegra, sfortunatamente a torto.

Il Cancro

Cos’è il cancro?

Nessuno al momento comprende perché il meccanismo del cancro si attivi.

La medicina si limita a constatare. Un giorno, delle cellule non riconoscono più le loro amiche e si moltiplicano a una velocità nettamente superiore alla norma. Invadono le amiche fino a soffocarle e sopprimono progressivamente il funzionamento degli organi. A questo stadio la medicina continua a constatare l’apparizione di sintomi legati al malfunzionamento d’organo. Mette in atto un protocollo per far tacere i sintomi, protocollo che consiste nell’eliminare le cellule cancerose. Se ci riesce, parla di guarigione dopo 5 anni senza nuova recidiva, altrimenti parla di remissione, fino alla prossima ‘’invasione’’ di cellule cancerose. Da diverse decadi applica questo modo di funzionare senza mai metterlo in discussione, nonostante un numero di decessi dopo il trattamento sempre altrettanto presente. Ma, talvolta, appare una vera guarigione. La medicina non conosce più la ragione della vera guarigione rispetto alla ragione dei decessi. Nuota in una ignoranza totale ma fa credere alla popolazione che progredisce e che i protocolli sono sempre più efficaci. Gioca ora sulla famosa ‘’ prevenzione ‘’ facendo credere alla popolazione che se la malattia viene diagnosticata più precocemente, migliori saranno i risultati. Si riorienta nuovamente verso una constatazione ma in nessun momento accetta un altro modo di pensare.

La medicina attuale combatte contro le cellule cancerose mentre bisogna cercare nella direzione di non veder apparire le cellule cancerose. Si situa a questo stadio la vera prevenzione; non è più prevenzione, quando si scopre il cancro a uno stadio poco avanzato. Non abbiamo il diritto di usare questo termine; è rubato e, per farci capire sulla prevenzione autentica, dobbiamo attribuirle un aggettivo poiché la parola non basta più a se stessa.

La medicina detta ‘’ moderna ‘’ si accontenta di rispondere al ‘’ come fare per fermare il cancro ‘’. Non pone l’unica domanda essenziale che è: ‘’ perché il cancro esiste ? ‘’. ‘’ Perché alcuni ‘’ lo prendono ‘’ e non altri ? ‘’

Ma allora, come comprendere il cancro? Se lo comprendiamo, non ha più nessuna ragione di manifestarsi. Se si esprime, (‘’ il male ha detto ‘’), è che il nostro modo di vivere non è giusto. Allora ‘’ il male ha detto ‘’ appare. La medicina ha scelto l’opzione di combattere contro. L’altra attitudine è impedire l’apparizione della malattia. Se comprendiamo ciò che il male ci dice, realizzeremo allora gli atti giusti corrispondenti a ciò che ci dice il male. Il male non ha allora più nulla da dirci poiché abbiamo compreso e scompare. Otteniamo la guarigione (e non la remissione; per la medicina la guarigione di un cancro è una remissione a più di 5 anni).

Ciò è realizzabile quando prendiamo coscienza che il cancro (come tutte le malattie) è provocato unicamente dalle paure. Sì, L’UNICA CAUSA del cancro è la paura e tutti i suoi derivati… e in fondo alla paura troviamo inesorabilmente l’egoismo. Senza egoismo non può esserci paura e qual è il contrario dell’egoismo ? L’Amore. Sviluppare l’Amore è l’unico rimedio del cancro e di tutte le malattie.

Il Cancro è la conseguenza dell’egoismo che ci rode. Allora la paura si installa e il cancro è la materializzazione fisica della paura. La guarigione di tutti i cancri (tutte le malattie in generale) passa attraverso un cambiamento di vita dove la paura non ha più il suo posto. È una messa in discussione totale di tutte le nostre credenze ben apprese che ci hanno mantenuti nelle nostre paure. È la volontà di andare verificare da noi stessi tutto l’insegnamento che CI è stato inculcato. È attraverso questo lavoro di volontà che potremo sconfiggere le nostre paure e di conseguenza, il cancro.

Uno degli esempi viventi più eloquenti è quello di Anita Moorjani (libro: "Diagnostico incurabile ma tornata guarita a seguito di una ENO" edizione Trédaniel). Questa persona dà la possibilità ai cartesiani più accaniti di porsi delle vere domande, suscettibili di scosso le teorie materialiste devastanti per il mondo attuale. Esistono numerosi testimonianze e lavori effettuati da veri ricercatori da diverse decadi, ma tutti questi lavori non sono mai stati divulgati alla popolazione né persino evocati nelle facoltà di medicina.

Ma come non vedere che le malattie sono diventate esponenziali, che gli ospedali, i medici, le farmacie sono sovraccarichi, che i laboratori farmaceutici sono i più ricchi. Tutto ciò non è che un’constatazione in più. Nessuno può confutarlo perché è la realtà.

Come comprendere questo se la medicina fosse realmente efficace, cioè capace di guarire, come pretende, grazie ai suoi farmaci. Tutto è stato fatto affinché il mondo materialista prendesse il potere totalmente senza alcuna possibilità di pensare diversamente. Il risultato sarà ineluttabile se nessuno lo mette in discussione. Nulla è perduto ma diventa urgente iniziare a svegliarsi.

‘’ Ti amo o sono innamorato ‘’

Nel film ‘’Odette Toutlemonde’’ Catherine Frot dice ad Albert Dupontel:

‘’ Vi amo ma non sono innamorata di voi. ‘’

Che bella frase ma chi la comprende realmente? Infatti nella nostra società attuale dire, ‘’ ti amo ‘’ o dire, ‘’ sono innamorato di te ‘’ corrisponde più o meno alla stessa cosa; tendiamo a interpretare queste espressioni come sinonimi.

Perché questa confusione? Perché abbiamo totalmente sminuito la parola amore; la usiamo a tutti i costi senza sapere troppo di cosa stiamo parlando.

Innanzitutto, quando compiamo un atto sessuale usiamo l’espressione ‘’ fare l’amore ‘’ . Ma come può farsi l’amore? Il vero Amore può essere chiamato eventualmente ‘’ energia ‘’ e questa ci supera totalmente; nessuno può toccarla, misurarla; non può farsi e disfarsi a nostro piacimento. L’Amore è IL cibo terrestre che ci sostiene (il cibo fisico ci mantiene in sopravvivenza) per tutta la vita e quando viene a mancare l’uomo si ammala.

Durante l’atto sessuale sono due egoismi che si incontrano e si danno piacere fino al suo parossismo, l’orgasmo. Dovremmo chiamare questo atto per similitudine, ‘’ fare l’egoismo ‘’ , perché non c’è amore in prima intenzione. Poi una volta passato l’orgasmo, possiamo provare un calore profondo, una pienezza, la felicità di vivere intensamente questo calore. Vorremmo che questo istante non finisse mai; è la felicità assoluta, essere alla ‘’ buona ora ‘’ , vivere questo momento presente nella sua quintessenza. Non esiste più nulla, se non un amore nascente, attraverso il calore del Sé (il portatore del sé nel corpo fisico è il calore; normalmente è presente ma non ne abbiamo spesso coscienza). In questo istante potremmo usare l’espressione, ‘’ essere nell’amore ‘’ . In questo momento preciso si può provare una gioia intensa di vivere al fianco di colei (o colui) con cui (o con il quale) si è appena condiviso questo passaggio dal piacere alla gioia. È la trasformazione dell’egoismo in amore.

Comprendiamo allora la sfumatura della frase: ‘’ Vi amo ma non sono innamorata di voi. ‘’

Il ‘’ vi amo ‘’ è la rappresentazione dell’amore senza condizioni. Essere innamorati si rivolge al piacere sessuale.

Purtroppo questo tempo post orgasmo è spesso oscurato o, se non lo è, non è sempre conscientizzato come una scintilla dell’amore nascente.

Nel corso degli anni questo Amore nascente deve prendere sempre più spazio rispetto alla sessualità; è il passaggio progressivo dall’ego (o piccolo sé) al grande Sé, quello che ci aspetta dopo la vita terrestre. (vedi libro ‘’Dall’egoismo all’Amore’’)

E la frase, ‘’ Vi amo ma non sono innamorata di voi ‘’ assume allora una reale autenticità.

Dall'egoismo all'Amore

Una mia amica mi ha appena inviato una mail con un link di un video da ascoltare in cui una persona parla di amore e delle paure e tenta di spiegare come si può passare dall'uno all'altro. Un altro amico nello stesso momento mi scrive:

«Nel mentre le follie di inizio gennaio in Francia (e non solo in Francia!) ho pensato all'essere umano che si dovrebbe essere e non riesco a togliermi dalla testa una domanda: Perché Egoismo e vendetta (violenza) avanzano insieme? L'Amore si è davvero arreso così tanto?»

Mi sono espresso molto su questo argomento illimitato e più di una volta mi sono da esso sentito interpellato. Oggi è di nuovo successo, quindi mi prenderò un momento per scrivere.

Sempre più persone si pongono domande sulle ragioni che spingono gli esseri umani a far del male e sul perché la maggior parte dell'umanità si trova, spesso, confrontata alle sue paure che non riesce a superare. In quel video si tenta di dare soluzioni che in realtà non sono tali, per il semplice motivo che la stragrande maggioranza del mondo odierno non conosce realmente cosa rappresenta l'amore e nemmeno da dove vengono tutte queste paure e come superarle.

Penso che se non abbiamo conoscenza di chi è veramente l'uomo, non abbiamo nessuna possibilità di poter comprendere il soggetto fondamentale poiché l'Amore è al centro dell'evoluzione dell'uomo. È il suo motore di vita. E in primo luogo sarebbe opportuno definire l'Amore. Penso, anche qui, che per lo più l'umanità si inganna quando parla d'amore poiché in effetti lo conosciamo molto poco. Invece padroneggiamo molto bene il suo contrario: l'egoismo.

Quindi partiamo da questo egoismo che conosciamo perfettamente per sperare di accedere alla comprensione dell'Amore con la A maiuscola.

Per capire perché l'uomo sia arrivato fino a questo stadio bisogna andare a cercare la conoscenza dell'uomo poiché per il momento CI siamo accontentati di sapere chi fosse pensando di conoscerlo.

(si veda sapere e conoscenza).

In tutta la sua evoluzione l'uomo ha integrato cronologicamente il regno minerale, il regno vegetale e il regno animale per accedere alla sua condizione attuale di essere umano.

Il regno minerale ci ha dato la base della struttura minerale del corpo, il regno vegetale ci ha portato l'acqua e la vita, e il regno animale l'aria e gli istinti, pulsioni e desideri. Ricapitoliamo questa evoluzione a partire dalla procreazione e quello che parla di più agli occhi fisici di oggi è il riepilogo di tutto il regno animale, per il primo anno di vita, ovvero dalla nascita al camminare. La scienza chiama questo la filogenesi (evoluzione delle specie animali) che è da mettere in parallelo con l'ontogenesi (evoluzione dell'uomo).

Ma quando l'uomo inizia a camminare svilupperà la neocorteccia, la parte del cervello che solo lui possiede. Da questa evoluzione appariranno nell'uomo la parola e il pensiero e questo quarto regno, sulla scala dell'evoluzione, darà all'uomo il suo Sé, ovvero la capacità di essere un'individualità a pieno titolo.

Il ruolo dell'uomo attraverso il proprio sé terrestre – che si può chiamare ego – è di padroneggiare progressivamente i regni attraverso cui è passato nel corso della sua evoluzione. Non posso entrare nel dettaglio ma si è scoperto che l'uomo deve integrare e superare, prima di tutto, il regno animale.

Ma cos'è l'animale?

La funzione più elaborata dell'animale, l'abbiamo visto, è l'aver sviluppato gli istinti, le pulsioni rispetto al regno precedente, il regno vegetale. Tra questi istinti, l'uno dei più importanti è la paura. Sì! La paura proviene dal regno animale. E cosa fa l'animale quando ha paura? Fugge o morde. La paura è totalmente legata ad un'altra virtù animale: l'individualismo.

È una progressione per l'animale, nel senso dell'evoluzione e queste virtù sono per lui naturali; è il suo funzionamento fisiologico di base. L'animale non si preoccupa dell'altro, nemmeno dei suoi figli quando diventano grandi, giunge anche ad eliminarli se diventano ostacoli ai loro desideri.

La virtù suprema dell'animale è occuparsi di sé. E lo ripeto, poiché è importante, questo è del tutto normale per l'animale.

Quindi continuando la sua evoluzione l'uomo non ha solamente integrato in modo naturale questa qualità individualista, ma siccome possiede un ego ha acquisito in più la facoltà di pensare e con questa la facoltà di coscienza. E sempre per evoluzione ha portato in seguito questa virtù individualista fino al suo culmine: l'ego...ismo.

L'egoismo è la presa di coscienza più elevata mai raggiunta nella storia dell'evoluzione, della nostra propria individualità. Quando dico “IO”, parlo di me e nessun altro può dire “io” al posto mio. Ogni persona ha il potere di dire “io” unicamente per sé.

Dobbiamo comprendere che questo è un passaggio obbligatorio nell'evoluzione dell'uomo e che è NECESSARIO che l'uomo diventi un'individualità e per questo è dovuto passare per il culmine dell'individualismo... l'egoismo.

L'uomo è l'unico capace, con l'aiuto del suo ego che l'animale non possiede, di sviluppare l'egoismo, ma questo individualismo viene a noi direttamente dall'animale. E l'uomo deve, se vuole continuare ad avanzare nella loro evoluzione, integrare l'animale in lui per diventare essere umano a tutti gli effetti.

Per questo il cammino che deve compiere è superare ora il suo egoismo e sviluppare ciò che è puramente umano: l'amore.

L'amore è lo stadio dell'evoluzione riservata al regno umano e gli animali ci hanno aiutato a prepararvici passando prima di tutto attraverso l'egoismo necessario per diventare un'individualità poiché solo un'individualità può dare amore.

Solo un “IO” o Sé può amare altro se no rimane con il suo “io” o ego. A questo stadio possiamo fare la distinzione tra l'ego e il sé.

L'uomo che resta allo stadio dell'ego è un animale pensante,

l'uomo che sviluppa un Sé è un essere umano.

Ecco ho provato, il più brevemente possibile, a presentare il quadro generale. È evidente che ho tagliato alcune cose perché questo argomento meriterebbe un libro intero e anche di più. È importante capire come siamo arrivati a questo punto e soprattutto perché e per cosa. Qual è il senso di tutto questo?

«Perché l'Egoismo e la vendetta (violenza) vanno di pari passo? L'amore ha perso così tanto terreno?». La parola amore da sola non ha senso ai miei occhi; assume un significato quando accostato all'aggettivo Universale, ovvero amare nella stessa maniera il prossimo (e tutte le creature terresti) e i propri figli. Questo è il vero Amore con la A maiuscola che l'uomo deve sviluppare nel presente e nel futuro dell'evoluzione per evitare il rischio che questa si fermi.

Poiché l'Amore Universale non è una torta che si divide e che diminuisce fetta dopo fetta; è una virtù che si dà all'infinito, e non solo non diminuisce in quantità ma al contrario aumento in modo esponenziale se viene conservato.

Quindi in questo stato di coscienza non amo meno i miei figli ma alzo il mio livello d'amore per gli altri allo stesso livello di quello dei miei figli. Significa che dovremo fare un lavoro sui legami di sangue perché ci tengono nel nostro egoismo. Finché dureranno i legami di sangue alimenteremo il nostro egoismo. E questo ci frena... come è possibile amare gli “altri” tanto quanto i propri figli? E questo ci rinvia al nostro egoismo. Ma come? Se amo di più i miei figli sono nell'egoismo?

Bisogna quindi fare ancora una distinzione che non sarà facile da sentire per alcuni.

L'uomo è molto bravo ad illudersi sull'amore e per mascherarlo, per questo l'ho chiamato “egoismo nascosto”. Si è illuso a tal punto che parla di “fare l'amore” quando pratica un atto sessuale mentre, per lo più, sono due egoismi che si incontrano per giungere entrambi ai propri godimenti. Così spreca il termine amore.

Pertanto è possibile viverla diversamente, quando ogni individualità della coppia decide che l'unico obiettivo di questo atto è portare l'altro al suo godimento supremo... l'orgasmo. Quando questo si realizza si può notare che molto spesso i due vivranno l'orgasmo simultaneamente e che sarà molto più intenso di ogni orgasmo vissuto individualmente. In quel momento l'egoismo può essere sul cammino dell'amore e i corpi lo sanno e ci incoraggiano tramite questo orgasm...ismo.

L'atto sessuale dovrebbe essere un primo trampolino fisico sul cammino per accedere al vero amore che è, in questo caso preciso, la procreazione. Ma è davvero sempre così?

Quando diciamo di amare i nostri figli, siamo in realtà confrontati alle nostre paure che sono, l'abbiamo visto, conseguenze dell'egoismo. Siamo confrontati alla paura che si ammalino, che abbiano un incidente grave o peggio ancora che muoiano. Nel momento in cui una di queste cose succede, IO soffrirò. È della MIA sofferenza che parlo, quindi ancora di ME.

Si potrebbe ribattere: «ma si può benissimo dire che questa sofferenza è la conseguenza dell'amore che provo per mio figlio». Ecco, no, è qui che ci illudiamo.

La prova del vero amore è quando mi sento altrettanto toccato dalle disgrazie del mio vicino che da quelle di mio figlio, quando provo compassione per la miseria di chiunque perché la compassione è il sentimento radice dell'amore mentre la pietà è quello della paura e dell'egoismo perché ha sempre questo pensiero di fondo: «speriamo che non capiti a me o ai miei figli».

Finché non giungiamo a questo stadio universale di compassione, siamo nell'egoismo.

Dunque mi aspetto queste reazioni: «Ma è irrealizzabile; amerò sempre più i miei figli degli altri. Non siamo vicini al traguardo». Ma sì! Si può! Non è possibile realizzarlo domani ma ciò non vuol dire che non lo si potrà fare mai; è un cammino più o meno lungo che passa innanzitutto attraverso la comprensione di tutto ciò per accedere ad un altro livello di coscienza. A quello stadio l'impossibile diventa possibile.

Da quel momento abbiamo un gigantesco lavoro da fare, quello di smascherare questo egoismo ovunque sia e il compito non è semplice poiché è onnipresente e a volte si insinua in luoghi a cui è davvero difficile accedere. Ma ogni volta che riusciremo a vedere il nostro egoismo avremo la possibilità di trasformarlo istantaneamente in amore, perché l'amore è il contrario dell'egoismo e quando uno esiste l'altro sparisce. I due non possono coabitare contemporaneamente.

Non si tratta di teoria; lo so, poiché gli eventi della mia vita me l'hanno confermato nel quotidiano; ogn volta che sono colto nel fragrante della mia impazienza, ad esempio, so che domina il mio egoismo perché l'impazienza è una delle sue molteplici facce e, siccome sono molto attento a questo, cerco subito di rettificare.

È un lavoro da fare in ogni istante poiché l'egoismo non lascia un secondo di tregua. L'abbiamo talmente esplorato che non abbiamo ancora coscienza della sua presenza. Ricordate, è un residuo animale, è istintivo.

Ci obbliga a svegliare la nostra coscienza ogni secondo della nostra vita, quindi a svegliare la nostra facoltà di discernimento. Ci obbliga ad una presenza costante; sì a vivere il famoso momento presente, sostenuto da tutte le saggezze del mondo dalla notte dei tempi, come fosse il solo e l'unico, comportamento che permette di assicurare la salute e il benessere all'uomo... dunque questo egoismo è fisiologico ed è un passaggio necessario poiché è l'ingrediente che ci obbliga a vivere il presente.

E per i miei amici dentosofi, si osserverà nella bocca.

La prima tappa per vedere il nostro egoismo è lavorare sulle nostre paure* poiché egoismo e paura sono per me sinonimi. Sradicare le nostre paure ci permette di vedere la vita e il mondo in tutt'altro modo, di sviluppare i nostri grandi occhi, quelli che erano rimasti chiusi per paura.

Ho visto oltrepassare questa tappa, da numerosi anni, da persone che sono entrate nella pratica della dentosofia. Quindi so che è possibile, che è concreto e non un'illusione. Ne abbiamo gli strumenti, se lo vogliamo mettiamo in moto le nostre forze di volontà per riuscirci.

Sappiamo tutti, consciamente o inconsciamente, che l'Amore Universale è indispensabile alla vita dell'uomo. È il motore dell'umanità. Non possiamo più aspettare eternamente e osservare il malessere dell'umanità in modo passivo.

È impossibile. Il nostro futuro è nelle nostre mani e nessuno potrà realizzarlo al posto nostro.

È necessario per l'evoluzione che l'uomo diventi una personalità unica, libera, indipendente e spirituale dove l'Amore sarà onnipresente.

Passare dall'egoismo all'amore. È il compito grandioso dell'uomo sulla terra.

*libro 2: “Cosa dicono i nostri denti”

Sapere e conoscenza

  • La conoscenza, etimologicamente, significa “nascere con”. È LA verità che esiste nel più profondo dell'essere umano ma la smarriamo alla nascita.

Il suo mezzo è il cervello del cuore.

  • Il sapere è un'accumulazione delle “certezze” che CI hanno insegnato dalla nascita.

Il suo organo è il cervello della testa.

Q uando il sapere incontra la conoscenza si deve mettere al suo servizio e tutte le “verità” insegnate vengono rimesse in causa. Si comprende solo allora che l'insegnamento ben appreso ha portato a delle credenze che abbiamo adottato senza alcuna verifica. L'accesso alla conoscenza porta alla VERITÀ.

Si tocca così la pace interiore e di conseguenza la pace esteriore e, se la pace esteriore si manifesta, non può esistere la guerra poiché per fare la guerra è necessario essere minimo in due; se uno dei due protagonisti è in pace la guerra non può più esistere.

Q uando il sapere non incontra la conoscenza, si assiste ad un'opposizione dei saperi. La polemica regna e la guerra s'instaura.

Ma, come abbiamo visto, ci può essere una guerra all'esterno solamente se c'è una guerra all'interno dell'uomo poiché è proprio l'uomo che scatena una guerra; quindi se la guerra si instaura nel mondo è che esiste una guerra all'interno dell'uomo, guerra veicolata da “certezze” che ognuno crede giuste. Nessuno vuole lasciare il proprio sapere, simbolo di potenza, nel mondo di oggi, e dietro la potenza ritroviamo... il denaro.

Abbiamo qui una prova del nostro funzionamento patologico: se tutte queste “certezze” fossero realmente giuste, l'uomo sarebbe in pace e non ci sarebbero guerre né drammi umani.

Q uindi, se desideriamo sradicare tutti i conflitti mondiali, tutto l'odio diffuso, sarà necessario risolvere i nostri conflitti interiori e solo la conoscenza dell'Uomo ci dà accesso a questo cammino.

Siamo davanti ad una constatazione; se volgiamo modificare il corso degli eventi mondiali, bisogna mettere totalmente in discussione quello che ha condotto l'uomo a funzionare in questo modo oggi.

Se facciamo lo sforzo di questo cambiamento, comprendiamo quindi che eravamo sulla strada sbagliata.

N el momento in cui scrivo queste righe un uomo ha appena assassinato sette persone a Toulouse, tre militari, tre bambini ed un adulto di origini ebraiche. Questo dramma ha risuonato non solo in tutta la Francia ma anche nel mondo intero... e il solo grido unanime pervenuto alle mie orecchie è di orrore, paura, odio e soprattutto... incomprensione. Tutta l'umanità si chiede, tra l'altro, come sia possibile uccidere tre bambini a sangue freddo. E la risposta è l'arresto del colpevole, imprigionarlo o ucciderlo e, siccome sempre più persone si comportano male, costruire sempre più prigioni.

Ma abbiamo forse dato risposta alla nostra incomprensione nel mettere le persone in prigione? È ovvio che no.

L'umanità non trova risposte e non potrà mai trovarne perché funziona tramite il suo sapere. Il suo sapere le dice quel che è stato insegnato, ovvero la responsabilità di tutto ciò che succede viene dall'esterno. Se l'uomo ha ucciso, è perché è stato indottrinato a faro, posseduto da forze del male e ci chiediamo come un uomo può giungere a tanto.

Ma soprattutto è lui, e lui solo , il colpevole di questa barbarie. L'umanità cerca sempre la colpa all'esterno (come il microbo, l'inquinamento, l'alimentazione sono per la medicina i responsabili di tutte le nostre malattie). Se l'umanità fa lo sforzo di abbandonare il sapere dogmatico potrà allora comprendere che siamo noi, tutte e tutti, i responsabili di queste ferocie. Prenderà forse allora coscienza che il male esiste anche in tutti noi e che il nostro compito sulla terra è far trionfare il bene.

Ma per questo bisogna avere la forza e l'accortezza di riconoscerle i nostri limiti del momento. Finché lasceremo il male esprimersi nella nostra vita tutti i giorni (e questo comincia con le piccole bugie – rendetevi conto, quelle bugie che sono il quotidiano dell'uomo di oggi –) non potremo essere sorpresi nel vedere alcuni esprimere solo in male e allo stesso tempo vedere alcuni esprimere solo il bene.

E l'umanità non capisce meglio la forza che permette all'uomo di perdonare “l'imperdonabile” di quanto capisca la forza che permette all'uomo di uccidere a sangue freddo. Eppure le vere domande arrivano e non possiamo nasconderle o ignorarle se vogliamo sradicare ogni delinquenza.

Perché abbiamo costruito un'umanità capace di produrre tali mostruosità?

Prima di “lapidare” un assassino, rimettiamoci in discussione riguardo i “nostri piccoli omicidi” quotidiani, ovvero tutte le cattive azioni tollerate da una società incapace di distinguere il bene dal male.

Quali sono le forze (del bene o del male) così potenti da permettere a questi uomini di realizzare l'inimmaginabile per la stragrande maggioranza della popolazione? Come spiegarlo con il nostro cervello?

Le risposte esistono se si fa lo sforzo di comprendere realmente perché l'uomo è giunto fino a questo punto e come può uscirne.

Ma per questo bisogna cambiare cervello.

I n seguito a questa terribile barbarie, e generalmente dopo crimini che colpiscono i bambini – quali che siano le “ragioni” del crimine – nel mentre di una marcia silenziosa in memoria delle vittime, se cerchiamo di ascoltare le testimonianze delle persone presenti, sentiamo: «è normale che siamo qui perché partecipiamo al dolore della famiglia, sarebbe potuto succedere ai miei figli». Questo dicono le persone, il motivo profondo della loro manifestazione è dire: «fermate tutto ciò così che mio figlio non subisca lo stesso destino».

Si tratta dell'espressione più profonda del nostro egoismo e mi colloco anch'io nel mucchio. Queste persone non piangono le persone morte ma piangono all'idea che potrebbe capitare a qualcuno a loro caro. Non pensate che mi stia permettendo di dare lezioni poiché sono anch'io nella stessa setta, la setta dell'essere umano cieco. L'unica differenza con alcuni, forse, è che io cerco di uscirne per recuperare la vista da un occhio e affrontare le nostre disfunzioni e i nostri paradossi.

In queste marce si vedono cartelli con su scritto: “mai più questo”... sono secoli che li scriviamo... aspettando passivamente che rincominci. Per rispondere a questi “mai più questo” ci viene chiesto di fare il passo di andare a comprendere cosa spinge l'uomo a diffondere il male. E per andare al monte della realtà umana dobbiamo accedere alla sua vera conoscenza, non al sapere ben acquisito ma al funzionamento universale dell'Uomo.

Passa attraverso una totale messa in discussione, sì ho detto proprio totale, del funzionamento della nostra neocorteccia (la parte umana del cervello, quella che non abbiamo in comune con nessun regno della natura).

Ci verrà chiesto di prendere coscienza che la neocorteccia è uno strumento al sevizio dell'uomo e non una centrale operativa che controlla tutto.

Ci verrà chiesto rimettere al suo posto il cervello intellettuale che dovrebbe servire a ricordare le esperienza vissute nei momenti presenti. Il cervello è un organo del passato che serve a immagazzinare le esperienze vissute. Queste ultime possono essere quindi utilizzate in una nuova azione nel presente.

Esempio: devo piantare un chiodo nel presente. Le mie esperienze passate mi hanno insegnato che è utile avere un martello. Tiro fuori il martello dal cassetto del passato e pianto un chiodo nel presente. Rimetto il martello nel suo cassetto del cervello e passo ad altro senza troppo pensarci. Il cervello è al mio servizio e, in queste condizioni, in nessun caso dovrebbe essere causa dei miei pensieri, preoccupazioni, stress e angosce.

M i è stato dato il privilegio di poter constatare le conseguenze esteriori dei conflitti che l'uomo affronta interiormente, attraverso la struttura della bocca, la posizione e la forma dei denti. Un reale linguaggio dei denti si è allora manifestato. Questo si è tradotto in un nuovo approccio della comprensione dell'uomo:

La dentosofia

Noi (tutti i professionisti e la professioniste che hanno adottato la dentosofia) abbiamo osservato e osserviamo in maniera sistematica le trasformazioni boccali in tutti gli esseri umani che incontriamo. Questa è una norma riproducibili al 100%; è quindi una LEGGE universale che non accetta nessuna eccezione, a differenza delle regole inventate dagli uomini.

Abbiamo creato un protocollo per permettere all'uomo di liberarsi progressivamente del suo disequilibrio per accedere ad un'autonomia funzionale. Questo si traduce, nella bocca, in uno “sblocco” visibile dall'esterno, sblocco corrispondente alla risoluzione di alcuni conflitti interiori.

Questo risultato è il frutto di un'auto-terapia, ovvero di una terapia dove l'unico capitano a bordo è il paziente stesso. L'Uomo ritorna quello che non avrebbe mai dovuto smettere di essere: il dottore di sé stesso.

Si mette allora in cammino sul proprio percorso personale, l'unica via che può condurlo ad una vera ed autentica Libertà... parola attualmente totalmente abusata.

La dentosofia ci ha permesso di comprendere l'incomprensibile per la scienza attuale. Quando la scienza non spiega più con il suo sapere, rifiuta il tutto senza cercare di capire le nuove “ipotesi” proposte.

Eppure ora la dentosofia non è più solo allo stadio delle ipotesi. Ci ha portato la libertà che ci era stata tolta dalle credenze che avevamo ben assimilato.

Ci permette di accedere ad una vera conoscenza dell'Uomo. La liberazione dai conflitti apre una porta d'acceso a questa conoscenza dimenticata alla nascita e rimettere il nostro sapere al suo posto.

Ci permette di sviluppare la nostra facoltà di discernimento necessaria all'accesso della coscienza morale, coscienza morale finalizzata alla LIBERTÀ di scelta lasciata all'uomo; la scelta tra il bene e il male.

N on possiamo più fare finta d'ignorare la differenza fondamentale tra sapere e conoscenza.

Il sapere è una goccia d'acqua nell'oceano della conoscenza.

Il sapere è acquisito e la conoscenza...innata.

Il sapere non sa niente e la conoscenza sa tutto.

Ci viene chiesto ora di andarle incontro per ritrovare questa conoscenza.

La nostra arroganza

Q uando avremo coscienza della nostra arroganza? Siamo praticamente tutti persuasi di possedere la conoscenza più approfondita di tutta l'umanità a tal punto che siamo incapaci, per lo più, di mettere in discussione, anche solo per un istante, il sapere che ben abbiamo appreso.

È diventato necessario, e direi anche urgente, cominciare a dar confidenza alla nostra ignoranza in TUTTI i domini della vita, prendere coscienza che non sappiamo nulla quando si tratta di parlare dell'essenziale:

La vera conoscenza dell'Uomo

Q uesta conoscenza è rimasta al livello dell'inconscio al momento della nascita, e tutto ciò che abbiamo sviluppato in coscienza, dalla nascita, è un sapere “ingurgitato” come LA referenza. Bisogna essere coscienti di questo stato dei fatti: questo sapere ci è stato insegnato fin dalla giovane età come fosse la verità. Questo sapere diffuso dalla scienza non è mai stato messo in discussione essenzialmente per una ragione: la scienza conosce per definizione.

G li scienziati hanno seguito studi che la maggior parte dell'umanità non conosce; quindi se la scienza afferma qualcosa non può che essere giusto per la popolazione. Per il momento, nello stato attuale del nostro livello di coscienza, tutto ciò che rileva del conscio riguarda la sfera del sapere e tutto ciò che rileva dell'inconscio riguarda la sfera della conoscenza.

Oggi ci viene chiesto di cominciare a rendere conscio ciò che rilevava, fino ad ora, dell'inconscio, ovvero di lavorare sulla reale conoscenza dell'Uomo, la parte sommersa dell'iceberg, quella non in vista.

Il problema maggiore è che questo non viene insegnato da nessuna parte.

È una totale rimessa in discussione, uno tsunami. Se facessimo questo passo allora comprenderemmo che non sappiamo davvero nulla, che l'apprendimento della parte visibile dell'uomo è ridicola rispetto alla parte nascosta. La parte nascosta dell'Uomo è tutta la sua storia, dall'origine delle origini, che ricapitoliamo in particolare nei nove mesi di gestazione. Toccheremo le domande esistenziali rimaste senza risposta causa l'arroganza della scienza detta moderna.

Accetteremo quindi di lavorare su questa famosa umiltà che apprezziamo tanto negli altri (infatti nessuno ama le persone pretenziose) e misurare la nostra arroganza scientifica che non accetta alcuna ipotesi in contrasto con le sue “certezze”.

Accettare di non conoscere nulla, accettare di non pensare di sapere tutto è il principio della nostra grandezza. Avere l'umiltà di sorriderne e di dirlo e un grande passo compiuto contro la nostra presunzione. Questa attitudine è l'unica che permette di darci i mezzi per accedere finalmente alla vera conoscenza dell'Uomo, del nostro vivere ovvero in coscienza.

Far passare la conoscenza, lasciata alla nascita, dal dominio dell'inconscio al dominio della coscienza, ecco il compito affidato all'uomo di oggi, se no avrà vissuto in vano.

P er questo sarà necessario sviluppare una grande virtù, rimasta troppo a lungo in letargo: la facoltà di discernimento.

La facoltà di discernimento

P er tentare di comprendere questa virtù farò un esempio: il colpo di fulmine.

I l colpo di fulmine è una vera e propria “bomba” emozionale che ci sommerge. Non esiste più nulla se non la persona di cui ci siamo innamorati. Il termine innamorarsi non comporta alcun intervento del cervello della testa. È il cervello del cuore* che agisce per primo e successivamente riscalda il cervello della testa perché questo possa poi esprimere parole come: “è proprio bella; come è possibile che una creatura così meravigliosa sia reale...”. Poi si metteranno in moto le nostre forze di volontà, che contribuiranno a riscaldare il cervello della testa, per mettere in atto questo amore nascente.

Il colpo di fulmine è portato dal sentimento supremo: l'amore. Questo amore, che si situa al livello del polo del sentimento, riscalderà il pensiero che pronuncerà le giuste parole, supportate dalle nostre forze di volontà. Questi propositi sono spontanei; non esiste alcun giudizio; riflettono esattamente quel che il cuore ha espresso tramite uno sconvolgimento interiore.

Il colpo di fulmine fa parte delle intuizioni innate che appaiono nel corso della vita; solamente il colpo di fulmine è parte di queste intuizioni gigantesche che non è possibile non notare; è come se CI venisse data la possibilità di vivere qualcosa di talmente monumentale da non poter dire: «non esiste».

È un dono offertoci dal mondo spirituale; non si può spiegare con lo spirito razionale ma non si può negare la sua esistenza.

M a queste intuizioni geniali, che arrivano come doni, sono per lo più annientati dalla freddezza del cervello della testa; anche il colpo di fulmine a volte non vi sfugge. Invece di dirci che la ragazza in questione è bella è possibile che ci si dica: “sono brutto, ho i brufoli, sono troppo stupido, troppo piccolo o troppo magro; non vorrà saperne mai nulla di me...”. In questo caso il cervello “alto”, quindi il pensiero, avrà anestetizzato il cervello del cuore, quindi il sentimento supremo, e non oseremo mettere in moto la nostra forza di volontà per paura di vivere la vergogna del rifiuto.

Questo è il modo di funzionamento quotidiano che CI è stato insegnato.

Non solo il pensiero riscaldato dal sentimento e la volontà che agiscono, ma i pensieri freddi della testa che sono dominio del passato, della memoria che abbiamo immagazzinato nel corso del nostro apprendimento. È il frutto di tutto il sapere ben appreso e ripetuto a memoria come fanno i pappagalli.

I ragionamenti come “sono brutto, ho i brufoli, sono troppo stupido, troppo piccolo o troppo magro; non vorrà saperne mai nulla di me...” sono frutto di tutte le nostre paure immagazzinate nel corso della nostra educazione, paure che ci porteremo dietro tutta la vita se non ne avremo coscienza*.

S ì, l'uomo oggi si colloca allo stadio dell'anima di coscienza e gli viene chiesto di oltrepassare il modo di funzionare arcaico per accedere alla vera facoltà di discernimento. Questa virtù può essere alimentata solamente dal cervello del cuore, dal sentimento supremo: l'Amore con la A maiuscola, l'Amore universale, quello che ci fa amare tanto il figlio del vicino quanto il proprio.

Questo Amore parte dal polo del sentimento e riscalda tutto ciò con cui viene a contatto. Così il pensiero e la volontà saranno giusti e la triarticolazione sarà allora fisiologica*.

Non siamo più allo stadio del sapere ben appreso ma della conoscenza innata.

La triarticolazione è portata dalla conoscenza, dimenticata alla nascita, per lasciare il sapere, giusto, fare il suo lavoro, ovvero riportare alla nostra coscienza tramite la logica questa conoscenza, divenuta inconscia con lo sviluppo dell'evoluzione. Nella conoscenza si trova la parte spirituale dell'uomo. All'epoca attuale questa spiritualità è più lontana che mai nella storia dell'uomo dalla nostra coscienza*.

Ecco perché il materialismo domina ancora il mondo. L'umanità si trova davanti a questa svolta. Ha la libertà di scelta di rimanere una pecora obbediente o diventare un essere spirituale libero e quindi indipendente. Da questa scelta dipende il futuro dell'uomo.

I l processo del colpo di fulmine è una prova inconfutabile della cronologia del cervello del cuore che entra in azione prima del cervello della testa. Quest'ultimo è ai suoi ordini; è uno strumento utilizzato dal sentimento. Il cervello è un organo dei sensi – come l'occhio o l'orecchio – che capta le informazioni del mondo spirituale ed è il nostro IO ad utilizzarle e ne fa un buono o cattivo uso a seconda del cammino che avrà percorso.

Tutta la nostra vita saremo confrontati a dei “lavori pratici”, sotto forma di intuizioni giuste che o ascolteremo o non ascolteremo.

È l'apprendimento del discernimento.

*libro 2: “Cosa dicono i nostri denti”

Siamo giunti ad una svolta per l'umanità

V iviamo un periodo straordinario se facciamo il passo di una vera presa di coscienza. Ho avuto il grande privilegio di aver fatto la formazione da dentista in Francia. Perché è un grande privilegio?

Perché nella bocca tutte le malattie o deformazioni si vedono; non è necessario fare analisi o indagini interne (radiografie, scanner, risonanze magnetiche, biopsie...) per fare una diagnosi. La formazione ci insegna COME possiamo fare per minimizzare queste deformazioni e ci dà spiegazioni sul SUO perché. Le cause verrebbero dalle nostre funzioni neuro-vegetative disturbate (respirazione, suzione, deglutizione, masticazione, fonazione). E la semplice osservazione clinica ci dimostra che questa visione delle cose è troppo riduttiva quindi erronea e ci conduce su una falsa pista.

Oggi la scienza non spiega l'esistenza di queste deformazioni ma non può negarla. Cerca di trattare il COME ma non ha nessuna idea del PERCHÈ esistono queste deformazioni e soprattutto del PER COSA; qual è il senso di tutte queste patologie? Cosa ci vogliono dire?

L a medicina in Francia è arrivata al punto di escludere il dentista dagli studi medici; è come se la bocca e i denti non facessero parte del corpo umano. Questo ci porta all'osservazione successiva; i dottori sono incompetenti su quello che succede a livello dei denti e i dentisti sono ignoranti sul resto del corpo umano. In queste condizioni il dialogo e gli scambi sono difficili; è quello che succede in Francia.

Nel momento in cui vi parlo, la scienza medica non dà nessuna risposta coerente alle malformazioni boccali ma sarà ben necessario collegare questa bocca al corpo intero e comprendere finalmente che l'uomo è un tutto inscindibile e non un “pezzo di carne” tagliato a pezzi per il cardiologo, lo pneumologo, il neurologo ecc...

L a nostra esperienza clinica (la mia e quella di tutti i professionisti e le professioniste che hanno voluto davvero fare il passo di andare a capire) ci ha permesso di constatare che questa falsa pista non si situa solo nel mondo dei denti ma poteva essere generalizzato alla medicina tutta intera.

Prove inconfutabili si sono accumulate da più di 30 anni sul senso delle deformazioni boccali, prove che la scienza contemporanea non vuole vedere... ma tuttavia non può ignorarle poiché esistono e si vedono con i nostri occhi. Non può nemmeno più ribattere, come con Ryke Geerd Hamer, che sono degli errori di lettura degli scanner.

Come ho appena detto, la “fortuna” di guardare nelle bocche mi ha permesso di aprire un po' gli occhi e osservare delle “guarigioni miracolose” compiersi, senza alcuna possibilità di spiegazione con il mio spirito cartesiano dell'epoca. Ci sono quindi due opzioni:

  • fare lo struzzo e nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere nulla;
  • cominciare a fare le domande che disturbano.

L a seconda opzione obbliga a rimetterci in discussione e ci accorgiamo allora che il sapere ben appreso nel corso della nostra educazione non ci appartiene; ci è stato insegnato e noi l'abbiamo adottato senza alcuna verifica. È in seguito passato allo stadio delle credenze. Ed è molto complicato mettere in dubbio queste credenze perché, a questo punto, sono diventate le NOSTRE credenze e alle nostre credenze per definizione: ci crediamo.

C'è stato bisogno di queste prove cliniche inspiegabili, prove che mi hanno forzato a cercare da me e non attraverso persone interposte il PERCHÈ di questi risultati stupefacenti e di accedere ad una reale conoscenza dell'uomo, conoscenza che bisogna differenziare dal sapere.

Le malattie (o deformazioni) della bocca come quelle del corpo intero ci parlano. Cosa ci devono dire? Dalla loro comprensione possiamo accedere alla conoscenza di ciò che siamo realmente. «Oh Uomo, conosci te stesso» (γνῶθι σαυτόν: iscrizione sul frontone del tempio di Apollo a Delfi).

L a diffusione della dentosofia non potrà realizzarsi con l'aiuto di un cervello strutturato e formattato per insegnare l'intelletto agli intellettuali. La dentosofia non si insegna, si vive. Quando “l'insegnante” in dentosofia ha recepito questo, diventa allora “contagioso” e dà ad altri la voglia di fare la stessa cosa. Tocca allora il bambino interiore, quello che tende ad un solo obiettivo: imitare le azioni altrui. Questo non è né sarà mai un processo che passa attraverso la mente; tutto si gioca nuovamente sui sentimenti, ovvero il cervello del cuore; essendo quest'ultimo il solo e unico maestro dell'uomo.

Tutte le domande e risposte giuste passano da lui ed è solamente in un secondo tempo che l'analisi con del cervello della testa può prendere forma. Questo pensiero è riscaldato dalla giustezza del sentimento e il Pensare può mettersi in azione perché non è immobilizzato dai pensieri veicolati dal nostro insegnamento, frutto del nostro sapere. Le azioni, messe in esecuzioni, saranno all'unisono con i sentimenti; saranno giusti e rafforzeranno il riscaldamento del Pensare.

Quindi il pensare potrà essere fondamentalmente giusto perché non sarà inquinato da pensieri del passato.

Coscienza e inconscio

C ome definire la coscienza? È una presa di coscienza intellettuale in cui l'unico ad intervenire è il cervello? O viene da molto più lontano?

Nel linguaggio corrente l'espressione “ho preso coscienza” è accompagnata da un gesto dell'indice che si dirige verso la fronte per sottolineare il fatto che la coscienza si situa a livello dell'emisfero cerebrale destro e sinistro.

La maggior parte dell'umanità pensa che la coscienza sia legata al cervello, anche se nessuno sa dove si trova e soprattutto tramite quale meccanismo agisce. La presa di coscienza è assimilata ad un'interrogazione del mio pensiero che immagazzinerà la nuova informazione nella memoria (o hard disk).

O ra cerchiamo di vedere altrimenti questa coscienza. Per questo sarà necessario dare definizioni più esatte e specifiche a delle parole che usiamo quando invece non hanno nessuna consistenza; infatti qual è la differenza, nel linguaggio corrente, tra inconscio e subconscio?

Il subconscio è qualcosa che abbiamo riposto nella nostra memoria e che tiriamo fuori in modo automatico senza ricorrere alla coscienza; potremmo compararlo ai riflessi condizionati che Pavlov ha evidenziato negli animali. Questo subconscio è il risultato della nostra educazione, di tutta la formattazione intellettuale frutto di tutti gli stimoli esterni forniti dalla società.

Nessuno vi scappa poiché è il funzionamento fisiologico dell'uomo; a differenza dell'animale, l'uomo deve apprendere tutto, questo fino ai 28 anni. Lo farà in modo totalmente inconscio finché la coscienza di sé, ovvero la propria individualità (ciò che fa sì che sia unico al mondo) inizia ad agire.

Possiamo dire che per i primi 7 anni della sua vita il bambino si costruisce in maniera incosciente; questi anni sono fondamentali per i pedagoghi di ogni tipo (genitori, scuola, società) perché è dalle loro capacità che dipende l'equilibrio futuro del bambino; dal canto suo il bambino riceverà informazioni che immagazzinerà nella sua memoria e, a poco a poco, svilupperà una forma di coscienza, forma che sarà sempre dipendente dalla pedagogia ricevuta e che riceverà. È solo dai 21 anni che l'uomo comincia a sviluppare realmente la propria coscienza di sé, benché questa, ovviamente, esistesse già dentro di lui; concluderà questo processo a 28 anni.

Per rendere l'intervento più concreto faremo uso di un'immagine. Consideriamo un elefante e immaginiamo che rappresenti il nostro subconscio poi prendiamo un colibrì che corrisponde alla nostra parte cosciente.

A 28 anni l'essere umano si trova quindi a confrontarsi con il suo gigantesco elefante (98-99%) e il suo colibrì appena nato (1-2%). Questo piccolo colibrì di qualche grammo ha il compito di sollevare la pesante proboscide dell'elefante e di portare il pachiderma là dove l'uccellino desidera. Significa che all'uomo sarà chiesto, per il resto della sua vita, di travasare tutta la sua parte inconscia del subconscio nella parte della sua coscienza, ovvero di diventare cosciente del TUTTO. Ma per questo bisogna riconsiderare la coscienza così come viene insegnata nell'elefante.

P erché allora differenziamo subconscio e inconscio se abbiamo intellettualmente coscienza che il subconscio viene alimentato inconsciamente? Questa differenziazione può avere senso se consideriamo che possiamo prendere coscienza del nostro subconscio e quindi renderlo cosciente mentre l'inconscio per definizione rimane incosciente.

Esempio: mentre dormiamo (anche alla morte) passiamo totalmente nell'inconscio e e non abbiamo più alcuna idea di quello che succede nel nostro corpo.

Q uesto è il meccanismo attuale dell'uomo ma non quello in divenire. Come si può comprendere intellettualmente, ovvero con il nostro cervello, che la coscienza non si situa a livello intellettuale? Come possiamo dunque farne esperienza nel quotidiano?

L a risposta a queste domande è immaginabile solo se accediamo alla conoscenza dell'uomo e alla sua nozione della triarticolazione.